PESCARA – Dalla crescita dell’economia abruzzese alla capacità di trasformare ricerca e innovazione in nuovi processi produttivi, dal ruolo del mercato dei capitali alle politiche per il Mezzogiorno, fino al futuro del bilancio europeo e al rapporto tra sicurezza, geopolitica ed economia.
Di seguito la nota completa con il resoconto della giornata.
È stato un confronto ampio quello che ha caratterizzato la mattinata della VI edizione dell’Abruzzo Economy Summit – Stati Generali dell’Economia, in programma il 24 e 25 settembre all’Aurum di Pescara.
La sessione mattutina, dedicata a “Territori, coesione e politiche per la crescita”, ha messo a confronto istituzioni, economia, finanza ed Europa, partendo dalla situazione dell’Abruzzo per arrivare alle grandi trasformazioni che stanno interessando il sistema economico nazionale e internazionale.
MASCI: “SEI ANNI FA SIAMO PARTITI DA PESCARA”
Ad aprire la giornata sono stati i saluti istituzionali del sindaco di Pescara Carlo Masci, che ha ricordato il percorso dell’Abruzzo Economy Summit, nato sei anni fa proprio a Pescara.
“Ringrazio la Regione Abruzzo e il presidente Marco Marsilio, Mirus, che ha ideato e organizzato il Summit. Sei anni fa siamo partiti da Pescara e oggi il Summit è diventato un appuntamento sempre più importante, così come lo è sempre di più la nostra città”.
MAGNACCA: “LA VERA FORZA DELL’ABRUZZO È NELLA SUA MULTIDIMENSIONALITÀ”
Ad aprire i lavori è stata Tiziana Magnacca, assessore alle Attività Produttive e al Lavoro della Regione Abruzzo, con l’intervento dedicato alle politiche produttive e alla visione dell’Abruzzo. La Regione indica tra le deleghe dell’assessore anche ricerca industriale e lavoro.
“La vera forza dell’Abruzzo – ha dichiarato l’assessore – risiede proprio in questa multidimensionalità e diversificazione: laddove è mancato il contributo dell’automotive, abbiamo rafforzato il chimico-farmaceutico, l’aerospazio, la moda e il design”.
Magnacca ha richiamato anche alcuni indicatori economici: un PIL pro capite vicino ai 33 mila euro e una crescita del PIL regionale dell’1,9%, a fronte dello 0,6% della media nazionale, oltre al dato sulla disoccupazione in discesa.
Ampio spazio è stato dedicato anche all’intelligenza artificiale, considerata non come uno strumento da contrastare, ma come una trasformazione da governare, capace di offrire opportunità di competitività e allo stesso tempo di porre interrogativi sulla dignità della persona.
In questo quadro Magnacca ha annunciato la proposta di un “Patto per il lavoro, l’economia e la sostenibilità nell’era dell’Intelligenza Artificiale”, con l’obiettivo di affrontare la digitalizzazione attraverso regole condivise e il coinvolgimento delle parti sociali, delle associazioni territoriali e delle università.
BIANCHI: L’ABRUZZO CRESCE, MA LA SFIDA È TENERE INSIEME COMPETITIVITÀ E COESIONE
Il keynote speech “Competitività e coesione: la sfida dell’economia abruzzese” è stato affidato a Luca Bianchi, direttore generale di Svimez.
Bianchi ha evidenziato la dinamica positiva dell’economia regionale: tra il 2021 e il 2025 la crescita dell’Abruzzo è stata vicina al 12%, circa quattro punti al di sopra della media italiana. Negli ultimi tre anni la crescita del PIL regionale si è mantenuta intorno al 2%, quasi il doppio del dato nazionale.
Tra gli elementi di forza indicati, la presenza di un sistema manifatturiero significativo, la capacità di produrre brevetti internazionali e l’aumento degli investimenti pubblici dei Comuni, con la spesa in conto capitale quasi raddoppiata tra il 2021 e il 2025.
