L’AQUILA – L’Aquila conserva una memoria cinematografica viva, legata a Una città in Cinema: il festival ideato da Gabriele Lucci e portato avanti con l’Istituto Cinematografico La Lanterna Magica tra il 1981 e il 1990. Una storia attraversata da maestri come Michel Piccoli, Ettore Scola e Néstor Almendros.

È partita da questa consapevolezza, per raccogliere il valore di quell’incontro tra cinema e città e portarlo nel presente, l’avventura, la cui sceneggiatura è ancora tutta da scrivere, di Ciaq – Premio Cinematografico L’Aquila, che da giovedì 17 a domenica 20 settembre ha proposto alla visione gratuita 79 opere, distinte in 12 lungometraggi, 24 documentari e 43 cortometraggi, con proiezioni al Teatro San Filippo, a Palazzo Ciccozzi e, all’aperto, in Piazza del Teatro. Opere proposte, oltre che dall’Italia, da Stati Uniti, Francia, Croazia, Argentina, Regno Unito, Romania, Albania e Svizzera.

Una scommessa fatta dall’Associazione Culturale Innovahub, sostenuta dal Gruppo Abivet Soc. Benefit, di cui fa parte anche Spazio Indipendenza, già attiva nel capoluogo regionale abruzzese nel campo culturale, guidata dal direttore artistico, Maurizio Albano, e dal direttore organizzativo, Francesco Albano, fondatori della casa di produzione SimonFilm.

“Guardare un film è anche un rito collettivo: condividere il buio, un’emozione, una domanda. Ciaq ha voluto restituire alla visione questa dimensione pubblica, facendo incontrare spettatori, autori e professionisti”, ha spiegato Maurizio Albano, raccogliendo un’eredità importante, di una città dove il cinema ha svolto un ruolo di primo piano nel panorama culturale. Palazzo Ciccozzi e il suo Spazio Indipendenza si sono confermati luoghi aperti alla città, fucina di idee e proposte, pensate per restituire in pieno la vivibilità di un centro storico oramai ricostruito, tenuto conto che la cultura ne rappresenta un mattone fondamentale”.

Ha aggiunto il figlio e direttore organizzativo, Francesco Albano: “Il riscontro di questa prima edizione conferma che L’Aquila ha una vocazione cinematografica naturale e viva. Vedere il Teatro San Filippo, Palazzo Ciccozzi e la Piazza del Teatro nuovamente animati da spettatori, autori emergenti e professionisti del settore è stata la prova che il cinema, inteso come rito collettivo, possiede una forza straordinaria. Ringraziamo le giurie, le istituzioni, i partner e tutto il pubblico che ha condiviso con noi questi quattro giorni intensi”.

A vincere la prima edizione, il lungometraggio “On Our Own”, del regista rumeno Tudor Cristian Jurgiu, che racconta il farsi e disfarsi di una famiglia; il documentario “La vita segreta dei giocattoli”, delle registe Sara Zavarise e Alexandra D’Onofrio, che segue il viaggio nelle scuole dell’artigiano e poeta ravennate Roberto Papetti; il cortometraggio “Il mio amico Karl”, firmato da Nikola Brunelli, con protagonista la piccola Lucia, che esaspera le insegnanti con le sue idee ribelli e rivoluzionarie. Infine, premiato dal voto del pubblico, “Vita in quota” di Claudio Sponta e Andrea Maria Falzone, dedicato alle montagne d’Abruzzo e a cosa significa gestire un rifugio.

D’eccezione la giuria: per la sezione lungometraggi, la critica cinematografica Mariangela Sansone, affiancata da Anna Collabolletta, Stefano D’Amadio e Gianlorenzo Franzì. La valutazione dei cortometraggi è stata affidata a Francesca Laurenzi, Nicola Luigi Conti e Irina Tarvida, mentre per la sezione documentari in giuria Riccardo Barbieri.

Grande soddisfazione per il 25enne regista aquilano Claudio Sponta, fresco di diploma al Centro Sperimentale di Cinematografia dell’Aquila, che ha ritirato il premio per “Vita in quota”, che racconta una stagione nei rifugi Franchetti, Duca degli Abruzzi e Garibaldi, sul Gran Sasso, il lavoro dei gestori, la loro fatica, l’accoglienza e gli imprevisti, mentre il paesaggio rivela il delicato equilibrio tra turismo, presenza umana e ambiente.

