SANTO STEFANO DI SESSANIO – Una tragica notizia lascia senza parole l’Abruzzo: è morto all’età di 60 anni Daniele Kihlgren, il visionario fondatore dell’albergo diffuso Sexantio di Santo Stefano di Sessanio, in provincia dell’Aquila, che si è meritato la fama internazionale.
Da quel che si apprende, il decesso, avvenuto a Roma, è stato dovuto alle complicanze per una polmonite bilaterale acuta.
Per chi volesse porgere un ultimo saluto, la camera ardente sarà allestita nella giornata di venerdì 9 ottobre, presso la camera mortuaria dell’Ospedale San Pietro Fatebenefratelli, Via Cassia 600, Roma, dalle 10 alle 12. Successivamente, nel pomeriggio dello stesso venerdì, a partire dalle ore 15, sarà possibile rendere omaggio al feretro a Santo Stefano di Sessanio, presso la Chiesa delle Anime Sante.
I funerali si terranno lunedì a Milano nella Chiesa di San Babila. Al termine delle esequie, Daniele Kihlgren verrà accompagnato nella cappella di famiglia a Lovere, sul Lago d’Iseo.
Milanese di origine svedese, Daniele Kihlgren è il terzogenito di una famiglia di imprenditori del cemento, che alla fine degli anni Novanta ha deciso di acquistare e ristrutturare abitazioni abbandonate e in rovina di Santo Stefano di Sessanio, fondando un albergo diffuso che ha attratto ospiti da tutto il mondo, creando decine di posti di lavoro e affermando un modello turistico innovativo nel segno dello zero consumo di suolo.
Successivamente ha realizzato un progetto analogo nei Sassi di Matera e in un piccolo villaggio con destinazione ricettiva in un’isola del lago Kivu in Ruanda, al confine col Congo.
Da più di dieci anni gestiva un progetto per l’Assicurazione Sanitaria per i congolesi poveri che non possono permettersi cure mediche, con i proventi dell’attività di ricettività turistica.
Numerosi i messaggi di cordoglio che arrivano dalle istituzioni.
Scrive il presidente della Regione, Marco Marsilio: “Con Daniele Kihlgren scompare un uomo che ha avuto il merito di riconoscere, prima di molti altri, il valore straordinario dei nostri borghi e del patrimonio storico, culturale e paesaggistico dell’Abruzzo. Il suo incontro con Santo Stefano di Sessanio, durante un viaggio in motocicletta, si trasformò in un’intuizione capace di cambiare il destino di uno degli angoli più suggestivi della nostra regione”.
“Attraverso il progetto di Sextantio, prosegue il presidente, “Kihlgren ha restituito vita, identità e futuro a un borgo antico, contribuendo a far conoscere Santo Stefano di Sessanio e l’Abruzzo in Italia e nel mondo. La sua esperienza ha dimostrato come la tutela e la valorizzazione del patrimonio possano diventare strumenti concreti di sviluppo, attrattività e rinascita dei territori. sua famiglia e a quanti gli sono stati vicini giungano le più sentite condoglianze mie personali e dell’intera giunta regionale”.
Per il presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri: “La visione e il sogno sono orizzonti che alcuni uomini hanno coltivato e realizzato in vita. Un visionario è stato certamente Daniele Kihlgren, un italo-svedese innamorato dell’Abruzzo, con la mamma pescarese, che ha immaginato una nuova vita per il borgo di Santo Stefano di Sessanio. Ha progettato e realizzato “Sextantio”, uno straordinario esempio di albergo diffuso, che ha saputo fondere i più alti standard dell’ospitalità alberghiera con le pietre vive e antiche del borgo. Oggi perdiamo una persona che ha tracciato un percorso che ancora oggi riconosciamo valido e replicabile per il rilancio delle aree interne. Le mie più sentite condoglianze, espresse anche a nome dell’intera Assemblea Legislativa, vanno alla sua famiglia e ai suoi cari, nella certezza che la sua opera terrena rimarrà patrimonio inestimabile per la nostra regione”.
