CHIETI – Il Teatro Marrucino di Chieti al centro dello scontro politico, alla vigilia della seduta di Bilancio.
Questa mattina il Pd teatino si è ritrovato davanti al Teatro Marrucino alla presenza, tra gli altri, del capogruppo Pd in consiglio regionale Silvio Paolucci, del segretario cittadino PD Gianmarco Pescara, del sindaco di Chieti Diego Ferrara, del capogruppo del PD in consiglio comunale Paride Paci e del segretario Giovani Democratici di Chieti Andrea Di Muzio.
In una nota l’assessore regionale al bilancio, Mario Quaglieri, assicura invece che ci saranno i fondi in Bilancio.
“Anno 2025, 204 mila euro, anno 2026, 13mila euro. Numeri eloquenti che in sintesi denotano una situazione all’orizzonte a dir poco drammatica: presenterò un emendamento per il ripristino integrale dei fondi – dice il capogruppo in consiglio regionale Silvio Paolucci – devono diventare strutturali. Incredibile che si penalizzi un teatro dalla grande storia per stanziare cifre soltanto agli amici. E’ già successo una volta e solo grazie alla nostra determinazione hanno dovuto ripristinare le poste”.
“Oggi sono qui per esprimere la mia rabbia e indignazione per questa beffa – dice il sindaco di Chieti Diego Ferrara – mi sconvolge non solo la cifra, ma il metodo attraverso il quale ci si rapporta a questa città perché amministrata da segno politico opposto a quella del Presidente Marsilio
“Struttureremo un’azione congiunta tra il consiglio comunale e quello regionale dando seguito con una mozione del Partito Democratico e di Chieti per Chieti – dichiara il Presidente del Consiglio Comunale Luigi Febo – a sostegno degli emendamenti del consigliere Paolucci affinchè il Marrucino possa finalmente beneficiare di una visione a lungo termine.
“Abbiamo seguito la scia delle dichiarazioni e degli annunci sino alla finanziaria 2026 dove abbiamo trovato l’amara sorpresa – dice il segretario cittadino del PD Chieti Giammarco Pescara – a questo punto ci domandiamo con quali criteri vengono allocate le risorse della Regione Abruzzo, perché non capiamo come eventi spot nella vicina Pescara ottengano milioni di euro di contributi ed un’istituzione culturale di tradizione riceva a malapena delle briciole. Parliamo di un déjà vu, questa estate i consiglieri di centrodestra teatini rivendicavano la vittoria politica del ripristino dei fondi, gli stessi ora ci dicano: anche questa volta erano ignari delle azioni dei loro partiti o sono rimasti ancora una volta colpevolmente silenti?”.
“Il Teatro Marrucino non è solo un’istituzione culturale ma anche un luogo che dà lavoro a tanti giovani del territorio – dice il segretario dei giovani PD Chieti Andrea Di Muzio – lavoratori che hanno bisogno di risposte, programmazione e stabilità, parliamo del loro futuro”.
Replica però Quaglieri: “apprendo dalla stampa che è prevista per domani una manifestazione a Chieti in merito ai fondi destinati al Teatro Marrucino di Chieti dalla Finanziaria regionale 2026. Invito, sin da ora, coloro che volessero partecipare, a impiegare il proprio tempo cercando serenità e godendo del calore familiare in questo periodo di festività, non partecipando a un’iniziativa priva di utilità, promossa strumentalmente dalla sinistra”.
“Quest’anno, infatti, – prosegue l’assessore – oltre ai fondi nazionali previsti per la ristrutturazione – così come da recente visita del Ministro Giuli – Regione Abruzzo , in sede di approvazione di legge di Bilancio, provvederà in aula (29 e 30 Dicembre) a seguito delle entrate registrate di fine anno, così come già ampiamente spiegato ai colleghi di minoranza durante le sedute di Commissione Bilancio, a predisporre adeguato emendamento per sostenere i costi del 2026 – garantendo così l’intera stagione teatrale.”
“È stata sempre priorità del governo Marsilio essere vicini ai territori, sia a livello di investimenti strutturali che a livello di crescita dell’intero patrimonio storico/culturale della Regione. Ricordo, agli attuali “urlatori”, rimanendo nel significato vero e proprio del termine, che quello approvato in giunta è un testo normativo che ha avuto tagli iniziali, ma che verranno rimpinguati in aula nella seduta di Consiglio regionale, come sempre avvenuto, come fatto da chi mi ha preceduto ed oggi si veste da presunto “salvatore” di questa o quella necessità che il territorio abruzzese detta.
Sottolineo, in ultimo, che l’attuale stanziamento previsto per il teatro Marrucino (annualità 2026) non è il dato da prendere, non esiste una cultura di serie A o B, esistono le leggi nazionali che ci permetteranno di stanziare in aula le somme adeguate, così come ampiamente detto in precedenza, e non certo perché il Robespierre di turno sventola la bandiera della rivoluzione”.