“Credo che in questo film, assieme al co-regista Andrea Maria Falzone, siamo riusciti a trasmettere quello che è l’amore per le nostre montagne. Ma non solo, al centro del racconto ci sono anche gli effetti del cambiamento climatico, che impatta ad esempio sulle risorse d’acqua, come pure l’overtourism, che rappresenta una concreta minaccia per i fragili equilibri della montagna”.

Altra premiata, in presenza, Sara Zavarise, ha ritirato di persona il premio per il miglior documentario: “Siamo felici di questo riconoscimento, in questa bellissima città, nella prima edizione di un festival che non può che crescere ed affermarsi a livello nazionale. Assieme siamo innamorate della storia di Roberto Papetti, che è un artista, un artigiano, un poeta, uno sperimentatore di equilibri e, insieme ad Alexandra D’Onofrio, abbiamo seguito sia lui nel suo lavoro in bottega, a costruire giocattoli a partire da materiali di riciclo, sia in un viaggio a contatto con bambini da Nord a Sud Italia. Il messaggio per gli adulti è di mantenere vivo il bambino e la bambina che è dentro di noi, soprattutto in questi tempi di grandi conflitti: c’è bisogno veramente di ricordarci quanto sia importante pensare che viviamo in un ambiente in cui sono importanti la comunità, lo scambio, il rispetto reciproco e quello per l’ambiente”.

Tra gli ospiti del festival Carlo Fumo, regista, giornalista, produttore e organizzatore dell’Italian Movie Award, il premio internazionale del cinema italiano all’estero.

“L’Aquila, quest’anno capitale italiana della cultura, aveva bisogno di un festival come Ciaq, che offre, con una selezione di opere di altissima qualità, tanti sguardi sul mondo, su noi stessi, sul prossimo, da altrettanti punti di vista diversi, in un fecondo incontro di stili e linguaggi”.

Non hanno fatto mancare il loro supporto le istituzioni cittadine, intervenute sia all’inaugurazione sia nella serata dei premi.

“Il cartellone di L’Aquila Capitale della Cultura si arricchisce di un nuovo evento che ha tutte le carte in regola per affermarsi a livello nazionale, dedicato al linguaggio cinematografico, grande strumento di valorizzazione del territorio. Un festival diffuso, nella città ricostruita, in piazze, teatri e palazzi, restituiti nella loro bellezza e che pulsano di vita”, ha detto l’assessore regionale con delega alla Cultura, Roberto Santangelo, in occasione dell’inaugurazione.

Ha aggiunto il consigliere comunale Leonardo Scimia: “Questo festival rappresenta un valore aggiunto all’offerta culturale della città, sin dalla sua prima edizione. Questa è una città che ha deciso di puntare sulla cultura, e la Regione ha messo a terra importanti investimenti, anche sul settore della filmografia, con la nascita dell’Abruzzo Film Commission. Le potenzialità sono enormi, il nostro bellissimo territorio può e deve diventare la location di grandi produzioni cinematografiche, che non solo avranno poi una ricaduta in termini di visibilità e attrattività turistica, ma anche in modo diretto in termini di creazione di posti di lavoro per le tante professionalità del settore”.

A consegnare i premi, nella serata finale, sempre al Teatro San Filippo, il senatore FdI, capogruppo in commissione Bilancio, Guido Liris, e il vicesindaco dell’Aquila Raffaele Daniele.

“Vi ringrazio per questo evento originale e coraggioso”, ha detto il senatore Liris sul palco del San Filippo, “il cinema è parte integrante del Dna della nostra città, laboratorio e palcoscenico. Il buon cinema è ingrediente fondamentale della buona qualità di vita, che è l’obiettivo che ci siamo dati nel processo di ricostruzione post-sismica. Il festival è partito forte, e ora però altissima è l’aspettativa per le prossime edizioni”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il vicesindaco Daniele: “Una bellissima iniziativa, soprattutto perché viviamo in un mondo in cui siamo abituati, con le piattaforme, a fruire del cinema in casa, e quindi già condividerlo sul grande schermo, in luoghi iconici della nostra città, è un valore aggiunto. L’Aquila e il suo territorio non sono solo luoghi dove si proiettano film, ma anche dove si realizzano e si producono, grazie anche alla nascita dell’Abruzzo Film Commission. In questo momento, all’Aquila, stanno ad esempio girando un film e una fiction per la Rai”.