ROMA – “Sta come torre ferma, che non crolla”, questo aveva scritto sul suo profilo Facebook Andrea Moretti, di Crognaleto (Teramo), operaio 22enne morto tragicamente nel cantiere del Colosseo a Roma, addetto ai lavori di installazione in quota di un nuovo impianto di illuminazione del monumento, precipitato da un’altezza di circa 10 metri.

Andrea era appeso in cima alla volta del terzo livello: doveva far arrivare i cavi della corrente alla lanterna posizionata al piano inferiore, nel cuore del monumento, in corrispondenza di via Labicana.

Alle 23.30, probabilmente, stava scendendo dalla parete. Si sarebbe dovuto calare lentamente fino a terra usando la fune di sicurezza, assicurata a un occhiello in ferro fissato a un pilastro, che avrebbe dovuto fare da passante. Invece ha fatto un volo di 10 metri ed è morto sul colpo. Gabriele, il marito di sua sorella maggiore Sara, stava facendo lo stesso lavoro, insieme a un collega, sull’altro lato della parete. Non ha visto, ma ha sentito il rumore della caduta e ha chiamato i soccorsi.

Disposta l’autopsia, la salma è stata portata all’Istituto di medicina legale della Sapienza.

In segno di lutto, il Parco ha deciso di chiudere al pubblico per la giornata odierna il settore del secondo ordine in cui è avvenuto l’incidente, area tuttavia non sottoposta al sequestro da parte della magistratura, al momento impegnata nel determinare la dinamica dell’accaduto. Il ministro Alessandro Giuli, intanto, ha disposto il blocco dei lavori.

La Procura di Roma procede per omicidio colposo. Il procedimento, legato alle norme sulla sicurezza del lavoro, è coordinato dal procuratore aggiunto Antonino Di Maio ed è al momento contro ignoti. Le indagini sono affidate ai carabinieri, che stanno acquisendo una serie di documenti per accertare eventuali responsabilità.

Per far luce sulla morte di Moretti sono al vaglio degli inquirenti le registrazioni delle telecamere interne al Colosseo e, come scrive il quotidiano La Repubblica, “da quanto trapela, sembrerebbe che Andrea sia stato trovato con l’imbracatura, ma senza fune agganciata, ritrovata spezzata, ma anche su questo aspetto verrà effettuata una consulenza tecnica per ricostruire la dinamica dei fatti”.

Il 22enne lavorava alle dipendenze dell’impresa Quintilio Moretti Srl, che ha sede a Tottea, frazione del comune di Crognaleto, in provincia di Teramo, paese di origine dello sfortunato ragazzo. Dall’inchiesta non sembrerebbero emergere responsabilità dell’azienda, per la quale  si tratta di una tragedia nella tragedia perché Andrea, valido e stimato collaboratore, oltre ad avere lo stesso cognome era anche parente di Carmine Moretti, 49enne proprietario dell’azienda, che è stata fondata dal padre Quintilio nel 1968.

L’imprenditore, molto conosciuto, stimato e rispettato non solo in Abruzzo, è sotto choc, come tutte le sue maestranze, e per ora non vuole commentare la tragedia.

Carmine Moretti è al timone dell’impresa dopo la morte, nel 2021, del padre, che aveva iniziato l’attività dando lavoro a tanti giovani dello splendido paese nel Teramano, molti dei quali nel corso dei decenni si sono messi in proprio. Una tradizione continuata dal figlio Carmine nel centro montano di circa 300 anime, dove si conoscono tutti e dove ci sono numerosi imprenditori.

A guidare il raggruppamento temporaneo di imprese che ha vinto l’appalto del Colosseo è la I.G. Group, con la sede legale a Fiumicino e gli uffici a Roma.un appalto da 5 milioni e 161mila euro sponsorizzato da Tod’s e dal ministero della Cultura, in cui sono stati previsti 121mila euro di costi per la sicurezza. Il progetto è stato ideato dall’architetta Francesca Storaro, figlia di Vittorio Storaro, direttore della fotografia tre volte Premio Oscar.  Una parte dei lavori è invece affidata alla EquattroE, società con sede ad Agrigento. Due aziende che fanno capo al Gruppo Iacolino, attivo da cinquant’anni.

