SULMONA – Sono 23 gli indagati nell’ambito dell’inchiesta su un traffico d’armi con l’Africa condotta dalla Guardia di finanza di Venezia, coordinata dalla Dda di Napoli.

Tra di loro, secondo quanto apprende l’Agi, c’è anche Andrea Pardi, legale rappresentante della Società italiana elicotteri Srl, con sede all’aeroporto di Roma Urbe.

Nell’inchiesta della Dda di Napoli, nata circa un anno fa, si ipotizza l’associazione finalizzata al traffico internazionale di armi e al reclutamento di mercenari.

Insieme a Pardi sarebbero indagati Bruno Scapini, ex ambasciatore italiano in Armenia fino al 2013, Ricardo Migliori, ex deputato nazionale eletto nelle liste del Popolo delle Libertà, già presidente dell’Assemblea parlamentare del’Osce.

Nel mirino degli investigatori, trattative per cessioni di armi destinate a Somalia, Armenia, Costa d’Avorio, Iraq, Libia, Nigeria, Iran, Sud Sudan e Angola. Le perquisizioni nei giorni scorsi hanno interessato varie località di Veneto, Abruzzo, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Molise, Piemonte, Sicilia e Toscana.

Pardi, raggiunto da una troupe di Report, ha parlato di “notizie fuorvianti”.

L’ad smentisce e parla di “dossieraggio”: nessun coinvolgimento in un traffico di armi internazionale con la vendita o comunque le trattative d’affari su aerei e elicotteri trasformati da civili a militari verso i paesi sotto embargo, come il Sudan, l’Iran o l’Armenia.

La trasmissione di Rai Tre aveva fatto riferimento alla perquisizione nella sede aziendale da parte delle fiamme gialle, “che avrebbe trovato appunti con numeri di codice di armi e mezzi militari come elicotteri e carri armati, ritenuti di grande interesse dagli investigatori”.

“La Finanza ha fatto semplici controlli e non una perquisizione – ha precisato Pardi – tutti i mezzi commercializzati dalla mia azienda sono minuziosamente tracciati nell’aeroporto di Malpensa”.