L’AQUILA – L’interpretazione dell’ultima parte della Sinfonia degli addii di Haydn per denunciare che la cultura è stata abbandonata, proprio come simbolicamente avviene nella sinfonia nella cui parte finale tutti vanno via: è la singolare forma di protesta inscenata stamani alla Villa comunale dell’Aquila, di fronte a palazzo dell’Emiciclo, sede del Consiglio regionale d’Abruzzo, da un folto gruppo di operatori delle associazioni culturali abruzzesi, in particolare quelle aquilane.
Circa 200 i presenti.
A interpretare il brano sono stati i musicisti dell’Istituzione sinfonica abruzzese.
La protesta è contro la Regione, rea, secondo gli esponenti delle associazioni culturali abruzzesi, di aver tagliato completamente i finanziamenti alla cultura.
“Se non si prevedono fondi per la cultura, la cultura va via – ha detto il segretario regionale della Cgil, Gianni Di Cesare – La cultura è occupazione, oltre ad essere un privilegio costruttivo in questo momento di crisi. Abbiamo voluto lanciare un monito alla Regione che non mette un euro in bilancio per la cultura. Questo comparto è da considerare ad alta intensità di lavoro: di fronte a un investimento, ad esempio, di dieci il risultato è molto più alto”.
La protesta proseguirà dopo le ore 15, orario nel quale è fissata la ripresa dei lavori del Consiglio regionale, aperto poco prima delle 13 e subito rinviato.
PEZZOPANE: ”COSI’ SI UCCIDE L’AQUILA”
“Ho preso parte, stamani, con drammatica partecipazione, alla vibrante e accorata protesta dei lavoratori dello spettacolo davanti a palazzo dell’Emiciclo. I tagli indiscriminati alla cultura da parte della Regione Abruzzo stanno uccidendo la nostra città e l’intero territorio”.
È quanto ha dichiarato l’assessore alla Cultura del Comune dell’Aquila Stefania Pezzopane.
“Con il taglio del 70 per cento dei finanziamenti agli enti e alle istituzioni culturali – ha proseguito l’assessore – si mettono a rischio la sopravvivenza di questa realtà e degli stessi lavoratori dello spettacolo che verranno posti in mobilità o in cassa integrazione. È la fine di tutto. Della vita e della vitalità di una regione che ha fatto della cultura un baluardo, una risorsa e un volano di crescita e di sviluppo, vincendo una sfida che ha portato la nostra regione tra le eccellenze nazionali in questo campo. La regione dei teatri, della musica, del cinema, dello spettacolo in tutte le sue forme, viene impoverita e mortificata da una politica miope e dal respiro corto”.
“La mannaia che ucciderà la cultura si abbatterà, peraltro, con conseguenze ancora più nefaste sul territorio aquilano che, a fatica, cerca di sopravvivere alle ferite che il sisma ha inferto non solo al suo patrimonio artistico e monumentale ma anche alla sua economia e al comparto occupazionale. Mentre da una parte – sono ancora le parole dell’assessore Pezzopane – il Comune e il ministero dei Beni culturali si profondono nello sforzo, importante nell’impegno sia di lavoro che di risorse, dei ‘Cantieri dell’immaginario’, coinvolgendo quelle stesse istituzioni che ora vedono a rischio la loro sopravvivenza, il tutto allo scopo di rivitalizzare il centro storico e restituire linfa e slancio al settore, dall’altra si assiste alla frustrante evidenza di vedere vanificato ogni lavoro e svuotata di senso ogni idea”.
“La cultura è vita, per questa città e per questa regione, – ha concluso l’assessore – e ucciderla significa uccidere un intero territorio. Non lo permetteremo”.






