TORRE DE’ PASSERI – “Non esiste separazione definitiva finché resta il ricordo”: questi gli ultimi versi di una targa affissa nell’ex Municipio di Torre de’ Passeri, comune nell’entroterra Pescarese.
Questa mattina, grande commozione dei presenti, è stata inaugurata una nuova, simbolica struttura per il paese che è stata rimessa in sesto dopo essere stata lesionata dal terremoto del 6 aprile 2009.
Il palazzo ‘della Memoria’, un tempo anche sede della Biblioteca regionale, d’ora in poi sarà un vero e proprio ritrovo culturale, è stata dedicata a due giovanissime vittime di quella tragica notte: Martina Di Battista e Daniela Bortoletti, entrambe studentesse presso l’Università dell’Aquila.
Centinaia questa mattina i compaesani che hanno desiderato ricordarle, con il taglio del nastro e che hanno applaudito durante la proiezione delle foto delle due giovani.
Il palazzo di via San Rocco, nel caratteristico centro storico del paese, ha dovuto subire complessi lavori di risanamento e riconsolidamento avviati nell’ ottobre 2012, proprio perché potesse essere di nuovo aperto al pubblico: in meno di due anni esso è stato reso al paese anche se la sua funzionalità nel corso del tempo verrà ampliata e ci sarà spazio per le associazioni culturali locali.
Sono state allestite delle sale totalmente attrezzate per la musica, per i convegni, per le videoproiezioni; in corso d’opera, poi, è l’allestimento di un museo di arti e mestieri in cui verranno collocate le testimonianze della tradizionale civiltà contadina.
All’inaugurazione ha ovviamente preso parte il sindaco di Torre de’ Passeri, Antonello Linari.
“Un luogo tanto caro ai torresi torna ad essere fruibile – le parole di Linari – qui si incontreranno le associazioni, i cittadini anche più giovani che manterranno acceso il ricordo del sisma e di tutte le vittime, fra cui Martina e Daniela”.
Presenti alla cerimonia, inoltre, il sottosegreterio alla presidenza del Consiglio dei ministri, Giovanni Legnini, l’ex sindaco di Pescara, Luciano D’Alfonso, il parlamentare Toni Castricone, il parroco del paese don Mauro Pallini, le famiglie delle vittime, i sindaci di alcuni Comuni vicini e gli abitanti del paese.