Intanto, a Crognaleto e in particolare nella frazione di Tottea, è piombato nel dolore e nello sconforto. L’intera comunità si è stretta intorno al dolore lancinante della famiglia, a cominciare dai genitori, Fabrizio, che è stato vittima di un incidente sul lavoro in cui ha perso una gamba, e dalla mamma, Silvana Cellitti, e dalla sorella Sara.

Dopo il diploma all’Itis di Teramo e due anni alle Belle Arti di Firenze, aveva deciso di lavorare come operaio rocciatore. Aveva la passione per i cavalli e tutti ricordano la sua contagiosa simpatia, la sua vitalità, il suo radioso sorriso, quello di un giovane nel pieno degli anni e della vita.

Il sindaco Orlando Persia, non appena sarà reso noto il giorno del funerale, decreterà il lutto cittadino.

 

Andrea indossava l’imbracatura, aveva un capo della fune assicurato a sé. L’altro finale della corda, quello che gli avrebbe consentito di scendere dolcemente con l’aiuto di un «grigri», un piccolo dispositivo di bloccaggio che usano gli alpinisti, è stato trovato incastrato in un interstizio della parete, l’occhiello era libero.

Cosa è successo? «Non si può sempre parlare di incidente, è l’ennesimo omicidio. Le morti si possono evitare», dice Diego Piccoli, segretario Fillea Cgil Roma e Lazio.

Le immagini delle telecamere, già acquisite dai carabinieri di Roma centro, coordinati dal procuratore aggiunto Antonino Di Maio, restituiranno la dinamica dell’incidente. La pm Eleonora Fini ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, un reato in questo caso legato alle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Sono stati acquisiti il contratto della vittima e i documenti sulla sua formazione, oltre agli atti dell’appalto. Perché la Quintilio Moretti srl, una realtà con 27 dipendenti e 60 anni di storia, era una delle aziende subappaltatrici. Lavoravano dalle 21.30 all’una del mattino. Il cantiere era partito nell’aprile 2025 e il 9 ottobre, prima della fine lavori prevista per il 5 febbraio, era in programma l’inaugurazione alla presenza del ministro della Cultura Alessandro Giuli.

A guidare il raggruppamento temporaneo di imprese che ha vinto l’appalto è la I.G. Group, con la sede legale a Fiumicino e gli uffici a Roma. Da oltre vent’anni realizza opere e impianti tecnologici in tutta Italia, dall’Università di Palermo all’aeroporto di Firenze. Una parte dei lavori è invece affidata alla EquattroE, società con sede ad Agrigento. Due aziende che fanno capo al Gruppo Iacolino, attivo da cinquant’anni.

Oggi il Colosseo resterà chiuso, mentre si indaga sugli appalti e le procedure di sicurezza. Perché per l’ennesima volta un operaio è morto lavorando. Un episodio «difficile da digerire e da accettare, non finiremo mai di chiedere un lavoro dignitoso, rispettosamente retribuito e in sicurezza, questa è veramente una piaga che deve impegnare tutti», commenta il segretario della Cei, monsignor Giuseppe Baturi.

 

 

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ROMA – Tragedia sul lavoro al Colosseo a Roma dove, intorno alla mezzanotte, un operaio abruzzese di 22 anni, addetto ai lavori di installazione in quota di un nuovo impianto di illuminazione del monumento, è caduto da un’altezza di circa 10 metri ed è morto: si tratta di Andrea Moretti, di Crognaleto (Teramo).

Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Roma Centro e del Nucleo investigativo, il medico legale, il pm di turno e il personale dell’ispettorato del lavoro e dell’Asl Spresal.

La Procura di Roma procede per omicidio colposo. Il procedimento, legato alle norme sulla sicurezza del lavoro, è coordinato dal procuratore aggiunto Antonino Di Maio ed è al momento contro ignoti. Le indagini sono affidate ai carabinieri che stanno acquisendo una serie di documenti per accertare eventuali responsabilità.

Disposta l’autopsia. La salma è stata portata all’istituto di medicina legale della Sapienza. Il giovane sarebbe stato trovato con l’imbracatura ma senza fune agganciata. Sono i primi elementi che emergono dall’indagine della Procura di Roma. La fune non sarebbe stata trovata spezzata ma anche su questo aspetto verrà effettuata una consulenza tecnica per ricostruire la dinamica dei fatti. Al momento dell’incidente erano presenti all’interno del cantiere altri due operai, tra cui il cognato della vittima, che sono stati ascoltati dagli inquirenti.