Ma accanto alla crescita Bianchi ha richiamato anche le questioni demografiche e sociali: ogni anno circa 1.200 giovani abruzzesi lasciano il territorio e tra il 2019 e il 2026 la regione ha perso più di 4.000 residenti, con un fenomeno particolarmente concentrato nelle aree interne.
La sfida indicata da Bianchi è quindi quella di tenere insieme competitività e coesione, valorizzando il ruolo delle città medie e utilizzando PNRR e FSC anche per rafforzare servizi essenziali, infrastrutture digitali e infrastrutture sociali.
LUNGHI: IL MERCATO DEI CAPITALI COME LEVA PER LA CRESCITA
Il ruolo della Borsa per la crescita delle imprese e del Paese è stato al centro dell’intervento di Barbara Lunghi, responsabile dei Mercati Primari Azionari di Borsa Italiana – Gruppo Euronext, intervistata dal giornalista Roberto Chinzari.
Lunghi ha sottolineato il ruolo del mercato dei capitali nel sostenere la crescita delle imprese, spiegando che la quotazione consente alle società di raccogliere capitali, investire in innovazione e attrarre talenti, con ricadute anche sull’occupazione e sulle opportunità di investimento nei territori.
Nel corso del confronto è stato affrontato anche il tema del numero di imprese italiane presenti sul mercato azionario e del potenziale effetto che una maggiore apertura al mercato dei capitali potrebbe avere sulla crescita economica, sull’occupazione e sul gettito fiscale.
«Lavoriamo al fianco delle realtà locali, nazionali e internazionali per rendere il mercato dei capitali un vero volano di crescita per il territorio. La Borsa, infatti, svolge un ruolo importante nel sostenere la crescita delle imprese e, attraverso di esse, la crescita del Paese».
SBARRA: ZES E INVESTIMENTI PER RAFFORZARE LA CRESCITA DEL MEZZOGIORNO
Le politiche per il Sud tra coesione e sviluppo sono state al centro dell’intervento di Luigi Sbarra, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega alle Politiche per il Sud, intervistato da Roberto Chinzari.
“Abbiamo scelto di cambiare profondamente il modello delle ZES, – ha dichiarato Sbarra – superando una logica frammentata e circoscritta e costruendo una dimensione unica per l’intero Mezzogiorno, con una cabina di regia nazionale, un piano strategico e una struttura di missione dedicata. L’obiettivo è rafforzare la capacità di attrarre investimenti e accompagnare lo sviluppo delle filiere strategiche del Sud”.
Sbarra ha inoltre sottolineato la volontà di: “superare una programmazione delle risorse anno per anno, prevedendo invece un quadro pluriennale. Per il periodo 2026-2028 abbiamo già programmato 4 miliardi e 50 milioni di euro, una dotazione destinata ad aumentare ulteriormente con le prossime leggi di bilancio”.
SBERNA: “IL BILANCIO EUROPEO È UN TEMA NODALE”
Il confronto si è poi spostato sul livello europeo con Antonella Sberna, vicepresidente del Parlamento europeo, protagonista dell’intervento L’Europa per la crescita sostenibile dei territori.
Al centro il futuro del bilancio europeo, la politica di coesione e la PAC, ma anche il rapporto tra istituzioni europee, Regioni ed enti locali.
“Il bilancio europeo è un tema nodale. In questa fase il confronto si concentra tra i Paesi che chiedono di ridurre il bilancio complessivo dell’Unione europea e quelli che, come l’Italia, ritengono necessario mantenere e rafforzare la coesione e la PAC, due pilastri fondamentali per ridurre le distanze e creare opportunità di sviluppo e crescita”.
Sberna ha sottolineato inoltre che: “È importante anche semplificare le regole e mantenere un ruolo centrale per le Regioni e gli enti locali, perché siano in grado di tradurre le risorse europee in servizi e opportunità concrete per i territori”.
