L’AQUILA – “Io e il collega Quaglieri militiamo da oltre otto anni in questo partito. Nei nostri territori abbiamo raccolto circa 20mila voti. Non proveniamo certamente da una cultura politica di CasaPound e non intendiamo considerarci né ‘fratellastri’ né ‘fratelli adottivi'”.
Oramai è scontro aperto, che si consuma in questo caso sulle pagine del quotidiano Il centro: il capogruppo di Fdi Massimo Verrecchia replica per le rime al sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, anche lui Fratelli d’Italia, presidente regionale e vicepresidente nazionale dell’Anci e, soprattutto, presidente dell’assemblea dell’Autorità di gestione integrata dei rifiuti della regione Abruzzo, l’Agir. Verrecchia è primo firmatario dell’emendamento alla legge del 2013, oggi in aula, che vorrebbe introdurre i subambiti, assieme all’assessore regionale con delega al Bilancio Mario Quaglieri, entrambi marsicani e di FdI, e la vicepresidente del Consiglio Marianna Scoccia, di Noi Moderati, e metà del centrodestra in consiglio e giunta. Obiettivo in primo luogo è salvaguardare l’autonomia delle società marsicane Aciam e Segen e della peligna Cogesa, che potrebbero essere inglobare dall’Asm.
Mentre Biondi assieme a Marsilio e l’altra metà della giunta e del consiglio sono per l’ambito unico.
In un passaggio della precedente intervista al Centro, Biondi aveva detto che “Fratelli d’Italia è un partito serio, lo ha dimostrato a tutti i livelli. Esiste il rispetto delle gerarchie, dei ruoli, delle prerogative e della ‘anzianità di servizio'”, rivolto evidentemente a Verrecchia e Quaglieri.
E incalza ancora Verrecchia, rivolto si suppone, visto il contesto, a Biondi: “Non servono Marchesi del Grillo, né deliri di onnipotenza. Serve umiltà, ascolto e capacità di guardare negli occhi gli amministratori che ogni giorno affrontano i problemi delle proprie comunità. Io continuerò a fare esattamente questo, nel rispetto del presidente della Regione, del mio partito, delle istituzioni e, soprattutto, delle persone che rappresento”, tenuto conto che l’emendamento è appoggiato da buona parte dei sindaci della Marsica e della Valle Peligna.
Attacca poi l’Asm dell’Aquila, parlando di polvere che si nasconde sotto il tappeto, con riferimento agli “8 milioni di euro di debiti”, e incalza: “sui sub-ambiti provinciali abbiamo avanzato una proposta che ritengo tutt’altro che divisiva, consentire ai sindaci della provincia dell’Aquila di esprimersi attraverso una consultazione vincolante. Se la maggioranza dei sindaci di un territorio chiede una determinata soluzione, perché averne paura? Perché non affidarsi alla democrazia?”






