L’AQUILA – Roberto Santangelo inserito nel listino nazionale dei candidati, introdotto dalla nuova legge elettorale, assieme a Nazario Pagano, e con elezione blindata e automatica al Senato, in caso la coalizione di centrodestra supererà il 42% alle prossime Politiche.
Con buona pace delle ambizioni e delle aspettative di Lorenzo Sospiri, che ambiva anche lui ad un posto nel listino, e che comunque vorrebbe correre alla Camera e non al Senato, che offre meno possibilità, rimettendo in discussione l’accordo di giugno in occasione del congresso regionale.
L’indiscrezione, esplosiva, che circola dentro Forza Italia abruzzese avrebbe come fonte la più autorevole possibile: lo stesso 69enne pescarese Pagano, deputato e segretario regionale, presidente della commissione Affari costituzionali della Camera, che ha già da tempo ipotecato per sé la permanenza in Parlamento.
E del resto è stato lo stesso Pagano a dire nel primo incontro del partito che ha inaugurato la campagna elettorale delle comunali dell’Aquila alla sala Baiocco il 10 ottobre scorso, che Santangelo sarà della partita alle Politiche assieme a lui, come a voler dare la sua benedizione al candidato di punta, oltre a se stesso, ovviamente.
Uno scenario che assicurano le fonti interne al partito, sarebbe destinato ad incendiare ancor di più lo scontro tra i tanti pretendenti a un posto in lista che dia le maggiori chance per staccare l’agognato biglietto per Roma. Che sondaggi alla mano – Fi% è data in Abruzzo all’11% – saranno al massimo due e con il corollario del “mors tua vita mea”.
UN POSTO NEL LISTINO PER DUE
Scontro innanzitutto tra il presunto beneficiario del posto nel listino, il 45enne aquilano Santangelo, assessore regionale al Sociale e alla Cultura, presidente del Consiglio comunale del capoluogo d’Abruzzo, entrato nel partito solo nell’estate 2023 per poi scalare le posizioni, diventando ora anche vicesegretario regionale. E il 51enne presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, pescarese, dal 2008 all’Emiciclo e senz’altro il più alto in grado in termini di esperienza politica ed amministrativa tra gli azzurri abruzzesi. Che puntava anche lui a buon diritto ad essere inserito nel listino, per avere le maggiori garanzie possibili per poter finalmente coronare la sua carriera con l’ingresso in Parlamento.
Tra i due, i più votati per Fi alle regionali del marzo 2024 – 9.600 voti Santangelo, 8.822 voti Sospiri – ci sarebbe stata anche una litigata molto accesa a margine del Festival dannunziano di agosto ideato e promosso, con indubbio successo, dallo stesso presidente del Consiglio.
Oggetto del contendere era la candidatura considerata più vantaggiosa alla Camera, rispetto al Senato, e appunto l’inserimento nel listino nazionale che garantirebbe l’elezione, dovesse scattare il premio di maggioranza. Con un ripensamento di Sospiri, che in base agli accordi doveva essere capolista al Senato, e con Santangelo che non ci pensa nemmeno a cedergli il posto alla Camera, dove sono maggiori le possibilità di essere eletti.
E questo vale anche con Santangelo nel listino, visto che non è affatto scontato che il centrodestra superi il 42% e che scatti il premio di maggioranza.
IL PATTO DEL CONGRESSO
Per quanto riguarda gli accordi occorre fare un passo indietro, al patto non scritto sancito per pacificare il partito prima del congresso unitario di Forza Italia del 13 giugno che, come imposto dal nazionale, ha portato alla riconferma a segretario di Pagano, candidato unico, che è così riuscito a resistere e a disinnescare il tentativo di Sospiri e Santangelo di imporre un cambio della governance, visto che Pagano detiene la segreteria dal lontano 2014.
E sul piatto Pagano aveva messo, come contropartita per la sua pacifica riconferma, la vicesegreteria per Santangelo e una candidatura al Senato per Sospiri, come capolista, dove le possibilità di essere eletti sono però minori, essendo minore il numero di senatori che l’Abruzzo può esprimere (4 alle Politiche del 2022 contro i 9 deputati). Con la riforma della legge elettorale, i capilista saranno blindati, sia alla Camera che al Senato, con collegi unici regionali; tutti gli altri dovranno misurarsi con le preferenze.
A Santangelo, che anche se inserito nel listino sarà comunque in corsa alla Camera, appunto con le preferenze, non era stata data nessuna garanzia, visto che, sondaggi alla mano e anche a causa della crescita di Futuro nazionale, il nuovo partito dell’ex generale in pensione ed eurodeputato Roberto Vannacci, dato oggi al 7,9%, rispetto al 6,9% di Fi, il rischio è che, come accaduto alle Politiche del 2022, gli azzurri abruzzesi eleggeranno un solo parlamentare alla Camera, lo stesso Pagano, o due parlamentari, mentre piazzarne un terzo sarà davvero dura.
La nuova legge elettorale ha però introdotto il premio di maggioranza che scatta per la coalizione che supera il 42% e, in tal caso, entrerebbero in blocco 70 candidati alla Camera e 35 al Senato, che però dovranno essere comunque candidati, obbligatoriamente, come capilista o tra quelli da scegliere con le preferenze nei vari collegi italiani.
