L’AQUILA – Negano sdegnosamente una regia dietro le quinte del sindaco di FdI, Pierluigi Biondi, motivano il loro addio alla Lega con il venir meno dell’adesione alla linea politica, al “senso di comunità”, e confermano entrambi l’intenzione di ricandidarsi alle elezioni comunali della primavera prossima, con chi si vedrà.
Interpellati da AbruzzoWeb, l’assessore al Personale del Comune dell’Aquila Laura Cucchiarella e l’ormai ex capogruppo e segretario provinciale Daniele Ferella fanno un po’ più di chiarezza sui motivi che li hanno indotti a dire addio alla Lega dopo 12 anni di militanza, rispetto al sintetico comunicato stampa dei giorni scorsi.
Un addio che ha creato un pandemonio tra i salviniani, che questa sera faranno una riunione online convocata dal segretario regionale Vincenzo D’Incecco, capogruppo in Consiglio regionale, con all’ordine del giorno innanzitutto la sostituzione di Ferella alla segreteria provinciale. L’ipotesi che viene data come scontata è l’allineamento del congresso aquilano con quelli previsti nelle altre tre province, evitando così il commissariamento.
Resta l’ira di una buona parte della Lega cittadina, a causa del tremendo sospetto di una regia del sindaco, considerata come un colpo basso, per di più autolesionistico, visto che i salviniani hanno sempre mostrato fedeltà alla maggioranza. E c’è chi vorrebbe rompere le righe, per non recitare la parte dell’agnello sacrificale, con l’ipotesi debordante di correre da soli alle comunali di primavera, schierando il vicepresidente della Regione, con delega all’Agricoltura, Emanuele Imprudente, in quella che FdI, anche dopo il secondo e ultimo mandato di Biondi, considera un suo feudo.
Cucchiarella, eletta con 665 voti, resterà comunque in giunta, anche se non ha più un partito, e spiega a questa testata:
Alla domanda, “ma quali sono le vere ragioni che l’hanno indotta a lasciare la Lega?”, l’assessore risponde: “Non c’è più la stessa visione politica, c’è uno scollamento. Quando diventa difficile riuscire a esercitare il proprio dovere nei confronti di chi ti ha eletto, ci si trova davanti a una scelta: o rimani in quel partito a seguire una linea che però non ti appartiene più, oppure decidi di cambiare strada seguendo la tua coscienza”.
Ma poi precisa: “Con il sottosegretario Luigi D’Eramo e il vicepresidente Emanuele Imprudente, la stima e l’amicizia restano intatte. Il discorso è più generale, riguarda il partito nel suo complesso, e io faccio però politica per la comunità e non per me stessa”.
Conferma poi che resterà assessore, almeno nelle sue intenzioni: “Nel momento in cui dovesse venir meno il rapporto di fiducia che c’è con il sindaco, sono pronta a fare le valigie. Ritengo però che in questo ultimo scampolo di legislatura sarebbe una sciocchezza andare a vanificare tutti gli sforzi che si sono fatti negli ultimi quattro anni, in termini di competenza e conoscenza dell’argomento, nel campo del personale e della sicurezza”.
Ribadisce quindi, come nel comunicato stampa dei giorni scorsi, che “non c’è nessuna mano di Biondi, la scelta mia e di Ferella è stata libera, cosciente e autonoma. Anzi, sono convinta che questa fuoriuscita possa avere anche in qualche modo creato dei problemi al sindaco, perché ora si trova a dover gestire due persone che vogliono rimanere in maggioranza, ma che vogliono abbandonare il partito dal quale provengono, pur a malincuore”.
Una cosa è certa, Cucchiarella sarà ricandidata alle prossime comunali: “Non voglio buttare via dieci anni di competenza, di attività sul territorio, di legami stretti con chi mi ha votato. Con chi mi ricandiderò? Non lo so, sicuramente voglio rimanere nell’ambito del centrodestra. Una cosa è certa, non con Futuro Nazionale, da cui sono molto lontana politicamente”.
Veniamo a Daniele Ferella, 662 voti nel 2022, che assicura: “Non ci sono motivi personali e rancori, la mia decisione nasce solo da motivazioni politiche, non condivido più la linea che il partito a livello locale e regionale sta tenendo”, non spiegando però, a esplicita domanda, quali siano queste linee non condivise.
Non c’entra nulla, però, assicura, l’avanzata di Futuro Nazionale dell’ex generale in pensione ed europarlamentare Roberto Vannacci, che ha superato la Lega e fa proseliti nelle sue fila.
“Ho contribuito a costruire la Lega quando era, a livello nazionale, al 3% e penso di aver dimostrato nella mia vita che non è lo spazio personale che mi ha interessato, ma solo l’impegno quotidiano amministrativo e politico a favore della mia città e del mio territorio”.
Come nulla c’entra la decisione, ad esempio, della Lega di rompere l’alleanza con FI e FdI e di correre da sola ad Avezzano, a sostegno del candidato civico Gianni Di Pangrazio: “Da segretario provinciale ho condiviso questa decisione, maturata in un contesto politico particolare”.
Ho notato la scelta della Lega di appoggiare Di Pangrazio e spezzare l’alleanza del centrodestra, l’hai condivisa o meno, questa scelta?
“Quello sì, ero segretario provinciale, ci ho messo la faccia, quindi non rinnego quello che ho fatto da segretario provinciale”.
Ferella ribadisce con forza che Biondi non c’entra nulla nella sua scelta.
“Il sindaco lo ha saputo soltanto il giorno in cui glielo ho comunicato e, in realtà, è rimasto anche un pochino stupito, ben comprendendo la difficoltà nella quale poteva mettere la coalizione. Assicuro che lui ha sempre attribuito importanza nell’avere in maggioranza un partito solido come la Lega, che lo ha lealmente sostenuto in tutto il periodo della sua sindacatura, sin dal 2017”.
Sul suo futuro politico, dopo l’adesione al gruppo misto: “Le mie scelte le farò in seguito, ascoltando tutte le persone che fino a oggi sono state con me e che vorranno continuare a esserci. Non sarà una scelta che prenderò da solo, è certo che resto convintamente nella maggioranza di centrodestra e sarò ricandidato, vedremo con chi, ora è presto per dirlo”.





