L’AQUILA – Cosa farà il campo largo nella esplosiva seduta di giovedì 8 ottobre, quando in aula arriverà il famigerato emendamento che spacca il centrodestra e che prevede di introdurre nella riforma della gestione dei rifiuti anche dei sub-ambiti, rispetto ai quattro ambiti su base provinciale?
Passa anche da questo dilemma la previsione di quello che accadrà in aula e l’opposizione si trova, questo è certo, davanti a tre strade: votare no, schierandosi con la parte del centrodestra fedele al presidente Marco Marsilio, di Fdi oppure votare sì assieme al capogruppo di FdI Massimo Verrecchia, oppure astenersi o platealmente abbandonare l’aula per spettacolarizzare la profonda spaccatura, vada come vada, della maggioranza, davanti forse alla più profonda crisi da quando è al potere in Abruzzo, dal marzo 2019.
Il tema vero è però che anche davanti a queste ipotesi il campo largo, come altre volte avvenuto, rischia di non essere unito e compatto. E del resto, come già rivelato da Abruzzoweb, manovre sono già in corso in entrambi gli schieramenti del centrodestra per ottenere voti nei banchi dell’opposizione.
Intanto il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Francesco Taglieri, contattato da Abruzzoweb, annuncia che lui e anche la collega consigliera Erika Alessandrini voteranno no convintamente, a favore della semplificazione del sistema. Idem il coordinatore del campo largo, il professor Luciano D’Amico, essendo nota la sua predilezione per le semplificazioni, e altre volte si è schierato di fatto con Marsilio, vedi collegio unico regionale.
Anche Vincenzo Menna, vicesindaco di Atessa, contattato anche lui da questa testata, si dice contrario ai sub-ambiti.
Tutti esponenti della provincia di Chieti e Pescara dove i principali gestori sono rispettivamente Ecolan e Ambiente spa.
Tace invece il Partito democratico, che non ha preso ancora posizione nel merito dei sub-ambiti, sì oppure no, se non per lanciare strali al centrodestra che blocca l’azione legislativa, vittima delle sue profonde spaccature.
E dunque, nella geografia della gestione dei rifiuti, occorre innanzitutto puntare i fari verso la provincia dell’Aquila.
A brandire la bandiera dei sub-ambiti, in uno scontro frontale con Marsilio, e ancor prima con il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, di FdI, presidente dell’assemblea dell’Autorità per la gestione integrata dei rifiuti urbani (Agir), nonché presidente regionale e vicepresidente nazionale Anci, sono l’avezzanese Verrecchia e con lui Marianna Scoccia, di Noi Moderati, vicepresidente del Consiglio comunale e sindaco di Prezza, comune della Valle Peligna, perché vogliono mantenere l’autonomia delle società di gestione Aciam e Segen, nella Marsica, e Cogesa nella Valle Peligna. E questo per evitare che queste società vengano inglobate dalla Asm dell’Aquila, come vorrebbe, con buone ragioni, il sindaco del capoluogo, che ha avuto un ruolo determinante per costituire il fronte contrario ai sub-ambiti.
La stragrande maggioranza dei sindaci della Marsica e della Valle Peligna è però al fianco di Verrecchia e Scoccia, e tra questi anche molti di area centrosinistra, oltre che dei due principali centri, Avezzano, del civico Gianni Di Pangrazio, e Sulmona, di Luca Tirabassi di FdI. Con l’argomento che la Asm pratica tariffe superiori per il servizio e la raccolta differenziata è a livelli molto più bassi. Mentre uno dei pochissimi sindaci contrari al sub-ambito nella Valle Peligna, Daniele Di Bartolo, ha detto chiaro e tondo che il vero interesse è quello di mantenere “bacini di consenso elettorale per chi considera le società di servizio come feudi personali”.