Nel corso dell’intervento è stato affrontato anche il rapporto tra il modello del PNRR e il nuovo quadro finanziario pluriennale dell’Unione europea, con l’esigenza di mantenere il raccordo con Regioni ed enti locali nella programmazione della spesa.
CROSETTO: DIFESA, SICUREZZA ED ECONOMIA SONO SEMPRE PIÙ COLLEGATE
Le conclusioni della sessione mattutina sono state affidate a Guido Crosetto, ministro della Difesa, che ha collegato gli scenari internazionali alle conseguenze economiche e alla sicurezza.
Il ministro ha sottolineato come le guerre e gli equilibri internazionali abbiano oggi conseguenze dirette sull’economia e sulla vita quotidiana, richiamando in particolare il tema dell’energia e dei prezzi del petrolio e del gas.
Nel suo intervento ha affrontato anche la sicurezza dei traffici marittimi e la necessità di rafforzare la presenza navale italiana ed europea quando le rotte commerciali sono esposte a rischi.
Crosetto ha collegato la sicurezza della navigazione anche al valore economico dei traffici: “Il traffico è ricchezza, vita, industria, lavoro per noi”.
La riflessione si è quindi allargata al significato della difesa nello scenario contemporaneo, che secondo il ministro non può più essere considerata soltanto nella sua dimensione militare tradizionale.
Crosetto ha inoltre richiamato il ruolo delle organizzazioni internazionali nella gestione delle crisi, sostenendo che la difficoltà nel governare gli scenari internazionali è aumentata con la perdita di peso dell’ONU e sottolineando la necessità di affrontare le crisi nei consessi internazionali per evitare che si traducano in nuovi conflitti.
CREDITO E INVESTIMENTI, LE CONDIZIONI PER LA CRESCITA
La sessione pomeridiana dell’Abruzzo Economy Summit è entrata nel merito delle condizioni necessarie per sostenere gli investimenti e accompagnare la crescita delle imprese.
Ad aprire i lavori è stato Mauro Masi, presidente di Banca del Fucino, con l’intervento dedicato a “Il credito che sostiene la crescita e il nuovo scenario bancario italiano”. Nel suo intervento Masi ha richiamato l’importanza delle condizioni complessive che accompagnano le decisioni di investimento: non soltanto il valore dell’operazione, ma anche la prospettiva finanziaria nel tempo, la stabilità politica e finanziaria, la certezza del quadro di riferimento e i tempi di applicazione delle misure.
INVESTIMENTI E FILIERE STRATEGICHE PER IL SISTEMA PAESE
Il confronto è proseguito con la tavola rotonda “Investimenti e filiere strategiche per il sistema Paese”, moderata dal giornalista Roberto Chinzari, alla quale hanno partecipato Lucia Albano, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze; Francesco Macrì, presidente di Leonardo e presidente di Estra SpA; Gianluca Ansalone, Head of Public Affairs & Sustainability di Novartis Italia; Antonio Amati, Deputy CEO di Almaviva.
Nel suo intervento Lucia Albano ha richiamato i fattori che incidono sulle decisioni degli investitori: non soltanto il valore dell’investimento, ma anche le prospettive nel tempo, la stabilità politica e finanziaria, la certezza del quadro e i tempi di applicazione delle misure. Ha inoltre sottolineato il cambiamento nella percezione dell’Italia da parte degli investitori stranieri.
Francesco Macrì ha posto l’attenzione sulla crescente importanza dell’autonomia e della supremazia tecnologica nella competizione economica. In un contesto internazionale complesso, ha evidenziato il peso degli ecosistemi di conoscenze e competenze e la necessità di rafforzare l’autonomia strategica sul piano tecnologico. Un tema che riguarda la capacità dell’Italia e dell’Europa di competere in uno scenario nel quale anche la tecnologia rappresenta un elemento della competizione economica e della capacità negoziale.
