L’AQUILA – “Sono due i grandi assi del nostro programma, distinto seppure non in conflitto, con quello Partito democratico: la transizione ecologica con l’obiettivo di arrivare nel 2030 all’80% di energia rinnovabile e con il contestuale no al nucleare e alle trivellazioni. Il secondo è il lavoro, con l’introduzione del salario minimo di 10 euro l’ora. Una questione civiltà, perché non è pensabile lavorare a soli 3  euro l’ora, uno stipendio non può scendere in nessun caso sotto i 1.000 euro al mese, anche perchè solo così  si rilancia l’economia, e si fa ripartire il Paese”.

Così nell’intervista streaming il segretario regionale di Sinistra Italiana Daniele Licheri.

La lista Alleanza Verdi-Sinistra, alleata del Pd, nella coalizione dei Democratici e progressisti, candida in Abruzzo come capolista al Senato Pierluigi Iannarelli, segretario del Circolo Sinistra Italiana L’Aquila, mentre capolista alla Camera è Rahel Seium, donna impegnata con l’Arci sulle politiche di accoglienza e immigrazione.

Candidati dietro Iannarelli al Senato sono Katia Romano e Arcangelo Di Berardino. Dietro Seium alla Camera Paolo Fasciani, Serena Squeo ed Edoardo Raimondi.

Per quanto riguarda il progetto di tornare ad estrarre gas in Italia sostiene Licheri: “rimaniamo contrari: per noi è parte del problema, non la soluzione. L’impatto in particolare nel nostro mare Adriatico sarebbe fortissimo, inaccettabile. Ancora più assurdo tornare al nucleare, tenuto conto delle tempistiche lunghissime, dei miliardi e miliardi che saranno necessari. Inoltre teniamo a sottolineare che non esiste il nucleare pulito, visto che il problema delle scorie radioattive non è stato risolto. Votare centrodestra significherebbe, per noi abruzzesi, dare il via libera alla realizzazione di una centrale nucleare a San Benedetto del Tronto e una a Termoli, con l’Abruzzo praticamente assediato e a rischio”.

L’INTERVISTA