In un mondo dove la tecnologia è al centro di ogni operazione quotidiana, la banda larga rappresenta lo strumento oggi primario e fondamentale per ogni cittadino. Ogni privato ma, soprattutto, ogni impresa ha la necessità di avere a disposizione questa importantissima infrastruttura digitale per compiere attività che facilitano il lavoro, lo rendono anche più economico e produttivamente avanzato.
Con la banda larga un’impresa può moltiplicare i propri affari, gestire il proprio flusso di lavoro, migliorare la logistica e la vendita e, dall’altra parte, in ogni casa privata questa serve per sfruttare i contenuti in streaming, gestire la domotica di casa, utilizzare al massimo i dispositivi di gaming e professionali, con software e programmi di lavoro che sempre più spostano i propri servizi sul cloud e sul web.
Ecco perché l’Italia, su impulso dell’Unione Europea, ha sviluppato da anni un’intensa attività di costruzione delle reti a banda larga, così da coprire l’intero territorio nazionale con la fibra ottica. Questo almeno nei progetti. Sì perché operare in tal senso non è semplice né veloce, c’è bisogno di tempo per mettere a disposizione di ogni cittadino un punto di attacco alla fibra. Ed è un’operazione che sta avvenendo tramite una programmazione precisa ma non sempre celere.
È quello che accade in Abruzzo, una regione nella quale si sta cercando di far diramare più linee di fibra ottica possibile ma che, attualmente, resta ancora un po’ indietro rispetto al resto del Paese. La composizione geografica della regione non permette un’accelerazione decisa in tal senso ma la programmazione dei lavori c’è e si sta realizzando, soprattutto verso le cosiddette aree bianche, quelle zone al momento prive di un insediamento urbano o industriale, ma che comunque vanno coperte dalla fibra ottica.
La banda larga in Italia
La banda larga è in generale un tipo di connessione alla rete internet decisamente più veloce rispetto alla vecchia tecnologia analogica in dial-up, quella, per intenderci, dei vecchi modem 56 Kbps. Per banda larga, infatti, si intende una connessione normalmente superiore ad almeno 2 megabit al secondo (Mbps).
Ancor più, la banda ultralarga è quella che supera i 30 Mbps, mentre la banda larga ultra veloce è quella che supera i 100 Mbps. Fatta questa doverosa premessa, i dati dell’Italia non sono estremamente confortanti se messi a confronto con il resto dei Paesi dell’Unione Europea. Rispetto alla tipologia di connessione precedentemente descritta, la banda larga veloce copre circa 2 famiglie su 3 (68,5%) mentre la banda larga ultraveloce (sopra i 100 Mbps) prende in considerazione poco più di un terzo delle famiglie (36,8%).
Secondo i dati di Eurostat, il Paese più virtuoso dell’UE è Malta che ha registrato la totalità di copertura Internet ad alta velocità per le famiglie. Segue Lussemburgo con il 96% delle famiglie servite dalla banda larga e la Danimarca (95%). Terzultima l’Italia che reca con sé una serie di ritardi e offre la banda larga al 44% delle famiglie, penultima Cipro (41%) e ultima la Grecia (20%).
La situazione in Abruzzo
E in Abruzzo cosa succede? Purtroppo la regione non brilla per avanzamento infrastrutturale. Avere la banda larga è utilissimo. Internet veloce, tra l’altro, è fondamentale soprattutto per chi lavora in smart working, in quanto una buona connessione è fondamentale per supportare la mole di lavoro in cloud e le riunioni video fatte giornalmente.
Ma non solo lavoro. Internet, ormai, è necessario anche per vedere film o ascoltare musica, persino per giocare con console, pc e cellulari, sia nei giochi in modalità multiplayer, sia in quelli digitali accessibili utilizzando i codici bonus dei casino online messi a disposizione dalle piattaforme che li ospitano e raggiungibili, ovviamente, solo avendo una connessione alla rete attiva. Ma l’Abruzzo si trova a 9 punti percentuali al di sotto della media nazionale.
In particolare la provincia di Chieti si trova al penultimo posto, prima solo di quella dell’Aquila. Questo secondo i dati dell’Osservatorio Open Polis Abruzzo, con un documento che scatta una fotografia dello stato attuale della regione. Andando nel dettaglio, infatti, la banda larga è coperta da metà delle famiglie nella provincia di Pescara, ma il dato cala notevolmente già nella provincia di Teramo dove il 29% delle famiglie può disporre di questa tecnologia.
Numeri che ancora calano, come si accennava, nella provincia di Chieti (22%) e in quella dell’Aquila, dove solo il 12% può disporre di una connessione ultra veloce. C’è comunque da non essere pessimisti, soprattutto se si analizzano i dati relativi allo sviluppo della rete tecnologica degli ultimi dieci anni. In base ai dati rilevati ad oggi, dal 2010 al 2020, infatti, in Abruzzo la quota totale delle famiglie che possono disporre di internet, in ogni tipologia dalla più lenta alla più veloce, è salita dal 54% al 77%. Sebbene sia un incremento che non rispecchia la velocità dello sviluppo della media nazionale (26,6 punti percentuali di quello italiano rispetto ai 22,9 punti dell’Abruzzo) è comunque un segno che sul territorio si è investito per imprese e privati ma anche per ampliare l’offerta dei servizi turistici in una regione tra le più visitate in Italia.