Ed ecco dunque che Sospiri, in base al nuovo e sedimentato scenario elettorale, avrebbe espresso l’intenzione di candidarsi alla Camera, e non più al Senato, dove aveva mancato per poco l’elezione, battuto dalla pentastellata di Sulmona Gabriella Di Girolamo. Puntando, per ancor maggiore sicurezza, anche a un posto nel listino nazionale.
Esattamente quello che ora gli avrebbe soffiato Santangelo.
NEMICI COME PRIMA
Da qui l’inevitabile scontro, che in qualche modo il partito dovrà dirimere, visto il peso elettorale di entrambi i contendenti, che restano dunque ai ferri corti, dopo la loro recente riconciliazione.
Va infatti ricordato che, nella precedente legislatura di Marco Marsilio di FdI, Santangelo, eletto con la civica Azione politica dell’imprenditore Gianluca Zelli, presto abbandonata al suo destino, era vicepresidente del Consiglio al fianco di Sospiri, e con un buon affiatamento.
Con la conferma del centrodestra alle elezioni del marzo 2024 e con il Marsilio bis, Santangelo, passato intanto a Forza Italia, aveva puntato a diventare lui presidente del Consiglio regionale, in quanto primo tra gli eletti di Forza Italia, con Sospiri assessore con deleghe chiaramente di peso. Tutto sembrava deciso in tal senso, poi, nel giorno dell’insediamento, il colpo di scena: Sospiri è stato riconfermato presidente del Consiglio, per lo sconcerto di Santangelo, che si è dovuto “accontentare” dell’assessorato.
C’è stata però poi la riconciliazione, in particolare intorno a una delega, quella della Cultura, di fatto condivisa tra Santangelo e Sospiri, attraverso la nascita della Fondazione Consiglio regionale eventi, il Crea, dove i due politici di Forza Italia sono i registi. A seguire, l’alleanza in vista del congresso, andata come ricordato prima.
Ora la nuova disfida, da cui dipende il futuro politico di entrambi i big del partito fondato da Silvio Berlusconi.
Entrambi manterranno in ogni caso posizioni politiche di primo livello in Giunta e Consiglio regionale fino a marzo del 2029.
Ma poi non è affatto detto che il centrodestra riesca a vincere per la terza volta le regionali.
LE COMUNALI ALL’AQUILA E PESCARA
Corre voce anche che Santangelo possa essere anche candidato del centrodestra alle comunali dell’Aquila a giugno prossimo, e lui, ad Abruzzoweb, non ha escluso a priori la possibilità, seppure con il consueto esercizio dialettico in politichese. Ma, allo stato attuale, il capoluogo d’Abruzzo resta ad appannaggio, nello scacchiere dei capoluoghi nazionali, di Fratelli d’Italia, e non di Forza Italia.
A Pescara, poi, si dovrà andare a votare per il sindaco della nuova città metropolitana, con la fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore, che è stata rinviata al 2029 rispetto alla scadenza del primo gennaio prossimo. E anche in questo caso Sospiri potrebbe avocare, a buon diritto, la candidatura a sindaco, anche se il presidente nazionale di Forza Italia Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Esteri, ha ripetuto più volte che il candidato naturale per Fi non potrà che essere l’attuale sindaco di Pescara Carlo Masci.
ALLE POLITICHE POCHI POSTI E TROPPI PRETENDENTI
C’è anche chi osserva che i due stiano facendo i conti senza l’oste, visto che in Abruzzo ci sono altri candidati pronti a scendere in campo per le Politiche sotto per Forza Italia, con un insidioso potenziale di preferenze.
Basti qui citare la 45enne teramana Antonella Ballone, presidente della Camera di Commercio Gran Sasso e componente del cda Ita-Lufthansa e anche dell’Enav, già candidata alle Europee nel 2024, prima dei non eletti, con 41.916 voti, nella circoscrizione Sud. Figlia di Agostino Ballone, imprenditore dei trasporti e proprietario dell’azienda Baltour. Va ricordato che, se le quote rosa non sono previste per i capilista, lo sono nel listino nazionale.
Come rivelato da questa testata, c’è poi l’avvocato Giorgio Fraccastoro, 55 anni, originario di Pescara ma ormai romano di adozione, avvocato molto noto nella capitale e nel panorama nazionale, da dicembre del 2024 presidente e con buoni risultati della Saga, la società pubblica che gestisce l’aeroporto d’Abruzzo.
Ed ancora il 30enne Antonio Junior Colasante, promettente rampollo della famiglia di imprenditori guidata dal 66enne lancianese Antonio Colasante, a capo del colosso Consorzio Italia Servizi e pezzo da novanta nelle ricche facility nella sanità abruzzese e nazionale.
E poi, ovviamente, ci sono i consiglieri regionali in carica, sindaci e altri big di ritorno, uno su tutti, Filippo Piccone, 64enne imprenditore di livello nazionale, ex consigliere regionale, ex parlamentare, ex coordinatore regionale del Popolo delle Libertà ed ex sindaco della sua Celano, tornato nel partito un anno fa. Come pure il segretario provinciale dell’Aquila, presidente della Tua, la società del trasporto pubblico regionale, ex sindaco di Avezzano, il 60enne Gabriele De Angelis.



