L’AQUILA – “Nelle prossime settimane presenteremo uno strumento legislativo di sintesi,efficace, sulla ripartizione delle competenze. Ci vuole una legge cornice su chi fa cosa, poi seguiranno le normative di secondo livello. Cosa fa il Comune, cosa fa la struttura tecnica di missione, cosa la Regione. Strutture che a oggi non si parlano”.

Lo ha detto il presidente di Alleanza per l’Italia (Api), Francesco Rutelli, all’Aquila per parlare di ricostruzione.

“Condivido alcuni dei contenuti della legge d’iniziativa popolare,ma sono contrario a una tassa di scopo perché è sbagliato far passare l’idea che L’Aquila sarà ricostruita con i soldi degli italiani”.

L’ex vice premier ha incontrato il sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, prima di incontrare i giornalisti assieme al gruppo consiliare,guidato da Piero Di Piero,e al coordinatore regionale Marino Roselli.

”L’AQUILA E’ CASO POLITICO NAZIONALE”

Il capoluogo d’Abruzzo deve costituire “un laboratorio positivo nel quale si unisca tutta Italia”, perché “quello dell’Aquila è un caso politico nazionale”.

Questa la valutazione espressa da Rutelli nel corso della visita all’Aquila. “Non possiamo abbandonare L’Aquila e non la abbandoneremo”, ha aggiunto.

Per Rutelli, “occorrono delle idee programmatiche – ha sottolineato – L’Aquila aveva problemi già prima del terremoto. Era una delle città che viveva dell’università e di alcune attività produttive, in parte delle strutture programmatiche di fondo, aveva in parte una storia, ma aveva problematiche, l’Abruzzo si è spostato sul litorale, su Pescara, dal vecchio capoluogo”.

“La ricostruzione stessa sarà un’industria – ha aggiunto – e dev’essere un’industria efficiente e trasparente”.

”RICOSTRUZIONE SIA ECOLOGICA E TECNOLOGICA”

Per Rutelli, “la ricostruzione post-sisma deve essere ecologica e tecnologica”.

“Bisogna ripartire dai sottoservizi – ha spiegato – e parlo da ex sindaco: se non si ricostruisce la rete nel sottosuolo, pensare agli allacci è inutile”.

Rutelli ha parlato dell’esigenza di misure per il rispetto ambientale, da inquadrare in un progetto integrato per dare risposte anche a studenti universitari, con residenze adeguate, attività produttive e turismo.

“Bisogna salvare le istituzioni culturali dell’Aquila – ha sottolineato – che altrimenti vanno in ginocchio, bisogna promuovere Gran Sasso e tutto il compendio per le attività sciistiche che può portare a 63 chilometri di piste”.

“Così – ha proseguito – L’Aquila può diventare non solo il luogo più meridionale in Europa dove si viene a sciare, ma anche la capitale del turismo della neve e della montagna”.

”TUTTO OK ALL’AQUILA? PRESA IN GIRO ITALIA”

Secondo Rutelli, “chi ha detto che all’Aquila è tutto risolto ha preso in giro gli italiani e gli aquilani per primi”.

“Tornare al prelievo ordinario delle tasse – ha spiegato – significherebbe che qui siamo tornati nell’ordinario e non lo siamo affatto”.

A quel punto il parlamentare del Partito democratico, Gianni Lolli, presente alla conferenza, ha però sottolineato che il prelievo ordinario è già ripartito, quello che è in discussione è la restituzione delle tasse sospese.

“Qui c’è la pretesa – ha spiegato Rutelli – che si ritorni al giorno prima del terremoto e non è affatto così”.

Rutelli ha comunque ribadito la propria contrarietà a dare a una tassa di scopo per la ricostruzione.

“Le risorse devono venire dalla fiscalità generale – ha spiegato – perché altrimenti avremo solo polemiche. Dire a qualsiasi cittadino del Nord e nel Sud che si introducono nuove tasse mette la problematica in un orizzonte sbagliato”.

“Per la ricostruzione dell’Aquila, i soldi in parte ci sono – ha concluso – e in parte bisogna trovarli dalle risorse degli italiani, perché questo è un impegno di tutti”.