Gianluca Ansalone ha affrontato il rapporto tra innovazione, capitale e strategie globali, richiamando il confronto internazionale sui diversi modelli di sviluppo tecnologico e di innovazione e le strategie messe in campo da Stati Uniti e Cina.
Antonio Amati ha portato il punto di vista dell’innovazione applicata alla salute, richiamando l’esperienza maturata nel settore, gli investimenti nella tecnologia, la partecipazione alla piattaforma nazionale di telemedicina e lo sviluppo dei sistemi digitali per la salute. Nel suo intervento ha affrontato anche il percorso di trasformazione legato all’intelligenza artificiale.
UCRAINA, EUROPA E SICUREZZA: LA SFIDA DELLA DEMOCRAZIA IN TEMPO DI GUERRA
Il tema della sicurezza europea è stato affrontato anche attraverso la prospettiva ucraina, con Oleksandr Korniyenko, primo vicepresidente della Verkhovna Rada dell’Ucraina, protagonista dell’intervento “Ucraina, Europa e sicurezza: la sfida della democrazia in tempo di guerra”, intervistato da Roberto Chinzari. Il programma del Summit indica Korniyenko anche come vicepresidente del Comitato Esecutivo del Gruppo Parlamentare Nazionale Ucraino.
Korniyenko ha raccontato le condizioni nelle quali le istituzioni ucraine continuano a operare durante la guerra, spiegando che, nelle attuali condizioni di sicurezza, non è possibile procedere alle elezioni.
Ha descritto la situazione di Kyiv, interessata da lunghi periodi di allarmi aerei e da attacchi con droni e missili, e le condizioni nelle quali continua il lavoro del Parlamento, con parte delle attività svolte negli spazi protetti.
Nel suo intervento ha sottolineato anche il ruolo delle istituzioni democratiche e la necessità di continuare a garantire il funzionamento del Parlamento nonostante le condizioni determinate dal conflitto.
Korniyenko ha inoltre richiamato il rapporto tra Ucraina e Unione europea, citando anche alcuni ambiti di possibile collaborazione e confronto con i territori italiani. Tra gli esempi affrontati nel dialogo a Pescara, le tematiche delle scuole montane e della pesca.
Un passaggio è stato dedicato anche alla disponibilità dell’Ucraina a mettere a disposizione dell’Europa le proprie competenze, comprese quelle sviluppate sul piano ingegneristico e tecnologico, attraverso partnership e forme di collaborazione.
ENERGIA E IMPRESA NEI NUOVI SCENARI GLOBALI
La sicurezza energetica e le ricadute degli scenari globali sulla competitività delle imprese sono state al centro della tavola rotonda “Energia e impresa nei nuovi scenari globali”, moderata da Roberto Chinzari, con Veronica Jorio, responsabile Affari Istituzionali della Macro Area Centro Italia di Enel; Riccardo Toto, direttore generale di Renexia; Simone Nisi, executive vice president institutional e regulatoryaAffairs di Edison.
Veronica Jorio ha richiamato il ruolo degli investimenti e l’importanza di creare condizioni nelle quali gli interventi possano incontrare un quadro di regole stabile, favorendo la capacità di trasformare gli investimenti in sviluppo sul territorio.
Riccardo Toto ha affrontato il rapporto tra gas e fonti rinnovabili, soffermandosi sul meccanismo attraverso il quale il prezzo del gas continua a incidere sul prezzo dell’energia. Nel suo intervento ha richiamato la necessità di aumentare il peso delle fonti rinnovabili e di intervenire sul rapporto tra il costo dell’energia e quello del gas.
Simone Nisi ha posto l’attenzione sulla situazione italiana e sulle dipendenze energetiche del Paese, sottolineando la necessità di tutelare i bisogni, i diritti e l’industria e di rafforzare la sicurezza energetica attraverso una maggiore diversificazione delle fonti e degli approvvigionamenti.
Il confronto ha riportato al centro il rapporto tra sicurezza energetica, competitività, investimenti e trasformazione del sistema energetico, in uno scenario nel quale le condizioni degli approvvigionamenti hanno ricadute dirette sul sistema produttivo.
