L’AQUILA – I dipendenti regionali potranno accettare regali per un valore massimo di 150 euro, altrimenti dovranno restituirli. Inoltre, non basterà più un’autodichiarazione per i dirigenti che chiedono il buono pasto: avranno l’obbligo di documentare i propri rientri pomeridiani, altrimenti niente ticket.

Misure contro la corruzione vanno a braccetto con quelle per la spending review nelle nuove regole fissate dal codice di comportamento dei dipendenti della Giunta e del Consiglio regionale d’Abruzzo. Uno strumento che segue le direttive della legge 190/2012, detta “legge Severino”, che prevede per la pubblica amministrazione la predisposizione di un piano triennale anticorruzione.

Il tempo stringe: il piano, infatti, dovrà essere preparato entro il 31 gennaio. Per l’elaborazione del codice di comportamento dei dipendenti è stato nominato un responsabile anticorruzione, uno per la Giunta e uno per il Consiglio, che già hanno pubblicato una bozza.

Dopo le osservazioni da parte dei cittadini (che potranno essere inoltrate fino al 14 gennaio per il codice del Consiglio e fino al 17 per quello della Giunta), il documento sarà portato all’attenzione e all’approvazione dell’ufficio di presidenza, per poi approdare in Giunta.

CODICE DI COMPORTAMENTO: LA TUTELA DEGLI “INFORMATORI”

Tra le disposizioni più rilevanti contenute nel codice, c’è il “Whistleblowing” (da whistle-blower, “informatore”) relativo alla tutela del dipendente che segnala eventuali illeciti: il personale infatti deve collaborare ai fini del contrasto e la prevenzione della corruzione.

“Le segnalazioni di situazioni di illecito o irregolarità di cui sia venuto a conoscenza sul luogo di lavoro e durante lo svolgimento delle proprie mansioni arrivano direttamente a me. Al dipendente è garantito l’anonimato, la sua identità non viene rivelata”, spiega ad AbruzzoWeb la responsabile anticorruzione della Giunta regionale, Elena Sico, che sta lavorando a braccetto con il collega Giovanni Giardino, responsabile anticorruzione del Consiglio.

Verrà istituito anche un canale per la segnalazione degli illeciti anche da parte dei cittadini, accedendo anche in forma anonima, per comunicare eventuali fatti di cui dovessero venire a conoscenza.

DOPPI CONTROLLI SULLE SPESE DEGLI ASSESSORI

Nel codice vengono stabiliti maggiori controlli sulle spese degli assessori. Misure che probabilmente sono state introdotte dopo lo scoppio del caso dell’ex assessore Luigi De Fanis: a fare scalpore fu la spesa di 130 euro di soldi pubblici per una bottiglia di champagne.

“Ci sarà un doppio controllo – spiega la Sico – I responsabili delle segreterie verificheranno la regolarità delle spese sostenute dagli assessori regionali e la stretta correlazione delle stesse con le finalità istituzionali dell’amministrazione prima dell’invio della stessa ai responsabili della spesa delle direzioni regionali”.

AREE PIU’ A RISCHIO CORRUZIONE: ROTAZIONE DEI DIPENDENTI

L’elaborazione del piano anticorruzione è stata preceduta dall’individuazione delle aree a più alto rischio corruttivo. Un’analisi necessaria per capire quali comparti del personale sottoporre a rotazione triennale.

Tre le aree più “sensibili” c’è quella dell’Acquisizione e progressioni del personale, l’Affidamento di lavori, servizi e forniture e quella in cui si decide la concessione e l’erogazione di sovvenzioni e contributi.

Come spiega il direttore del Consiglio regionale, Paolo Costanzi, “i dipendenti non possono restare lì per più di 3 anni. Questo serve a ridurre il rischio che possano crearsi relazioni particolari tra amministrazioni e utenti, con il conseguente consolidarsi di situazioni di privilegio”.

PREMI ECONOMICI AI PIU’ “BRAVI”

Un fatto curioso è che il piano anticorruzione sia strettamente collegato a quello della performance: in sostanza, chi si impegnerà per la trasparenza e per la prevenzione di comportamenti che violano le regole, otterrà dei premi economici.

Come a dire che senza soldi, la sola lotta contro l’illegalità sarebbe una motivazione piuttosto debole.