L’AQUILA – La costruzione nel Parco Sirente Velino di un modello integrato di valorizzazione delle tre filiere individuate – tartufo, miele e benessere – collegando conoscenza del territorio, qualità, tracciabilità, innovazione, turismo esperienziale e accesso diretto al mercato. Con una novità rappresentata dal primo modello strutturato in Abruzzo di distribuzione diretta delle produzioni biologiche del territorio del Parco. Attraverso Smart Store refrigerati e digitalmente connessi. Accanto ai prodotti fisici, gli Smart Store potranno rendere acquistabili anche le Gift Box della filiera wellness, trasformando il punto vendita in una porta di accesso alle produzioni e alle esperienze del territorio.

Questo l’obiettivo ambizioso del progetto “Sapori e Benessere del Velino Sirente”, promosso dal Parco naturale regionale Sirente Velino e finanziato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (Masaf). Il punto sullo stato di avanzamento del progetto è stato fatto nel corso di una conferenza stampa a Palazzo dell’Emiciclo all’Aquila, sede del Consiglio regionale. Sono intervenuti Francesco D’Amore, presidente del Parco naturale regionale Sirente Velino, il sottosegretario di Stato al Masaf, Luigi D’Eramo, il vicepresidente della Regione Abruzzo e assessore con delega ad Agricoltura, Parchi e Riserve naturali, Emanuele Imprudente, e il vicepresidente del Distretto biologico Decumano Maximo d’Abruzzo, Alessandro Bucciarelli.

E nel corso della conferenza stampa sono stati resi noti i numeri del censimento relativo alle tre filiere target.

“Nel territorio del Parco, ma anche nelle aree limitrofe – ha detto D’Amore – operano 400 addetti nella filiera del tartufo, dai cavatori ai trasformatori, 550 apicoltori, tra professionisti e hobbisti, e oltre 150 operatori del wellness, dall’ospitalità rurale e dalle spa alla cosmesi naturale. L’obiettivo è ora di aiutare le aziende del territorio, dalla produzione alla promozione e alla commercializzazione, nella consapevolezza che abbiamo prodotti di altissima qualità, molti dei quali non sono certificati. Questo impedisce loro di poter essere davvero competitivi anche sui mercati esteri”.

Un’importante e diffusa realtà imprenditoriale che sarà ora oggetto delle visite personalizzate degli studenti dell’Istituto Agrario “Arrigo Serpieri” di Pratola Peligna, chiamati a profilare le aziende e a raccogliere le esigenze dei singoli operatori.

Il percorso operativo è partito dall’Analisi SWOT, utilizzata per individuare punti di forza, criticità, opportunità e fattori di rischio delle filiere e del sistema territoriale. Sulla base delle evidenze emerse è stata avviata una ricognizione delle realtà esistenti nelle tre filiere oggetto del progetto, passando da una lettura generale del territorio all’individuazione concreta di operatori, attività, competenze e servizi presenti.

“Abbiamo sostenuto con convinzione questo progetto – ha esordito il sottosegretario D’Eramo – perché riteniamo che sia un modo intelligente e innovativo per promuovere i tanti prodotti agroalimentari del territorio del Parco, insieme alle sue bellezze artistiche, architettoniche e paesaggistiche. Io credo che questa sia la chiave giusta per dare anche una risposta importante al tema, sempre centrale, delle aree interne e di montagna a rischio di spopolamento”.

D’Eramo ha colto l’occasione per ricordare poi che “la settimana scorsa abbiamo presentato il Marchio biologico italiano, un appuntamento attesissimo dal settore, e questo chiaramente darà ancora maggiore forza alle nostre aziende agricole e ai nostri prodotti biologici, compresi quelli interessati dal progetto Sapori e Benessere del Velino Sirente, prodotti italiani tra i più ricercati sui mercati europei e internazionali”.

C’è poi la novità degli Smart Store, il cui prototipo pienamente funzionale è stato presentato alla Fiera di Avezzano del 18-20 settembre.

“Lo Smart Store non è una semplice vetrina – spiega Bucciarelli -: rappresenta il punto nel quale il lavoro di conoscenza e qualificazione delle filiere si traduce in accesso diretto al mercato. La rete sarà dedicata prioritariamente ai prodotti biologici, di montagna e identitari del Parco Sirente Velino e delle zone limitrofe, con vendita automatizzata, anche refrigerata per i prodotti freschi, con enormi vantaggi di carattere distributivo: accorciamento della filiera distributiva, vendita diretta, valorizzazione delle produzioni locali e accesso al BituSi, obiettivo finale della strategia distributiva. Il visitatore potrà acquistare prodotti selezionati del territorio, compresi prodotti freschi della montagna, conoscere provenienza e produttore e accedere anche alle proposte esperienziali della filiera wellness”.

L’assessore Emanuele Imprudente ha quindi evidenziato che “Sapori e Benessere del Velino Sirente è un progetto che ha aspetti molto innovativi ed è concreto: un passo in avanti per quanto riguarda la valorizzazione dei prodotti e dell’offerta turistica che provengono dall’entroterra. Un punto di svolta, ancor prima, è stata la nascita del Biodistretto, pensato proprio per sostenere le filiere, comprese quelle del tartufo, del miele e del wellness. L’elemento essenziale ora è sicuramente fare rete, fare rete per fare massa critica, per affrontare i mercati in maniera più strutturata”.

L’attuazione operativa del progetto, con la regia del Parco regionale Sirente Velino, è stata affidata al Distretto biologico Decumano Maximo d’Abruzzo; il coordinamento tecnico-amministrativo alla società Agrilogos – Saperi per l’Agricoltura Stp di Todi, in provincia di Perugia. Alle attività di supporto tecnico-scientifico e di sviluppo delle filiere agroalimentari partecipa Bio Verde Abruzzo Onlus di Chieti.