NUCLEARE, UNA QUESTIONE STRATEGICA PER IL FUTURO DEL PAESE
Il programma della prima giornata ha previsto inoltre un confronto dedicato a “Il nucleare per il futuro del Paese”, con Luca Squeri, deputato e responsabile Energia di Forza Italia, e Nicola Ippolito, direttore della Divisione Nucleare del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, moderati da Roberto Chinzari.
Il tema si è inserito nel più ampio confronto dedicato alla sicurezza energetica e alle strategie necessarie per affrontare i nuovi scenari energetici.
LE CONCLUSIONI DELLA PRIMA GIORNATA
A chiudere la prima giornata dell’Abruzzo Economy Summit è stato Marco Marsilio, presidente della Regione Abruzzo.
MARCO MARSILIO: “IL NOSTRO DESTINO NON È PER FORZA L’EMIGRAZIONE”
A chiudere la prima giornata dell’Abruzzo Economy Summit è stato Marco Marsilio, presidente della Regione Abruzzo, che ha richiamato il ruolo del Summit come momento di confronto tra università, istituzioni, decisori politici, rappresentanza sociale e sistema produttivo.
Sul fronte economico, il presidente della Regione ha richiamato il contributo dell’Abruzzo alla crescita delle esportazioni e la capacità del sistema produttivo regionale di compensare la fase di difficoltà attraversata dall’automotive attraverso una maggiore diversificazione.
«Stavamo parlando delle esportazioni: qual è stata la spinta forte che l’Abruzzo ha dato alle esportazioni italiane? È stato già raccontato. Il farmaceutico in particolare ha più che colmato il momento di flessione che negli ultimi due-tre anni ha colpito il settore dell’automotive».
Marsilio ha quindi richiamato i dati sull’occupazione regionale.
“Sono stati ricordati oggi i dati sull’occupazione. L’Abruzzo ha una disoccupazione che segna il 4,4%, con quella femminile al 7%. La disoccupazione nel 2019 era quasi all’11% complessivo. Oggi gli occupati sono 535 mila, circa 50 mila in più rispetto al 2019. Anche qui il tasso di occupazione è mezzo punto in più rispetto alla media nazionale: siamo al 64,8%. La media della disoccupazione nazionale è un punto superiore rispetto a quella dell’Abruzzo. L’Abruzzo non insegue: sta al di sopra della media nazionale e concorre a raggiungere risultati importanti. Il nostro destino non è per forza l’emigrazione. C’è spazio per la crescita, lo stiamo dimostrando, i numeri lo stanno certificando, bisogna consolidarla”.
Nel suo intervento Marsilio ha richiamato anche il ruolo delle infrastrutture e della logistica per sostenere la crescita regionale, citando gli interventi sulle piattaforme logistiche, sull’interporto, sulla ferrovia e i lavori in corso sulla Roma-Pescara.
Un altro elemento indicato come significativo per la diversificazione dell’economia regionale è il turismo.
“Significa che l’incidenza dell’economia del turismo all’interno del prodotto interno lordo è superiore alla doppia cifra, superiore al 10%; significa che il turismo comincia a funzionare davvero e a sostenere l’economia reale del territorio. Significa che abbiamo allungato le stagioni con grandi eventi sportivi, artistici, di spettacolo, dandogli anche visibilità nazionale e internazionale attraverso la Rai e gli altri grandi media broadcast che seguono questi eventi, con un successo di pubblico notevole, clamoroso, di cui anche qui siamo orgogliosi. Stiamo diversificando quindi anche l’economia abruzzese”.
Con questo intervento si è conclusa la prima giornata dell’Abruzzo Economy Summit 2026, che ha messo a confronto istituzioni, imprese, università, manager e protagonisti dell’economia sui temi della crescita, della competitività, dell’energia, delle infrastrutture, della geopolitica e delle trasformazioni tecnologiche.