E a scendere in campo è stato anche l’imprenditore Umberto Di Carlo, amministratore unico di Tekneko, colosso del settore rifiuti, che detiene la maggioranza delle azioni e quindi il controllo di Aciam, e che, come rivelato da Abruzzoweb, ha anche tenuto una riunione nella sua villa, a margine di una festa di mezza estate. E tra i partecipanti c’era anche l’uomo forte del Pd marsicano, il senatore Michele Fina, tesoriere nazionale del partito e della corrente di Elly Schlein.
Contattato da questa testata, per sapere quale è la sua posizione sui sub-ambiti, Fina si è limitato a rispondere, scusandosi: “In queste ore sono alle prese con i problemi nazionali”.
È chiaro però che per i dem non può risultare indifferente il dato di fatto che per il sub-ambito ci sono sindaci di area centrosinistra come Giorgio Giovannone a Luco dei Marsi, Lorenzo Berardinetti a Sante Marie, Roberto D’Amico a Morino, Luciano Scalisi a Civitella Roveto, come pure il Pd all’opposizione del sindaco di FdI a Celano Settimio Santilli, che non ha aderito al fronte dei sindaci.
Toccherà vedere poi che posizione prenderà l’unico consigliere regionale aquilano, Pierpaolo Pietrucci: si schiererà per gli interessi dell’Asm dell’Aquila, al fianco di Biondi, e a favore degli interessi della Marsica e della Valle Peligna?
Spostiamoci nel Teramano. Qui, nel capoluogo, opera la Teramo Ambiente, il Mote nell’entroterra, la Poliservice in Val Vibrata, più altri operatori privati.
E del Pd in provincia di Teramo ci sono i big Sandro Mariani e Dino Pepe, più, per Abruzzo Insieme, Giovanni Cavallari e, per Azione, l’ex sindaco di Roseto Enio Pavone.
Anche nel Teramano, insomma, ci potrebbe essere interesse a introdurre sub-ambiti per far salve dalla fusione le molteplici realtà operanti. Ma sul tema i consiglieri citati mantengono per ora l’assoluto riserbo.
Tornando a Taglieri del M5S, a questa testata ha spiegato chiaro e tondo che “se l’emendamento sarà quello annunciato, il nostro voto sarà contrario. E sia chiaro: non perché intendiamo sostenere Marsilio o il centrodestra, ma perché riteniamo sbagliato tornare a frammentare ulteriormente la gestione dei servizi pubblici. È lo stesso principio che abbiamo sostenuto sull’acqua: moltiplicare ambiti, sub-ambiti, centri decisionali e gestioni significa rischiare di moltiplicare strutture, costi e inefficienze, quando invece bisognerebbe fare esattamente il contrario, cioè razionalizzare, mettere insieme risorse e competenze e costruire gestioni capaci di raggiungere economie di scala”.
E ha aggiunto: “Quello che trovo politicamente singolare è che questa battaglia si stia consumando tutta dentro Fratelli d’Italia: il capogruppo regionale porta un emendamento che viene contrastato dal presidente della Regione e dallo stesso esponente di Fratelli d’Italia delegato ai rifiuti, Nicola Campitelli. È la fotografia di una maggioranza che, su una questione strategica come l’organizzazione del ciclo dei rifiuti, non ha ancora una linea condivisa. Noi una linea ce l’abbiamo: meno frammentazione, più efficienza, più controllo pubblico e soprattutto una gestione costruita nell’interesse dei cittadini, non sulla geografia degli equilibri politici”.
Sulla stessa lunghezza d’onda Menna di Abruzzo Insieme, che dice no ai sub-ambiti: “Proporre dei sub-ambiti come quello dell’area marsicana o dell’area della Valle Peligna non consentirà di raggiungere l’obiettivo di ottenere economie di scala e sinergie nella gestione, una maggiore bancabilità degli investimenti e la razionalizzazione del personale. Tenderà a far sì che anche altri territori – per principi di mero campanilismo – proporranno un loro mini-ambito gestionale. Così ci troveremmo con possibili 11, o anche 12, sub-ambiti gestionali di piccole dimensioni (circa 100.000 abitanti) che non porteranno alcun vantaggio complessivo al sistema di gestione dei rifiuti urbani. Nella pratica, la riforma del ciclo integrato dei rifiuti si concretizzerebbe nella certificazione dello status quo, in aderenza al celebre motto “cambiare tutto per non cambiare nulla”.
