L’AQUILA – “Non sono stato contattato da Noi moderati, sono e rimango nell’area del centrosinistra, per me la più congeniale, da moderato, aderendo con convinzione a Progetto civico di Alessandro Onorato, che rappresenta la naturale prosecuzione del percorso politico e amministrativo che ho intrapreso ormai da molti anni”
Lo afferma il consigliere regionale di Abruzzo civico, Vincenzo Menna, vicesindaco di Atessa, che smentisce le voci che si erano diffuse all’Emiciclo di un suo “avvicinamento” a Noi Moderati, il partito di centrodestra di Maurizio Lupi, e del segretario regionale abruzzese Paolo Tancredi.
Noi Moderati infatti è rimasto senza consiglieri e cerca di riempire il vuoto lasciato dalla sua unica eletta, la vicepresidente del Consiglio Marianna Scoccia, che è passata con Forza Italia. Da qui l’avvio di un tentativo di campagna acquisti, confermata a questa testata dallo stesso Tancredi. E altri nomi che circolano sono quelli di Antonietta La Porta di Forza Italia, di Francesco Prospero e Leonardo D’Addazio di Fdi, e nell’opposizione di Enio Pavone di Azione.
Voci di avvicinamento su Menna sono state anche alimentate dal suo votare non raramente con la maggioranza di centrodestra di Marco Marsilio, di Fdi.
“Nessuna dietrologia – tiene però a precisare Menna -, non sono per il no a prescindere, e ho dato il mio voto a misure che ho ritenuto giuste, su temi sociali, per eventi e iniziative che ho ritenuto meritorie, a favore della protezione civile, e non conta chi le ha portate in aula”.
Infine su Progetto Civico Italia: “non è un semplice contenitore politico, ma un progetto culturale prima ancora che elettorale. Un progetto che nasce dal basso, costruito dagli amministratori locali, dai cittadini, dalle associazioni, dai professionisti e da tutti coloro che ogni giorno affrontano problemi reali e cercano soluzioni concrete. Mi riconosco profondamente in questa visione. È la stessa ‘follia’ positiva che mi ha accompagnato fin dall’inizio del mio impegno pubblico: partire dai territori e non dalle segreterie dei partiti, ascoltare prima di decidere, costruire insieme invece di imporre dall’alto”.






