L’AQUILA – La Lega all’Aquila “è nella coalizione di centrodestra e restiamo leali al sindaco Biondi”, ma, detto questo, “anche la Lega può proporre nomi autorevoli” per la candidatura al prossimo sindaco, e questo va deciso in un tavolo di coalizione con tutti gli alleati, con pari dignità, partendo dalla condivisione di un programma. E, visto che in politica nulla è scontato, “è una valutazione che potrà eventualmente essere fatta”, quella di una candidatura autonoma.

Nel dibattito che si fa sempre più caldo in vista delle elezioni comunali di primavera all’Aquila, irrompe  e detta la linea Gianluca Marinelli, 57enne neo-commissario della Lega della provincia dell’Aquila, unico consigliere rimasto a Palazzo Margherita, dopo l’addio dei giorni scorsi del capogruppo Daniele Ferella, che era anche segretario provinciale, e uno dei tre assessori, Laura Cucchiarella.

A breve il neo-commissario, vicino politicamente al vicepresidente della Regione, con delega all’Agricoltura, Emanuele Imprudente, convocherà una riunione con tutti i big del partito provinciale e, intanto, replica a distanza all’intervista che il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, di FdI, responsabile enti locali, vicepresidente nazionale e presidente regionale Anci, ha rilasciato al Centro. E, su uno dei temi più scottanti, ovvero il sospetto tremendo che serpeggia tra i salviniani, ovvero che dietro l’addio di Cucchiarella e Ferella ci sia lo zampino proprio del sindaco, svicola, attenendosi alle smentite degli stessi due diretti interessati.

I requisiti indicati da Biondi del candidato sindaco dell’Aquila, “autorevolezza, riconoscibilità e condivisione”, per Marinelli sono “ineccepibili, e siamo in pieno dentro questa impostazione”, e aggiunge: “Riconosciamo al sindaco Biondi un lavoro incredibile e importante in questi anni, la Lega nella coalizione si è comportata sempre in maniera molto seria e questo è agli atti”.

Per poi entrare nel merito, a proposito della condivisione: “Chiediamo un tavolo di coalizione, e credo che da questo punto di vista ci sia un’apertura, aspettiamo che il sindaco ci convochi, quantomeno dica il metodo con cui scegliere questa persona, dopo che si sia definito e concordato un tavolo programmatico”.

Tradotto: non è scritto in cielo che anche il prossimo candidato sindaco sia in quota FdI, per quanto sia di gran lunga il primo partito: “La Lega anche all’Aquila ha una classe dirigente importante, che si è costruita nel tempo. Siamo consapevoli che Fratelli d’Italia, che è il partito di maggioranza, ha pieno diritto a indicare un nome, ma, come ha detto lo stesso sindaco, che io stimo, tutte le componenti della coalizione devono avere pari dignità, dai partiti alle liste civiche”.

E la Lega, “è sotto gli occhi di tutti, all’Aquila esprime una classe dirigente importante e autorevole, a cominciare dal sottosegretario di Stato Luigi D’Eramo, il vicepresidente della Regione Emanuele Imprudente, la consigliera regionale Carla Mannetti, gli assessori Francesco De Santis e Fabrizio Taranta, che in questa città e per questa città in questi anni hanno lavorato tantissimo”.

E veniamo all’addio alla Lega dell’assessore Cucchiarella e del capogruppo Ferella. Sul sospetto in casa dei salviniani che dietro ci sia lo zampino di Biondi, che nell’intervista al Centro ha respinto al mittente, Marinelli svicola e si limita ad affermare: “Intanto sono molto dispiaciuto, vista la stima che ho per entrambi. Sulla tesi della regia mi attengo alla smentita che i diretti interessati hanno fatto nei vari interventi, motivando la scelta per incomprensioni e problemi politici. Altro non so”.

Marinelli poi condivide la necessità per il centrodestra di presentarsi “con una coalizione molto ampia, partendo dal programma e dalla piena condivisione dello stesso. Azione è in maggioranza, con le altre forze si vedrà”.

Infine, l’ipotesi che resta in campo, in caso di mancato accordo, di una corsa solitaria, candidando il vicepresidente Imprudente, rompendo l’alleanza con il centrodestra.

“In questo momento siamo in coalizione, siamo leali col sindaco Biondi, ma in politica nulla può essere dato per scontato. Per ora mi attengo a quanto ha detto Biondi e alla sua apertura al dialogo e alla condivisione”.