L’AQUILA – E’ arrivata alle 10 di questa mattina in Consiglio regionale d’Abruzzo la legge di bilancio, che comporta un movimento di spese e di entrate di oltre 14 miliardi di euro. Ieri pomeriggio c’è stato il via libera da parte del Collegio dei revisori dei conti, che ha espresso parere favorevole, a seguito dell’esame della coerenza normativa e delle singole voci di spesa e di entrata.
Unica criticità nel parere, quella della manca una parte sugli investimenti relativi ai cantieri in essere da parte del Consiglio regionale, come l’adeguamento della sede di Pescara, che potrà essere sanata con un emendamento.
Primo passaggio l’approvazione a maggioranza questa mattina del Documento di economia e finanza regionale 2024-2026 e la Nota di aggiornamento al Defr 2024-2026.
Nel pomeriggio è arrivato il bilancio di previsione 2024-2026 e la seduta è iniziata con gli interventi delle opposizioni, per ovviamente agguerrite, Domenico Pettinari, del M5s, si è presentato in aula con un maialino di gomma giocattolo, con tanto di effetto sonoro, un megafono, e una alta risma di emendamenti, stigmatizzando l’assenza di buona parte degli assessori e del presidente della Regione, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia.
Per i dem Dino Pepe ha stigmatizzato la scarsa attenzione per le aziende agricole e l’assenza “casuale”, del vicepresidente con delega specifica, Emanuele Imprudente, della Lega.
Sandro Mariani di Abruzzo in comune, ha tuonato sulla sanità teramana, “lasciata in ginocchio, vittime della stessa bugia e del mantra del è stata colpa di chi ci ha preceduto con particolare riferimento all’ospedale di Teramo, che “visto che non si possono contrarre mutui, come scrivete nel Bilancio di previsione, e non sarà dunque realizzato come invece avevate assicurato”, e ha incalzato riferendosi ai fondi per Cartoon on the bay di Pescara, “come si possono stanziare 400 mila euro per ciascun anno, nei prossimi tre anni, ma in questa situazione sono così importanti i cartoni animati?”.
Il capogruppo del Pd Silvio Paolucci ha bocciato in toto la legislatura del centrodestra con il programma elettorale presentato nel 2019 alla mano: Marsilio si ripresenta agli elettori con una lunga lista di cose non fatte. Sanità, lavoro, agricoltura, imprese, tasse, vertenze, infrastrutture, fondi strutturali, parità, ferrovia: in questi cinque anni di governo ha preso tanti impegni con gli abruzzesi non onorando nessuna delle promesse messe nero su bianco sul suo programma elettorale nel 2019. Nemmeno la filiera istituzionale con la premier Giorgia Meloni è riuscita a produrre risultati seri e concreti per l’Abruzzo. E la fotografia ad oggi della nostra regione lo rivela chiaramente, un’immagine che è necessario commentare, perché i cittadini arrivino informati alle elezioni di marzo”.
E ha aggiunto: “Basta fare un’operazione semplice per capire la gravità del tradimento di tutti gli impegni presi con la comunità, cioè rileggere oggi il programma con cui Marsilio nel 2019 si presentò a governare. Al primo punto c’era l’impegno verso i tanti giovani costretti ad andare via dall’Abruzzo, bene il rendiconto di questo governo vede la perdita di 35.000 under-40 dal 2019 al 2023, un flop sin dal primo impegno di programma”
Il capogruppo Francesco Taglieri, capogruppo del M5s ha aggiunto: “in realtà è un bilancio di previsione privo di programmazione, visione e contenuti, e al netto della spesa corrente, non ha soluzioni sulla sanità, per le fasce più deboli, del terzo settore, che riguardano le vere emergenze. C’è nulla nel bilancio di previsione per le politiche del lavoro, per in giovani, per la prevenzione degli infortuni”.
Ha ribattuto per la maggioranza Emiliano Di Matteo, di Forza Italia: “Portiamo qui un bilancio anche dei nostri 5 anni, ed è evidente che abbiamo ben operato, colmando tante lacune ereditate e datate. Abbiamo rimesso in carreggiata la sanità, finalmente con una programmazione e un piano ospedaliero finalmente approvato, i numeri dicono il contrario rispetto a quello che dice chi litiga con la realtà. Il punto nascita di Atri, a questo proposito lo avete chiuso voi”, elencando poi tutte norme sull’attività venatoria, sull’acqua, sul turismo, e la legge urbanistica, le risorse spese per lo sport.
Mauro, Febbo, capogruppo di Forza Italia, ha accusato Paolucci di dire falsità sulla sanità, ha difeso i fondi per il giro d’Italia e per il ritiro del Napoli calcio, visto che “il turismo in Abruzzo, anche grazie a queste misure, questa estate è aumentato di oltre il 9%”
Il termine ultimo dato per l’approvazione, in base al cronoprogramma, del bilancio regionale è quello delle 23 di domani venerdì 29 dicembre, ma in caso di complicazioni si potrebbe anche proseguire nei giorni seguenti, non oltre comunque la mezzanotte del 31 dicembre visto che se la legge di bilancio se non viene approvata entro il 2023, la conseguenza sarà l’esercizio provvisorio ovvero spese contingentate e congelate. Uno smacco che la maggioranza di centrodestra di Marsilio non si può in nessun modo permettere a tre mesi dalle elezioni regionali.
Ieri si è registrato un passo falso nella maggioranza di centrodestra per la mancata nomina del difensore civico in sostituzione del compianto Giandonato Morra, con Fdi e Fi che hanno sostenuto l’avvocato Umberto Di Primio, ex sindaco di Chieti, mentre la Lega ha cercato alleanza con l’opposizione per eleggere l’avvocato di Montesilvano Antony Aliano ex assessore comunale.
Ma la maggioranza dovrà per forza ricompattarsi questa mattina intorno per portare a casa senza traumi, e senza spaccature la Legge di Stabilità e il bilancio di previsione 2024-2026
Le opposizioni del centro-sinistra presenteranno sicuramente un emendamento di ben 25 milioni di euro per il riconoscimento di contributi a titoli di ristoro dei danni subiti dalle imprese agricole a causa delle avversità atmosferiche, e a rischio di default. E altri emendamenti, in clima di campagna elettorale, arriveranno con ogni probabilità in aula, sia dai banchi della maggioranza che quelli dell’opposizione.
Mistero intanto sull’eventuale, e consueto, maxi emendamento con i milioni di fondi a pioggia distribuiti in modo discrezionale ad associazioni, eventi, parrocchie, sagre e pro loco, Comuni e per altre e svariate finalità, attraverso la preventiva ripartizione del budget complessivo tra consiglieri di maggioranza e quelli di opposizione, che poi decidono “ad intuitu personae” chi debbano essere i beneficiari e chi no, di solito nei rispettivi terreni di caccia elettorali e territori di provenienza.






