PESCARA – “L’inflazione strangola le famiglie: il costo dell’abitare, in Abruzzo, balza a livelli record. Serve un’inversione di rotta”.
È l’allarme lanciato dal Sunia Abruzzo Molise, che richiama i dati Istat secondo cui l’inflazione regionale è tra le più alte in Italia rispetto ala media, che è aggiornata ad ottobre del 5,3%
A pesare sui bilanci familiari, secondo il sindacato degli inquilini, sono soprattutto le spese per l’abitazione, le utenze e i trasporti.
Il gas sul mercato tutelato registra un aumento del 31%, il gasolio da riscaldamento del 31,8% e la benzina del 16,3%. A questi rincari si aggiunge, secondo il Sunia, una crescita dei canoni di locazione del 20% a livello regionale.
“I dati dimostrano che in Abruzzo l’inflazione morde più che altrove, eppure registriamo la totale assenza di politiche abitative efficaci sia a livello nazionale che regionale”, denuncia il segretario generale del Sunia Abruzzo Molise, Geppino Oleandro.
Il sindacato evidenzia il paradosso di oltre 250 mila abitazioni vuote, pari al 34% del patrimonio immobiliare regionale, con punte del 44% nell’Aquilano, mentre negli ultimi cinque anni si sarebbero registrate oltre 6mila richieste di sfratto, nel 90% dei casi per morosità incolpevole. Il Sunia chiede quindi il ripristino strutturale dei fondi per il sostegno agli affitti e alla morosità incolpevole, un piano per l’edilizia pubblica, regole sugli affitti brevi e incentivi al canone concordato.
Alla Regione viene inoltre sollecitata l’apertura di un tavolo urgente su caro-vita e povertà e una riforma della normativa sulle case popolari, con particolare attenzione alle famiglie in affitto della cosiddetta “fascia grigia”.





