E’ dovuta intervenire la polizia per frenare l’impeto di tantissime persone che non hanno avuto la possibilita’ di entrare nella chiesa dei frati francesi della Trinita’ dei Monti stipatissima di pubblico accorso al concerto di Capodanno tenuto dall’Orchestra Sinfonica Abruzzese a Roma ieri pomeriggio. “Musica per la vita? vita per la musica” questo il titolo dato alla manifestazione che rientrava nella serie di eventi organizzati per “Roma Citta’ Natale” dal comune della capitale e dalla societa’ di eventi “Osservatorio”. Ancora una volta l’Isa si rende protagonista di un evento di grande rilevanza sia sotto l’aspetto artistico sia sotto quello della comunicazione. Infatti il concerto e’ servito anche a ricordare i problemi e le ferite ancora aperte che la citta’ dell’Aquila sta vivendo a causa del terremoto del 6 aprile. In effetti – spiga l’Isa – il concerto e’ nato per festeggiare in musica l’inizio del nuovo anno con l’augurio di una rinascita per le zone terremotate dell’Abruzzo. Un Concerto originale con una programmazione unica, in una dei luoghi, piu’ importanti, amati e coreografici di Roma, Trinita’ dei Monti, con l’intento di tenere viva fuori dall’Aquila l’attenzione sui problemi legati al sisma. Il concerto e’ stato aperto dall’esecuzione dell’ouverture dalla Cambiale di Matrimonio di Rossini. Di seguito il solista Fabrizio Meloni, primo clarinetto dell’orchestra della Scala di Milano, ha eseguito con maestria ineguagliabile il mozartiano concerto in la magg.
K 622 per clarinetto e orchestra. Infine l’orchestra sinfonica abruzzese ha ottimamente interpretato la sinfonia in sol min.
n. 40 K 550 di Mozart. Attenta e inappuntabile la direzione d’orchestra di Vittorio Antonellini, direttore artistico dell’Isa che a fine concerto ha voluto dedicare il bis, lungamente e calorosamente richiesto dal pubblico, alle vittime del terremoto aquilano. Proprio nel bis, l’insieme orchestrale e Meloni si sono esaltati regalando al pubblico letteralmente conquistato una magistrale interpretazione della composizione di Astor Piazzola “Oblivion”.