Questo il messaggio di cordoglio dell’assessore regionale alla Cultura Roberto Santangelo: “Daniele Kihlgreen con la sua sensibilità, la sua visione e il suo impegno ha saputo trasformare luoghi e comunità, contribuendo a restituire valore e futuro a uno dei borghi più belli d’Italia, come Santo Stefano di Sessanio. La sua scomparsa rappresenta una grave perdita per il nostro territorio. Esprimo il più sincero cordoglio alla famiglia e a coloro che hanno condiviso con lui un percorso umano e culturale di grande significato. Il suo lavoro e la sua testimonianza resteranno parte importante della storia della nostra regione”.
Con “immenso dolore”, il sindaco Fabio Santavicca, l’Amministrazione e tutta la cittadinanza di Santo Stefano di Sessanio piangono la scomparsa di Daniele Kihlgren.
“È un dolore immenso per tutta la nostra comunità. Oggi Santo Stefano di Sessanio piange non solo un grande imprenditore e un visionario, ma un figlio, un amico, un fratello un concittadino che ha scelto di legare per sempre la sua vita alla nostra. Daniele si è innamorato di queste pietre silenziose e vive di storia da raccontare. Dove altri vedevano rovine, lui ha visto anima. Dove altri avrebbero cancellato, lui ha custodito, con un rispetto quasi sacro per ogni intonaco, per ogni imperfezione. Con Sextantio non ha costruito un albergo, ma un marchio, un modello di buone pratiche. Ci ha saputo accendere e ci ha dato la chiave d’accesso al mondo intero divulgando il sistema di borgo senza mai tradire chi siamo. Gli dobbiamo tantissimo. A nome mio personale, dell’Amministrazione Comunale e di ogni cittadino di Santo Stefano di Sessanio, esprimo il nostro cordoglio più profondo e la nostra eterna gratitudine alla sua famiglia. Non lo dimenticheremo mai. Ciao Daniele e buon viaggio proseguiremo il viaggio sulla tua scia e con i nostri valori puri che abbiamo sempre condiviso, nella nostra cara piazzetta medicea”.
Scrive il sindaco dell’Aquila e presidente dell’Anci Abruzzo Pierluigi Biondi: “Con la scomparsa di Daniele Kihlgren perdiamo un visionario, un uomo che ha saputo guardare alla nostra terra con occhi diversi, innamorarsene e intuirne le potenzialità insieme ad altri pochi, per quel periodo storico. A Santo Stefano di Sessanio ha tracciato un solco, dimostrando che il recupero dei paesi, la tutela della loro identità e un nuovo modo di fare turismo, più lento e attento al recupero della naturalità e del tempo, potevano diventare parti di uno stesso progetto”.
“Ho avuto modo di conoscerlo e di confrontarmi con lui, apprezzandone la passione e una visione che talvolta poteva apparire persino fuori dagli schemi, ma che ha lasciato un segno profondo. Non ha abbandonato questo territorio neppure nei momenti più difficili, continuando a investire e a credere nella possibilità di farne un modello di rinascita. Alla sua famiglia e alla comunità di Santo Stefano di Sessanio, che in lui ha avuto un alleato appassionato e tenace, rivolgo il più sincero cordoglio, mio, e dell’intera città dell’Aquila”, conclude Biondi.
Per il deputato abruzzese di FdI, Guerino Testa: “La scomparsa di Daniele Kihlgren lascia un immenso vuoto e priva la nostra regione di un pioniere autentico, di un uomo che ha saputo guardare al passato con la lungimiranza dei grandi visionari. Con la sua intuizione folgorante su Santo Stefano di Sessanio, nata da un viaggio in moto, ha dimostrato come la bellezza ferita di qualche antico borgo non sia un capitolo chiuso ma una risorsa viva su cui investire con coraggio e passione. Attraverso il progetto di Sextantio, Kihlgren non si è limitato a restaurare pietre antiche ma ha restituito un’anima, un’identità e una prospettiva economica a un territorio straordinario, facendolo conoscere e apprezzare in tutto il mondo come modello virtuoso di turismo sostenibile e conservazione paesaggistica. Ha tracciato una strada che oggi rappresenta un vanto per l’Abruzzo e un esempio luminoso per l’intero Paese. Alla sua famiglia e a quanti hanno condiviso il suo percorso giungano il mio cordoglio più profondo e la mia vicinanza commossa”.