In base a quanto si apprende inoltre sarebbero stati acquisiti una serie di documenti, compresi quelli relativi all’appalto, presso l’ente Parco Archeologico del Colosseo. Verifiche inoltre verranno effettuate sulla formazione degli operai impegnate già da mesi in vista dell’inaugurazione prevista per il 9 ottobre.

In segno di lutto il Parco ha deciso di chiudere al pubblico per la giornata odierna il settore del secondo ordine in cui è avvenuto l’incidente, area tuttavia non sottoposta al sequestro da parte della magistratura, al momento impegnata nel determinare la dinamica dell’accaduto. Il ministro Alessandro Giuli, intanto, ha disposto il blocco dei lavori.

Andrea Moretti era originario della frazione Tottea del Comune di Crognaleto, in provincia di Teramo. Operaio rocciatore, era specializzato e molto esperto nonostante i suoi 22 anni. Una qualifica molto ricercata e difficile da reperire per i cantieri, in cui tanti giovani e meno giovani delle montagne teramane si sono cimentati negli anni. Andrea aveva seguito le orme del padre, operaio anche lui per tanti anni e costretto a lasciare il lavoro, circa trent’anni fa, per un infortunio che lo rese invalido.

Ha commentato il presidente del Consiglio Giorgia Meloni: “La notizia della tragica scomparsa di Andrea Moretti, operaio deceduto in seguito ad un incidente al Colosseo, ci colpisce e ci addolora profondamente. Voglio esprimere il mio cordoglio e la mia vicinanza alla famiglia, ai suoi cari e ai suoi colleghi in questo difficilissimo momento. E formulare l’auspicio che sia fatta piena luce, nel più breve tempo possibile, sull’accaduto. Morire a 22 anni è inaccettabile, lo è ancora di più se questo accade sul posto di lavoro. Anche nel nome di Andrea continueremo a fare la nostra parte, ad impegnarci e a compiere ogni sforzo affinché tragedie simili non si ripetano più”.

Molto scosso dalla tragedia il sindaco di Crognaleto, Orlando Persia, amico personale di Andrea, che descrive come un “ragazzo solare, amante della vita, della sua terra, legato alle amicizie e ai cavalli, la sua passione”. Il primo cittadino del comune abruzzese ha annunciato che proclamerà il lutto cittadino nel giorno dei funerali.

Andrea aveva seguito le orme del padre, operaio anche lui per tanti anni e costretto a lasciare il lavoro, circa trent’anni fa, per un infortunio che lo rese invalido.

Scrive il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio: “Esprimo a nome personale e dell’intera a Giunta regionale, il più profondo cordoglio per la tragica scomparsa di Andrea Moretti, il giovane operaio originario della frazione Tottea di Crognaleto, rimasto vittima dell’incidente sul lavoro avvenuto questa notte al Colosseo. L’intero Abruzzo si stringe al dolore deinsuo familiari e deinsuoi concittadini”.

IL PROPRIETARIO DELL’IMPRESA PARENTE DEL GIOVANE

 

La Quinitlio Moretti, che non ha mai subito vertenze di lavoro o rivendicazioni sindacali, ha commesse in tutta Italia proprio per la specifica specializzazione: il core business è rimasto quello della stabilizzazione dei versanti rocciosi e degli interventi di messa in sicurezza della viabilità.

Nel corso dei decenni, poi, ha ampliato il suo raggio di azione con le competenze nel restauro e messa in sicurezza degli edifici vincolati dalla Soprintendenza, vista la loro valenza storica, artistica ed architettonica, pubblici e privati, soprattutto a seguito degli eventi sismici del 2009 e del 2016 che hanno colpito duramente il territorio delle province dell’Aquila, di Teramo e del centro Italia. Negli ultimi anni ha investito anche nel settore turistico e ricettivo.

Carmine Moretti, che risiede a Teramo, è rimasto legato alla frazione del comune di Crognaleto, sulle pendici orientali dei Monti della Laga, lungo l’alta valle del Vomano, e frequentava il giovane che ha perso la vita nel cantiere al Colosseo.