CHIETI – “Ma quali centri di costo fuori controllo! Le nostre spese di gestione non possono superare il 10 per cento del budget, costano di gran lunga di più le strutture della Regione Abruzzo che si occupano anche loro di gestire il fondi del Piano di sviluppo rurale!”

Respinge al mittente ‘’i sospetti disinformati” e difende con orgoglio la natura singolare dei Gruppi di azione locale (Gal) Tiziano Teti, imprenditore agricolo e presidente del Gal Maiella Verde.

Interlocutore della terza tappa del viaggio di AbruzzoWeb nella realtà e nei numeri di enti forse poco conosciuti, cinque in Abruzzo, oltre al Maiella Verde, i Gal Abruzzo Italico Alto Sangro, Gran Sasso Velino, Teramano e Terre Pescaresi.

Entità che avevano suscitato qualche sospetto per la loro discrezionalità nell’erogazione dei finanziamenti e nella selezione dei collaboratori utilizzando, però, un asse dedicato del Piano di sviluppo Rurale, per quello del 2007-2015, la regione ha girato ai 5 Gal 21 milioni di euro.

Di questi, 4,5 milioni per il Gal Maiella Verde, consorzio pubblico-privato, o meglio molto più privato che pubblico, visto che i soci pubblici detengono l’11 per cento delle quote , e tra essi ci sono la Provincia di Chieti, cinque Comunità montane, Comune di Cupello,ed anche Università degli Studi dell’Aquila.

Ben 96 sono i soci privati che detengono il 88,5 per cento del capitale, con la parte del leone fatta da aziende agricole artigianali operanti nel settore servizi e turismo.

Tiziano Teti, prima di tutto, quanti fondi del Psr siete riusciti a spendere?

Stiamo predisponendo il rendiconto proprio in questi giorni e posso dire con certezza che abbiamo speso il 100 per cento dei 4,5 milioni che ci erano stati assegnati.

E come li avete usati?

Metà dei fondi attraverso bandi, con erogazioni al 50 per cento a fondo perduto, e li abbiamo concentrati per interventi di ammodernamento delle aziende agricole, e per la diversificazione della loro offerta, per il sostegno alla creazione e allo sviluppo di micro imprese. Altri bandi sono andati a beneficio degli 81 comuni del chietino, in particolare per potenziare l’offerta turistica. L’altra metà dei fondi è stata utilizzata per le azioni dirette del Gal.

Qualche esempio di azione diretta?

Abbiamo aperto presìdi slow food, abbiamo creato una scuola del gusto legata a 10 sapori da salvare del nostro territorio. E soprattutto abbiamo concentrato le energie e risorse per creare canali di vendita diretta a filiera corta, l’unica possibilità per rendere competitivi i nostri prodotti agricoli.

Visto che sul sezione amministrazione trasparente del vostro sito il dato non è reperibile: quali sono i compensi del Cda?

Percepisco 1.000 euro lordi al mese, ma sono se ci sono progetti attivi con relativo carico di lavoro e responsabilità amministrative. I consiglieri Giuseppe Torricella, Silvio Calice, Arturo Scopino, Tommaso Giuliante, Lido Legnini, Gasper Rino Talucci percepiscono solo modestissimi rimborsi spesa. Poi abbiamo come impone la legge una segretaria, un direttore tecnico e uno amministrativo.

A chi sostiene che i Gal sono strutture ridondanti, visto che i fondi europei potrebbero essere gestiti interamente dalla Regione Abruzzo, che cosa risponde?

Rispondo con il dire che ,invece, sono gli strumenti più efficaci per gestire i fondi, direttamente dai beneficiari, che conoscono il territorio e le sue esigenze. In termini assoluti la burocrazia regionale costa molto di più di un Gal, ben oltre la soglia del 10 per cento che noi, per legge, non possiamo sforare.

Quali solo i risultati che potere esibire della vostra azione?

I fondi sono stati destinati a 150 beneficiari, ai corsi di formazione e workshop hanno partecipato centinaia di utenti. Aziende in crisi che si limitavano a produrre materie prime grazie al Gal ora coprono tutta la filera, fino alla vendita del prodotto finito. Sono nate nuove imprese, posti di lavoro intorno al prodotti locali, e straordinari come i salumi, i formaggi, l’olio, il vin cotto. Condizione per accedere ai bandi è stata anche quella di creare accordi con altre aziende, con l’obbligo, per ciascuna di esse, di commercializzare i prodotti di tutte le altre, e i risultati sono stati eccellenti.

Ci sono poi i collaboratori occasionali, inseriti nella cosiddetta short list, è vero che c’è eccessiva discrezionalità nell’affidamento degli incarichi?

La short list, imposta dalla legge istitutiva dei Gal, ci ha creato qualche problema. Ha creato aspettative, e poi malcontento quando abbiamo chiamato da fuori regione esperti di fama nazionale a tenere i workshop, semplicemente perché tra gli iscritti all’elenco locali, residenti sul territorio non c’erano le professionalità che ci servivano. Come a dire: non abbiamo fatto nessun favoritismo, abbiamo guardato solo ai curriculum.

Perché la sezione del sito amministrazione trasparente ha molte pagine non riepite di dati?

Tutto il materiale sensibile, come i bandi, in realtà sul sito è già reperibile, nelle varie sezioni. Assicuro che a breve sarà meglio accorpato e reso più fruibile anche sulla sezione Amministrazione trasparente.