Scrive il deputato Pd Luciano D’Alfonso, già presidente della Regione: “I dialoghi con Daniele Kihlgren, con l’uomo prima che con l’imprenditore, non erano puri scambi istituzionali dettati dalla formalità dell’occasione o della circostanza, ma erano parte sostanziale di momenti che progettavano comunità, costruivano ponti di scambio reciproco e consapevole, suggerivano opportunità e possibilità, lasciavano aperte le porte della collaborazione. Con Daniele avveniva, ogni volta, l’incontro con l’uomo che si sentiva abruzzese senza essersi necessariamente sbucciato le ginocchia sui marciapiedi aquilani o sulle pendici della Maiella. Veramente ha personificato e racchiuso in sé l’immagine del ‘cittadino del mondo’, che amava l’intimità e il ritiro nel silenzio innevato di Santo Stefano di Sessanio, come la caoticità organizzata della sua Milano, o la genuinità di un paese come il Ruanda”.
“Raccontare a parole la fotografia più autentica di Daniele Kihlgren non è semplice – continua D’Alfonso -: era sicuramente quello che nel gergo moderno definiremmo un ‘visionario’, capace di pensare, ideare, guardare con gli occhi dell’anima e del cuore prima di realizzare, e poi aveva la maestria di costruire, pezzo dopo pezzo, il puzzle di quel mondo che probabilmente gli sarebbe piaciuto abitare. Gli era bastato uno sguardo su Santo Stefano non per restarne folgorato, ma per individuarne debolezze e punti di forza, aveva capito con quella brillante mente imprenditoriale che gli veniva dalla sua straordinaria famiglia, che le aree interne inesplorate d’Abruzzo racchiudevano un potenziale d’eccellenza da sviluppare nella nuova economy del territorio, il turismo. Era un lungimirante che sapeva curvare l’esperienza E dalla famiglia, quel gruppo Milesi che ha costituito per decenni la roccaforte dell’industria abruzzese con i cementifici, dando lavoro a migliaia di famiglie, aveva ereditato la voglia di fare e di fare bene, di non fare impresa per il solo gusto dell’accumulare, ma di fare ‘impresa buona’, quella che crea occupazione, che restituisce speranza, che investe sulle idee e sui giovani, quella che dà opportunità, che conquista fiducia e che la restituisce in tempo reale, generando un circuito virtuoso che ha sempre caratterizzato i giganti della nostra economia”.
“Ricordo la sua innata reticenza a proporre la propria presenza sotto i riflettori, così come la sua congenita propensione a lavorare dietro le quinte, senza farsi notare, senza destare eccessiva attenzione. Aveva una dote, rara, quella di semplificare le difficoltà, di sciogliere i nodi della burocratizzazione, arrivando velocemente a individuare le soluzioni, atteggiamento tipico di chi è abituato a toccare la terra con le mani e non con una salviettina, appassionato di natura e dei suoi cani, parte della sua bella famiglia Oggi mi unisco al dolore della sua mamma, di suo fratello, di tutti i suoi collaboratori, dipendenti, amici. Non abbiamo perso solo una presenza giovane, cordiale, buona. Mancherà il suo essere punto di riferimento quale persona mai colpita dal malessere del disinteresse, ma desiderosa di contribuire, di partecipare, di ascoltare e favorire. Tante le imprese sulle quali ha lasciato un marchio indelebile e che dovranno continuare a esistere e a camminare sul solco già tracciato per non tradire quella che non è solo una eredità, ma un vero lascito morale e umano che onoreremo. Alla famiglia va il mio abbraccio commosso”, conclude D’Alfonso.
Dichiara il senatore di FdI Etel Sigismondi: ”La scomparsa di Daniele Kihlgren ci priva di una figura di altissimo profilo, un uomo che ha saputo guardare al nostro patrimonio con visione e concretezza. Ho sempre apprezzato profondamente la sua formidabile intuizione e la straordinaria capacità di rilanciare Santo Stefano di Sessanio, trasformando un borgo a rischio spopolamento in un simbolo internazionale di rinascita e bellezza. Kihlgren ha dimostrato che il recupero conservativo non è soltanto tutela del passato ma un motore potentissimo di sviluppo economico e di riscatto sociale. La sua opera pionieristica ha tracciato una delle rotte imprescindibili per il futuro del turismo di qualità. Ai suoi cari rivolgo le mie più sentite e commosse condoglianze”.
