L’AQUILA – Architetti abruzzesi, che si sono fatti le ossa a seguito del terremoto del 6 aprile 2009, diventano sempre più un punto di riferimento anche nel nuovo drammatico scenario delle aree colpite dal sisma dell’agosto 2016.
Ne è prova il fatto che l’architetto di fama mondiale Stefano Boeri, incaricato dal commissario straordinario Vasco Errani di coordinare le attività di pianificazione urbanistica nel cratere 2016, abbia per prima cosa deciso di visitare il 5 giugno scorso L’Aquila e le sue frazioni, e che abbia scelto, come organo di stretto supporto, il Coordinamento nato a fine agosto 2016 tra gli Ordini degli architetti delle otto province del centro Italia investite dalla nuova calamità, ovvero di Perugia, Terni, Fermo, Macerata, Ascoli, Rieti, L’Aquila e Teramo
E in questo scenario un importante contribuito lo stanno offrendo proprio gli architetti abruzzesi, che oramai da anni si cimentano in una ricostruzione post-sismica che ha dovuto affrontare tanti problemi tecnici e di governance, e individuare soluzioni inedite.
Tra essi l’architetto aquilano Sandro Annibali, presidente della Federazione architetti di Abruzzo e Molise, consigliere dell’ordine dell’Aquila, e che ha accompagnato Boeri nella visita del 5 giugno.
“Boeri è venuto qui proprio su nostro invito – spiega Annibali – ed è stato un ottimo segnale che questa sia stata per lui la prima indagine conoscitiva sul campo, da cui trarre spunti per le decisioni che dovrà prendere nel nuovo cratere, decidendo insomma il da farsi analizzando prima di tutto quello che è stato fatto, in uno scenario molto simile, con le sue luci e le sue ombre”.
Tra le luci rivela Annibali, “il piano di recupero della frazione aquilana di San Gregorio, e in particolare l’iter fortemente condiviso tra tecnici, istituzioni, e popolazione, che consentirà, ora che finalmente stanno per partire i cantieri, di ricostruire un centro abitato che avrà elementi di novità, che miglioreranno l’assetto precedente, e conserverà nello stesso tempo la memoria storica dei luoghi, il tutto, come ha molto apprezzato Boeri, in strettissimo dialogo e condivisione con gli abitanti”.
Altra luce, prosegue Boeri, “il fervore edilizio che si respira nel centro storico del capoluogo, e la qualità degli intereventi di restauro conservativo, che si stanno conciliando con un notevole accrescimento del livello di sicurezza sismica”.
Tra le ombre invece, aggiunge però Annibali, “il vistoso ritardo che si registra nella ricostruzione di quasi tutte le frazioni dell’Aquila. Un aspetto non secondario, perché nel nuovo cratere sismico la ricostruzione interesserà centinaia e centinaia di piccoli centri dei 140 comuni colpiti dal sisma del centro Italia”.
Boeri nella sua visita a L’Aquila ha anche incontrato il titolare dei due uffici speciali della Ricostruzione, Raniero Fabrizi (Usra) e Paolo Esposito (Usrc), che ha relazionato sui numeri della ricostruzione, e a seguire l’assessore Pietro Di Stefano, i dirigenti comunali Chiara Santoro e Vittorio Fabrizi, che hanno mostrato il lavoro svolto dal Comune dal sisma 2009 e la programmazione urbanistica per il futuro.
“Abbiamo visitato anche alcuni villaggi Map – prosegue Annibali – perché quello dell’edilizia provvisoria sarà un tema centrale per la ricostruzione post-sismica del centro Italia. Il tema su cui riflettere, di carattere prima di tutto urbanistico, è che questi insediamenti sono si provvisori, ma saranno abitati per molti anni, e poi si porrà il problema della loro rimozione o del loro riutilizzo, dunque occorre pianificarli all’interno di una strategia di lungo periodo molto ben meditata”.
“Il coordinamento degli Ordini degli architetti delle otto Province – conclude Annibali – si era costituito subito dopo la catastrofe dell’agosto 2016, con l’intento di dare un aiuto, per rispondere alle necessità espresse dalle popolazioni terremotate, per affiancare la Protezione civile nei sopralluoghi e nella stima dei danni e per effettuare già nella fase di emergenza, gli esiti di agibilità. Ora che il coordinamento affiancherà l’architetto Boeri, si aprono importanti scenari che non potranno far altro che favorire nuove sfide esperienze sul campo anche per noi architetti, sarà per noi un altra avvincente sfida”.



