PESCARA – Oggi sciopero generale contro il carovita e il riarmo proclamato dall’Unione sindacale di base. Manifestazioni in 50 piazze italiane. A Pescara il corteo partirà alle 10 da piazza Italia e attraverserà le vie della città fino a raggiungere il parco dell’ex caserma Di Cocco, a Porta Nuova. “Abbassate le armi, alzate i salari” sarà lo slogan della manifestazione. Sarà presente il comitato dei familiari delle vittime della Ex Esplodenti Sabino di Casalbordino.

Prefettura e Questura hanno messo a punto un  piano sicurezza per garantire il regolare svolgimento del corteo.

A Roma sfileranno in ventimila e saranno sorvegliati speciali il Colosseo, dove sabato scorso alcuni manifestanti sono entrati nell’Anfiteatro, e il Circo Massimo, che ospita il Villaggio della Difesa con blindati, droni e mezzi militari. A Milano i cortei andranno lontano dal centro, verso nord; attenzione anche a Torino (tre cortei) e Bologna.

“Le risorse pubbliche devono andare a salari, pensioni, sanità, scuola, casa e servizi pubblici, non alle armi -, argomenta Usb – La spesa quotidiana non può diventare un lusso; intervenire subito su alimentari, energia, bollette, carburanti e affitti; aumenti veri in busta paga e rinnovi dei contratti che recuperino tutto il potere d’acquisto perso; se aumentano i prezzi, devono aumentare automaticamente anche salari e pensioni; tassare extraprofitti e grandi rendite. Il costo della crisi non può essere scaricato sui lavoratori; basta chiusure, licenziamenti e delocalizzazioni pagate con soldi pubblici. Difendiamo occupazione, produzioni e futuro industriale del Paese”.

Nel quadro della giornata di sciopero generale, proclamato dai Cobas anche per il settore scuola, l’organizzazione pone all’attenzione di docenti ed ATA i seguenti obiettivi specifici: aumento di 300 euro netti mensili per docenti ed ATA nella terza tranche salariale di contratto (che deve scattare il 1 gennaio 2027) come recupero parziale di quanto perso per l’inflazione nell’ultimo decennio e per gli enormi aumenti energetici degli ultimi mesi. Cancellazione della riforma dei Tecnici, che taglierebbe ore di lezione, materie e migliaia di posti di lavoro, per il mantenimento del Tempo scuola attuale.

Ruolo unico con parità salariale e normativa, alle migliori condizioni attuali, per i docenti di ogni ordine e grado. Buoni-pasto per gli/le ATA, come parziale compensazione delle differenze di salario nel sistema scolastico italiano. Impedire che diventi legge l’Autonomia differenziata, che distruggerebbe l’unità della scuola e delle altre strutture pubbliche e sociali.