L’AQUILA – “In riferimento all’avviso pubblico destinato ai piccoli comuni per l’annualità 2026, ho atteso qualche giorno dalla pubblicazione della sentenza del Consiglio di Stato che, riformando la precedente decisione del Tar Abruzzo, ha certificato la correttezza e la legittimità dell’operato della Regione”.
Così, in una nota, l’assessore regionale alle Infrastrutture e ai Trasporti, Umberto D’Annuntiis, in merito alla sentenza del Consiglio di Stato che ribaltato quella del Tar dell’Aquila ristabilendo la correttezza della procedura bandita dalla Regione e contestata dalle opposizioni di centrosinistra rispetto al “clickday” per la distribuzione ai piccoli Comuni del fondo di 8milioni 200mila euro, salvando così l’assegnazione a 16 paesi abruzzesi. (Qui il link)
“Si tratta di una pronuncia che chiarisce in modo definitivo la regolarità della procedura adottata e che conferma la validità delle scelte compiute dall’amministrazione regionale – sottolinea D’Annuntiis – Spiace constatare come una procedura così trasparente, utilizzata da tempo anche a livello ministeriale, sia stata oggetto di contestazioni che la sentenza odierna contribuisce a superare”.
“Il metodo cronologico è imparziale – ribadisce ancora D’Annuntiis -, non lascia spazio a scelte discrezionali della Giunta e degli uffici, non penalizza nessuno e garantisce pari opportunità a tutti i comuni, siano essi grandi o piccoli, come dimostra la graduatoria dei comuni finanziati. Le osservazioni relative a una presunta penalizzazione dei piccoli comuni e delle aree interne trovano smentita nella graduatoria approvata, che vede tra i beneficiari esclusivamente comuni di piccole dimensioni e appartenenti alle aree interne”.
“La conferma della regolarità della procedura da parte del Consiglio di Stato consente ora di proseguire con serenità nell’attuazione degli interventi programmati a beneficio dei territori interessati. Desidero infine ribadire, come già fatto più volte, che l’azione della Regione è stata improntata ai principi di trasparenza, correttezza amministrativa e pari trattamento tra tutti gli enti coinvolti”, conclude.