Afferma Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Prc, suo amico di vecchia data: “Daniele Kihlgren ha dato molto all’Abruzzo e merita di essere ricordato con enorme gratitudine. Noi di Rifondazione Comunista lo abbiamo conosciuto quando un giorno di ormai tanti anni fa si fermò a un nostro banchetto a Pescara e ci chiese di iscriversi al nostro partito dicendo di condividere le nostre idee e le nostre lotte per i diritti sociali e civili, per la difesa dei beni comuni e del paesaggio. Era una persona di grande cultura e esperienza cosmopolita che aveva capito che bisognava valorizzare il patrimonio storico e ambientale non deturparlo con una logica speculativa e rapace. Ciao Daniele, grazie per quello che hai fatto. L’Abruzzo ti deve davvero tanto”.
Ricorda Stefania Pezzopane, consigliera comunale dell’Aquila, già parlamentare: “Ho conosciuto Daniele Kihlgren prima che acquistasse a Santo Stefano di Sessanio. Ero assessore regionale con delega ai parchi. Voleva capire se esistessero un disegno e una strategia capaci di dare forma al suo sogno visionario: non limitarsi a recuperare un borgo, ma inserirlo in una visione più ampia, capace di restituire un futuro ai luoghi, alle comunità e alle loro radici. Pensando a lui, mi vengono in mente i grandi progetti di un momento molto creativo e costruttivo in cui lui è stato compagno di viaggio; A.P.E. – Appennino Parco d’Europa, la legge per i borghi, i parchi nazionali e regionale e, soprattutto, un modo nuovo di guardare ai nostri territori.Intelligente, ironico, visionario. Capace di vedere una possibilità là dove gli altri scorgevano soltanto una difficoltà, forse persino una follia”.
“A Daniele dobbiamo molto. Ci ha insegnato che investire nelle radici dei nostri paesi, nella loro storia e nella loro bellezza non era un gesto nostalgico, ma una scelta di futuro. Che ciò che sembrava abbandonato poteva tornare a vivere. Santo Stefano non era, per lui, un’eccezione, ma la prova concreta che quel sogno poteva diventare realtà. Le radici non erano il passato: erano la condizione stessa del futuro. Oggi, guardando Santo Stefano e gli altri luoghi che ha contribuito a farci riscoprire, comprendiamo la forza della sua intuizione. Non era follia. Era visione: una visione fondata su un disegno, sostenuta da una strategia e resa possibile dal coraggio di riconoscere il valore di ciò che avevamo sotto gli occhi e non sapevamo più vedere. Grazie, Daniele, per averci insegnato che un luogo può rinascere quando qualcuno ha il coraggio di crederci. E che, investendo nelle radici, il futuro non soltanto può tornare: può mettere nuove radici. Mi dispiace molto, condoglianze alla famiglia”, conclude Pezzopane.
Scrivono il segretario regionale del PD Daniele Marinelli e quello provinciale dell’Aquila Stefano Albano: “La scomparsa prematura di Daniele Kihlgren, a soli 60 anni, è una perdita profonda per l’Abruzzo e per chiunque abbia creduto nella possibilità di costruire un futuro nuovo per le nostre aree interne. È stato, certamente, tra i primi giovani imprenditori a scegliere di tornare e restare, nei territori dell’interno, scegliendoli e intuendo prima di molti altri che la rinascita dei borghi non poteva passare semplicemente dalla conservazione del passato, ma dalla capacità di trasformare la bellezza, la cultura, la biodiversità e l’identità dei luoghi in nuove opportunità di sviluppo”.
“Con il progetto di Sextantio a Santo Stefano di Sessanio ha dimostrato concretamente che un borgo abbandonato poteva tornare a vivere senza perdere la propria anima. L’albergo diffuso è diventato un modello conosciuto e studiato anche fuori dall’Abruzzo, capace di mettere insieme ospitalità, recupero del patrimonio, economia locale e valorizzazione del territorio. Ha saputo anticipare temi che oggi sono al centro del dibattito sul futuro delle aree interne: il turismo sostenibile, la rigenerazione urbana, la tutela del paesaggio, la valorizzazione della biodiversità e la necessità di creare nuove economie a partire dalle identità dei territori. Il suo lavoro ci consegna anche una responsabilità: continuare a credere che i nostri borghi e le nostre aree interne non siano luoghi marginali, ma territori con un enorme potenziale da riconoscere e coltivare. Alla famiglia e alle persone che gli sono state vicine va il cordoglio mio personale e quello del Partito Democratico abruzzese”, concludono Marinelli e Albano.





