L’AQUILA – Il 6 aprile 2009 “l’Italia rimase attonita e commossa di fronte alla violenza del terremoto” che colpì l’Aquila e l’Abruzzo.
Il presidente del Senato Schifani ha ricordato, nell’apertura della seduta pomeridiana dell’Aula del Senato, il sisma che scosse il capoluogo abruzzese. Schifani, terminato il discorso con il riconoscimento della “tempra eccezionale” delle popolazioni colpite, ha chiesto ai senatori un minuto di silenzio.
A seguire, interverranno alcuni senatori.
“Quella mattina d’aprile l’Italia intera – ha sottolineato Schifani – sostò attonita e commossa di fronte alle terribili distruzioni provocate dalla violenza del terremoto, che in pochi secondi ha mietuto più di trecento vittime, devastato migliaia di case e sfigurato tanti preziosi segni di una identità civile, artistica e spirituale di antichissima e nobile origine”.
“Il popolo d’Abruzzo, così duramente colpito da quella immane tragedia, ha mostrato – ha aggiunto il presidente del Senato – a tutti noi ed al mondo intero una tempra eccezionale, grazie alla quale ha saputo reagire ai lutti e alle distruzioni ed iniziare a ricostruire il tessuto sociale, civile e produttivo sconvolto dalla violenza della natura”.
“Molti sforzi sono stati compiuti, in questi due anni – ha continuato Schifani – per restituire una casa a migliaia di famiglie, rilanciare le attività economiche, ricostituire il tessuto civile e culturale, dalle Istituzioni locali all’università, recuperare gli ingentissimi danni al patrimonio artistico. Come ho già affermato nel messaggio inviato al prefetto dell’Aquila, il profondo dolore di quei giorni non deve offuscare il grande lavoro di quanti, Istituzioni e privati cittadini, hanno saputo operare per il bene comune”.
“È allora ancor più necessario continuare ad investire le nostre migliori energie nell’obiettivo di tornare a far risplendere quei centri storici che, all’Aquila come nelle altre comunità della sua provincia, costituiscono il fulcro del nostro modello di convivenza civile: soltanto allora potrà dirsi veramente compiuta l’opera di ricostruzione”.
“Voglio esprimere – ha affermato il presidente di Palazzo Madama – ancora una volta, a nome di tutta l’Assemblea, profonda vicinanza alle popolazioni colpite da quella immane tragedia, ed immutata gratitudine verso tutti coloro che, a vario titolo, hanno collaborato al soccorso e stanno ancora collaborando alla ricostruzione: un impegno corale che costituisce, lo ribadisco, l’espressione più autentica della profonda coesione del nostro Paese”.
“In questo spirito di solidarietà umana ed istituzionale, invito allora tutti i Colleghi – ha concluso – ad osservare un minuto di silenzio e di raccoglimento, in memoria delle 308 vittime del terremoto”.



