L’AQUILA – La Giunta regionale, riunitasi oggi a L’Aquila sotto la presidenza di Luciano D’Alfonso, ha approvato il disegno di legge regionale “Rendiconto generale per l’esercizio 2016”.
Il disavanzo è stato calcolato in circa 765 milioni di euro, di cui però oltre 352 milioni sono rappresentati da accantonamenti previsti dalla legge, che non vanno calcolati nel piano di rientro decennale.
Un provvedimento a lungo atteso, che arriva al culmine di un immane opera di pulizia dei conti regionali, e di riaccertamento dei debiti e dei crediti effettivi, dopo anni di finanze allegre.
Una partita affannosa, che ha causato nei mesi scorsi le continue prese di posizione e bacchettate da parte della sezione regionale di controllo della Corte dei Conti, che ha imposto il blocco dei contratti e delle assunzioni in Regione Abruzzo. A complicare la grande opera una sentenza della Corte costituzionale del 5 marzo scorso, che ha bocciato l’approvazione dei rendiconti dell’esercizio finanziario 2013.
Il provvedimento approvato oggi sarà immediatamente inviato alla delegazione regionale della Corte dei Conti per il necessario “giudizio di verifica”, all’esito del quale verrà trasmesso all’esame dell’Assemblea regionale per il conseguente iter legislativo.
“La definizione del rendiconto 2016 – si legge in una nota – conclude il percorso di riallineamento, poiché la Regione fino all’8 agosto 2017, non aveva potuto approvare i rendiconti riferiti alle annualità 2013, 2014, 2015 e 2016. Il riallineamento contabile, consentirà, ora, di avviare un nuovo ciclo di bilancio nel rispetto del nuovo ordinamento contabile derivante dal decreto legislativo 118 del 2011”. Tradotto: se tutto andrà per il verso giusto, ovvero la Corte dei Conti non avrà nulla da obiettare, d’ora in avanti si potrà operare in regime ordinario, approvando nelle tempistiche i rediconti.
Nel provvedimento approvato oggi si legge che il risultato di amministrazione, al 31 dicembre 2016, è pari a 38.606.894,13 euro, mentre il disavanzo è pari a 765.174.356,94 euro, di cui 352.703.083,35 costituiscono la parte accantonata.