Nel campo del centrosinistra prende posizione il sindaco di Tollo, Angelo Radica, presidente dell’associazione di Comuni ALI Abruzzo. “L’auspicio è che la riforma della governance dei rifiuti in Abruzzo esca dalle pastoie, dalle convenienze, dai rischi delle strumentalizzazioni della contesa e dei posizionamenti politici. Servono criteri di tutela e condivisione con i territori”. E prosegue: “nei giorni decisivi del confronto, è inevitabile notare che gran parte dell’attenzione, localizzata nell’area della provincia dell’Aquila, sembra derivare da calcoli relativi a giochi di potere. Ci auguriamo al contrario che ci si concentri presto sugli elementi che interessano maggiormente le amministrazioni e i cittadini, ovvero l’efficienza del servizio: i costi da sostenere a fronte della qualità da mettere a disposizione, per una questione che riguarda da vicino tutti i territori e ha implicazioni significative su qualità della vita, tutela dell’ambiente, reddito delle famiglie. La riforma del sistema dei rifiuti deve essere affrontata con serietà e criteri che tutelino i territori, premino chi ha fatto bene in questi anni e allo stesso tempo tutelino i territori più deboli e difficili. Ogni scelta non può essere calata dall’alto ma discussa e condivisa con i territori, amministratori e cittadini”.
Infine, va ricordata quella che a oggi è la composizione dei due schieramenti nel centrodestra.
A sottoscrivere l’emendamento di Verrecchia e Scoccia ci sono il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, di Forza Italia, e tutti i capigruppo: Vincenzo D’Incecco della Lega, presidente della prima commissione Bilancio, la cui ultima seduta è stata sospesa martedì con il venire meno del numero legale e con l’assenza di Verrecchia, Emiliano Di Matteo di Forza Italia e Luciano Marinucci di Marsilio Presidente.
E ancora c’è la firma dell’assessore al Bilancio Mario Quaglieri, ex sindaco di Trasacco e, in altre occasioni, nemico interno dentro FdI di Verrecchia, e ora secondo firmatario dell’emendamento; dell’assessore ai Trasporti Umberto D’Annuntiis, anche lui di FdI; e del “quasi” assessore con delega al Turismo Daniele D’Amario, sottosegretario di giunta di Forza Italia. E ancora del consigliere di FdI Leonardo D’Addazio.
A conti fatti, visto che anche il sottosegretario D’Amario vota in Consiglio, il totale fa 8 voti.
Dall’altra parte, allineati alla posizione di Marsilio e Biondi, ci sono per FdI Nicola Campitelli, che ha la delega ai rifiuti, Paolo Gatti, Luca De Renzis, Maria Assunta Rossi e, in Marsilio Presidente, Giampaolo Lugini, tesserato FdI. Nella Lega, Carla Mannetti; in Forza Italia, Antonietta La Porta.
Se vota anche Marsilio, anche qui sono 8 voti, ma con una presa di posizione alquanto scivolosa per il presidente, visto che dovrebbe andare contro tutti i capigruppo e ben due assessori della sua giunta e la logica vorrebbe quella di mantenere una posizione super partes.
Con la maggioranza, insomma, spaccata esattamente in due, tenuto conto che, da quel che si è appreso, nonostante le bocche cucite a margine del consiglio regionale in FdI i consiglieri Francesco Prospero e Marilena Rossi sarebbero orientati ad astenersi senza prendere posizione.





