PESCARA – Il Consiglio di Stato ha ribaltato la sentenza del Tar dell’Aquila ristabilendo la correttezza della procedura bandita dalla Regione e contestata dalle opposizioni di centrosinistra rispetto al “clickday” per la distribuzione ai piccoli Comuni del fondo di 8milioni 200mila euro, salvando così l’assegnazione a 16 paesi abruzzesi.
Il Tar aveva accolto il ricorso del Comune di Casoli, di fatto rimettendo in discussione anche altri paesi, tra i quali quello di Paglieta che ha presentato ricorso. E così il Consiglio di Stato ha stabilito che la Regione Abruzzo ha agito correttamente e che i comuni esclusi non avrebbero rispettato i tempi fissati dal bando.
Nello specifico, al Comune di Paglieta era stato assegnato un finanziamento di 500.000 euro ma la graduatoria era stata impugnata dal Comune di Casoli, seguito da altri enti, i quali avevano ottenuto una sentenza favorevole dal Tar Abruzzo. Una pronuncia che aveva determinato una sospensione della procedura che, di fatto, ha impedito l’erogazione del contributo economico e, di conseguenza, ha bloccato l’avvio dei lavori. Il Comune di Paglieta ha quindi presentato ricorso al Consiglio di Stato, contestando la decisione del tribunale amministrativo. I giudici hanno dato ragione al Comune di Paglieta, ribaltando integralmente la sentenza di primo grado e confermando la piena legittimità della candidatura, inviata tempestivamente all’apertura del bando.
Resta quindi valida la prima graduatoria del discusso bando per i Comuni al di sotto dei 30mila abitanti, annullato dalla Regione Abruzzo dopo le roventi polemiche, per accedere ai contributi di rigenerazione urbana e manutenzione straordinaria delle infrastrutture, con il metodo del click day, dalla pubblicazione del bando il 6 ottobre scorso.
Si tratta dell’accesso al fondo della legge n.145 del 30 dicembre 2018 che per il 2026 ha assegnato all’Abruzzo 8,2 milioni di euro per opere di manutenzione straordinaria delle infrastrutture, strade, ponti, colline a rischio frana, impianti, con progetti da finanziare fino a un massimo di 500mila euro.
Con una richiesta di accesso agli atti, le opposizioni di centrosinistra in Consiglio regionale avevano denunciato “gravi irregolarità che confermerebbero la gestione clientelare delle risorse che caratterizza il Governo regionale di centrodestra nella Regione Abruzzo: a presentare con sospetta solerzia domanda appena pubblicato il bando, dei 26 Comuni partecipanti, ben 24 hanno visto largamente vincente il presidente Marco Marsilio. Quanto accaduto nei primi 30 minuti dalla pubblicazione dell’Avviso sembra chiarire bene agli occhi dell’opposizione quali siano i rapporti di forza nella maggioranza della Regione e quali sarebbero i debiti elettorali da onorare”.i
In una nota, Angelo Radica, presidente dell’associazione di Comuni ALI Abruzzo, commenta: “La sentenza del Consiglio di Stato ha ribaltato quella del Tar relativamente alla graduatoria del bando dell’ottobre scorso per assegnare risorse ai piccoli Comuni abruzzesi conferma le perplessità e l’allarme di allora, così come la bontà delle nostre osservazioni. C’è bisogno di procedure stabili, che siano al riparo da polemiche, contestazioni, letture potenzialmente opposte”
“Serve una riforma radicale dei criteri alla base dei bandi per i Comuni – osserva Radica – È necessario mettere da parte la concessione delle risorse per ordine cronologico, perché rischia di alimentare dubbi relativi alla trasparenza, di determinare una ripartizione del tutto casuale, senza valutazione di merito, oltre che di sfavorire i Comuni, magari delle aree interne, con le connessioni Internet meno performanti. Serve poi eliminare ‘sacche’ di eccessiva discrezionalità nei giudizi, come nel caso del bando sulla rigenerazione urbana dove un quarto del punteggio complessivo è stato assegnato senza ancoraggio a criteri pertinenti, non discriminatori, trasparenti e proporzionati, le caratteristiche imprescindibili dettate dalla giurisprudenza. Da una simulazione fatta sui 109 progetti finanziati con il bando sulla rigenerazione urbana abbiamo verificato che i criteri discrezionali hanno pesato per oltre il 40 per cento nella scelta dei progetti da ammettere a finanziamento”,
Il direttore di ALI Abruzzo Alessandro Paglia aggiunge: “Chiediamo poi di introdurre dei correttivi che istituiscano un meccanismo di rotazione nell’assegnazione dei fondi, oppure che escludano dalla richiesta i Comuni che hanno beneficiato di finanziamenti nello stesso ambito in un tempo recente. Si riscontrano infatti casi di Comuni che hanno avuto accessi multipli a diverse linee di finanziamento mentre altri sono rimasti esclusi per aver cliccato una frazione di secondo in ritardo. Occorre infine introdurre meccanismi di notifica delle graduatorie provvisorie, in modo tale che ci sia eventualmente il tempo di contestare l’attribuzione dei punteggi”.





