CHIETI – Una convenzione con i Tribunali di Chieti, Lanciano e Vasto consentirà lo svolgimento del lavoro di pubblica utilità presso la Provincia di Chieti da parte di coloro che hanno riportato condanne per i reato di guida in stato di ebbrezza, sostituendo così la pena pecuniaria o detentiva con il lavoro di pubblica utilità.

L’iniziativa, che vede la Provincia di Chieti primo ente in Abruzzo ad applicare l’articolo 186 del Codice della strada recentemente modificato, è stata presentata questa mattina dal presidente della Provincia Enrico Di Giuseppantonio, dall’assessore alle Politiche Sociali Gianfranca Mancini e dal consigliere provinciale, Paolo Sisti, delegato a seguire le convezioni.

In particolare i lavori di pubblica utilità che potranno essere svolti sono l’attività di supporto alla squadra operai provinciali nel servizio di viabilità, spazzamento strade, pulizia piazze, pulizia di aree verdi e nel servizio di manutenzione immobili ovvero scuole; attività di supporto nell’organizzazione di manifestazioni pubbliche nel periodo estivo e invernale; attività di supporto nella promozione culturale e turistica della Provincia; attivitàdi supporto nei progetti di promozione delle politiche sociali e di tutela ambientale.

“Si tratta di un’iniziativa di grande valenza – ha detto Di Giuseppantonio – che consente di attribuire alla pena, non soltanto una funzione afflittiva, ma anche rieducativa, così come sancito dalla nostra Carta Costituzionale. Pertanto stiamo promuovendo la sottoscrizione di apposite convenzioni con i Tribunali di Chieti, Lanciano e Vasto. Le Istituzioni hanno l’obbligo di individuare strumenti concreti per consentire, a chi ha sbagliato, di intraprendere un percorso di effettivo recupero sociale. Inviterò tutti i Comuni della Provincia di Chieti ad aderire a questa iniziativa dalla grande valenza sociale”.

Secondo Sisti, “i vantaggi del lavoro di pubblica utilità sono molteplici, sia per il condannato, che in tal modo potrà usufruire di circostanze premiali quali l’estinzione del reato, la revoca della confisca dell’autovettura ed il dimezzamento del periodo di sospensione della patente, sia per l’Ente che potrà utilizzare gratuitamente tali persone per lo svolgimento di tutte quelle attività che riterrà opportune, così come previsto dall’art. 1 del Decreto Ministeriale 26.03.2001”.