L’AQUILA – “Si chiude un 2013 sostanzialmente positivo, sulla strada della razionalizzazione dei costi senza però lasciare ai margini le esigenze di persone e famiglie”.
Questo il pensiero dell’assessore all’Assistenza alla popolazione del Comune dell’Aquila, Fabio Pelini, nel fare il bilancio a una manciata di metri dalla fine del 2013, quarto anno post-sisma.
“Alla gestione commissariale contestavamo proprio il non considerare la ‘carne viva’ della gente, per il presidente della Regione Abruzzo ed ex commissario, Gianni Chiodi, la questione aquilana è sempre stata un fardello – afferma Pelini ai microfoni di AbruzzoWeb – Insomma, di fronte a un quadro a tinte fosche cerchiamo di dare un’assistenza che sia degna di questo nome, fermo restando che vengono utilizzati dei soldi pubblici come il contributo di autonoma sistemazione, il cui esborso mensile deve essere ridotto fino alla completa estinzione. Ma la questione centrale del post-sisma è e rimane quella dei fondi. Senza, non si può impostare nulla”.
Un anno, quello che appunto si chiude, che non ha risparmiato polemiche come nel caso della gestione degli alloggi dei Progetti C.a.s.e. e M.a.p. e della sempre accesa discussione sui fondi per la ricostruzione dell’Aquila terremotata che non arrivano più come previsto. Ma molti altri sono i capitoli trattati da Pelini nella lunga intervista video a questo giornale nella sala del Consiglio comunale a Villa Gioia.
“Sono molto soddisfatto della partecipazione dei cittadini al dibattito e alle decisioni sulla ricostruzione – dice l’assessore – per noi è un discorso centrale, un antidoto per l’antipolitica, una necessità storica per cambiare il paradigma amministrativo. I cittadini vanno ascoltati e vanno date quote di potere al basso, perché il discrimine di questi anni non è stato neanche fra destra e sinistra, bensì fra alto e basso, cioè istituzioni e cittadini, tra i palazzi del potere e l’uomo comune che a volte sente lontani gli amministratori. Il bilancio paryecipativo per la prima volta di questa città ha fatto decidere come impiegare tre milioni di euro per le opere pubbliche”.
Ma Pelini nella sua analisi non riesce a tenere in disparte la parola fondi, legata ormai alle decisioni prese nelle stanze dell’Unione Europea.
“Senza soldi non si può ricostruire il centro storico – lamenta l’assessore – credo sia mortificante andare a pietire con il cappello in mano i soldi al governo centrale ogni tre o sei mesi. Da noi le procedure burocratiche sembrano ormai funzionare, lo stesso ufficio speciale per la ricostruzione, per bocca del coordinatore, Paolo Aielli, ha più volte sottolineato che si riescono a dare contributi da circa 100 milioni al mese. Il problema è che quei fondi vengono erogati col contagocce. Mi auguro che per il 2014 si riuscirà a modificare questo ‘dato’ che ci vede ogni volta fare i viaggi della speranza a Roma per trovare i soldi”.
Pelini ribadisce che “da parte nostra c’è stata e c’è la volontà di trovare soluzioni, vedi il viaggio a Roma (al Dipartimento del Tesoro del Ministero dell’Economia, ndr) con l’economista Warren Mosler. Dobbiamo ricordare sempre che L’Aquila è un problema dell’intero Paese, altrimenti verrebbero meno quei vincoli che ci portano a pagare le tasse, a condividere la Costituzione – sottolinea – Non è un problema di colore di governo, le politiche vengono dettate sempre di più dalla Banca centrale europea, dai grandi centri di investimento finanziario, questo fa sì che l’Unione Europea in misura minore e gli Stati sovrani in misura maggiore contino sempre meno”.
Dunque per Pelini l’Europa dell’Unione rappresenta un problema, non una soluzione, perché “vengono imposti vincoli come il Fiscal Compact, ma da questa situazione soltanto un’Europa dei popoli può cambiare verso, partendo dall’esperienza che c’è stata in America Latina, dove i Paesi schiacciati dall’economia più forte, quella Statunitense, hanno costruito un accordo che tutelava il lavoro nei propri Paesi e superavano i vincoli che andavano a vantaggio degli Usa”.
Dall’Europa all’Abruzzo che si avvicina alle elezioni regionali. “Ovviamente saranno importanti – commenta l’assessore – perché al netto delle considerazioni fatte, vanno a insediare il nuovo governo della regione che in questi anni è stato latitante sulla questione aquilana. Serve un cambio di prospettiva, per Chiodi L’Aquila è solo un peso. C’è bisogno di politiche innovative, che vadano incontro per esempio al diritto all’abitare, o al diritto dei giovani di restare su questo territorio attraverso i fondi europei. E si deve superare il clientelismo”.
“Personalmente considero un nodo importante le elezioni europee, lì si misurerà una proposta alternativa di Europa diversa, che fino ad oggi non c’è stata. Un’Europa che parta dai bisogni delle persone, non degli speculatori o di chi vive di rendita finanziaria”, conclude Pelini.






