L’AQUILA –  E’ scontro aperto dentro la Camera di Commercio del Gran Sasso d’Italia L’Aquila e Terano, dopo la nomina alla vicepresidenza  di Roberto Battaglia, modenese, imprenditore Agricolo di Roseto Degli Abruzzi, in provincia di Teramo, già à presidente provinciale della Confederazione Italiana Agricoltori (Cia) L’aquila Teramo e vicepresidente regionale Cia.

La sua carica si aggiunge infatti a quella della presidenza di Antonella Ballone, imprenditrice teramana del settore trasporti, componente dei cda della compagnia aerea Ita-Lufthansa e dell’Enav.

Due teramani ai vertici, insomma, con grande ira del territorio aquilano, e a partire alla carica, con una nota di fuoco è è il presidente di Confindustria L’Aquila Abruzzo Interno, Ezio Rainaldi, che pure prima della votazione, ha richiamato la finalità di “garantire la rappresentanza equilibrata delle circoscrizioni territoriali provinciali sancita dallo Statuto e dal Regolamento camerale”, e che ora parla di “uno schiaffo al territorio aquilano”, di una decisione che “ha calpestato gli equilibri istituzionali”. Rainaldi era in corsa anche lui per la vicepresidenza, in quota territorio aquilano, prendendo il posto in vicepresidenza che è stato Gianni Frattale, imprenditore edile aquilano, patron della Edilfrair.

Rainaldi arriva anche a minacciare “l’opportunità di riconsiderare l’attuale modello di aggregazione camerale e, conseguentemente, la stessa permanenza del sistema aquilano all’interno dell’attuale Camera di Commercio interprovinciale”.

“La questione riguarda l’equilibrio istituzionale complessivo della Camera di Commercio del Gran Sasso d’Italia e la necessità che esso rispecchi effettivamente la pari dignità delle due province che ne costituiscono la circoscrizione – incalza Rainaldi -. Ha prevalso l’azione politica che non ha nulla a che vedere con l’equilibrio del sistema economico, che invece avrebbe dovuto trovare una concreta applicazione nell’insieme delle scelte di governance dell’Ente, consentendo ai due territori provinciali di sentirsi adeguatamente rappresentati”.

Rainaldi ricorda che “il territorio aquilano ha affrontato, negli anni, le scelte relative alla governance camerale con senso di responsabilità e con una precisa volontà di privilegiare le ragioni del sistema rispetto a logiche territoriali contrapposte. In questa prospettiva, Confindustria L’Aquila Abruzzo Interno ha sostenuto anche la scelta di un ulteriore mandato quinquennale alla presidenza espressione del territorio teramano, nella persona di Antonella Ballone, che si aggiunge ai precedenti cinque anni di presidenza. Una scelta che il sistema aquilano ha accettato nella convinzione che il sacrificio di una parte potesse essere compensato da un effettivo equilibrio complessivo nella rappresentanza e nella governance della Camera”.

Oggi, però, proprio alla luce delle decisioni assunte, ribadisce Confindustria, tale equilibrio appare sempre più difficile da riscontrare.

“Se il territorio teramano esprime la presidenza per un arco complessivo di dieci anni e, contemporaneamente, la vicepresidenza con funzioni vicarie viene affidata a un esponente essenzialmente riconducibile al medesimo territorio, è legittimo interrogarsi su quale sia, nell’attuale assetto, lo spazio effettivamente riconosciuto alla provincia dell’Aquila”, sottolinea con forza Rainaldi,  “non può passare come un’anomalia il concetto che i vertici camerali – ovvero la presidente Ballone (Confindustria) e il vice presidente papabile, unico rappresentante del territorio aquilano (Rainaldi) siamo entrambi di espressione del mondo industriale , cosa peraltro già avvenuta negli ultimi 5 anni di  mandato con la presidenza Ballone e la vice presidenza Frattale, entrambi in quota Industria”.

Sarebbe, invece, da chiedersi se “l’anomalia risieda nel fatto che due mandati consecutivi, per un totale di ben dieci anni, di presidenza vengano attribuiti al territorio teramano. Un equilibrio che viene percepito come sbilanciato rischia, secondo Confindustria L’Aquila Abruzzo Interno, di indebolire il senso stesso dell’aggregazione e la fiducia degli operatori economici nell’istituzione camerale.”

“L’esito della votazione rappresenta, pertanto-  conclude Rainaldi -, un elemento che sarà attentamente considerato nelle future valutazioni sull’assetto della Camera di Commercio del Gran Sasso d’Italia. In tal senso, non potrà essere considerata estranea alle valutazioni anche l’opportunità di riconsiderare l’attuale modello di aggregazione camerale e, conseguentemente, la stessa permanenza del sistema aquilano all’interno dell’attuale Camera di Commercio interprovinciale. Non è una decisione assunta oggi, né vuole essere una posizione pregiudiziale. È una possibilità che Confindustria L’Aquila ritiene doveroso tenere aperta”.