L’AQUILA – Il sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Pescara, Gennaro Varone, va controcorrente e si schiera a favore del Sì al referendum sulla giustizia. Lo ha ribadito in una affollatissima assemblea che il Comitato per il sì ha organizzato al palazzetto dei Nobili all’Aquila.

Una presa di posizione coraggiosa, come hanno sottolineato molti dei presenti all’incontro, visto che non sono poi molti i  magistrati apertamente schierati in tal senso. Il presidente dello stesso comitato aquilano, l’avvocato Giulio Lazzaro, ha poi annunciato che il 10 marzo ci sarà anche l’intervento, alla sala Baiocco, dell’ex pm di Mani Pulite, Antonio Di Pietro.

“Questa riforma”, ha detto Varone, “aumenta le garanzie del cittadino e rafforza la professionalità di chi fa il pubblico ministero, quando qualcuno  parla di queste tematiche va considerato se ha un interesse proprio o della comunità: io vi posso garantire che in questo sistema, e io sono un pm, qualunque cosa cosa un magistrato abbia  fatto non sarà mai  chiamato a risponderne. Questo è il sistema più comodo del mondo. Io non sto facendo il mio interesse visto che questo sistema protegge tutti i magistrati. Io voglio un sistema che protegge il cittadino e la comunità. Perché questo accada il pm deve essere professionale: il primo effetto che avrà la separazione delle carriere deve essere un primo passo sulla responsabilità che assume il pm quando deve compiere delle scelte processuali e deve essere pronto a risponderne. Solo un magistrato disposto a ciò sarà più professionale.  L’indipendenza non  deve servire a rendere la vita professionale più facile ma sarà una garanzia per evitare scelte avventurose o arbitrarie”.

“Quando qualcuno si chiede se il pm sarà sotto l’effetto dell’esecutivo”, ha aggiunto, “se leggiamo le norme costituzionali, quella vecchia e quella nuova, mi dite dova sta la differenza?.  Chi vi dice che il pm sarà sottoposto al governo mente e non parla nel vostro interesse. Se poi chi dice queste cose, in genere, è un magistrato correntista è come chiedere al Re se vuole la Monarchia o la Repubblica. Se chiedete a un appartenente alle correnti se vuole il sorteggio o continuare a essere eletto scambiandosi i voti che cosa volete che vi dica?”.

“Quando  ci sono trasmissioni  su questo quesito vediamo spesso in Tv il dottor Nicola Gratteri e ci mettiamo sul banco del pm: la gente pensa che se lo dice Gratteri è giusto votare no. Ma non sappiamo come questo famoso procuratore si comporti nell’esercizio delle sue funzioni, probabilmente lo sanno gli imputati e, a maggior ragione quei cento imputati che sono stati arrestati e poi assolti. Quindi mettiamoci anche sul banco degli imputati cosa che, peraltro,  può capitare a ognuno di noi, nostro malgrado. Quando saremo seduti sul banco degli imputati, e il referendum deve essere letto in questa chiave, e vedremo entrare in aula un pm,  ma vedremo davvero entrare un pm come si vede in tv pronto a valutare le prove a favore dell’imputato o pronto a chiederci scusa se ha sbagliato? No, troveremo uno che si  batterà fino alla fine per le sue ragioni, infatti nessuno vuole perdere la faccia in aula, io per primo”.

“Dobbiamo chiedere al pm la lealtà processuale non fondata su teoremi, una scelta aderente al materiale raccolto e che sia completo; ma in un sistema come quello di oggi il pm non è stimolato a far bene, tanto qualunque cosa faccia, non gli succederà mai niente, se la scelta iniziale è stata avventata egli continuerà a insistere in quel senso.  Qui l’unica persona che ci può salvare,” ha detto in riferimento alla separazione delle carriere, “è il giudice che deve essere tanto distante dal pm quanto dalla difesa”. Non  si vuole, dunque, che ci sia questa colleganza che non porta buoni frutti.

“Il capo di un ufficio giudiziario”, ha poi aggiunto in relazione alle nomine, “è lui che stabilisce i criteri per esercitare l’azione penale, e decide chi può essere arrestato o meno. La nomina di un procuratore della Repubblica è fondamentale”. E la nomina “è la conseguenza della lotteria  che si fa nel Consiglio superiore della magistratura e che possiamo leggere nelle interviste sul libro dell’ex magistrato Luca Palamara”. E qui ci possono essere degli scambi di favore tra correnti avversati da chi vuole la riforma.

“Il Csm”, ha aggiunto precisando che non è un organo politico, “è formato per 2 terzi da magistrati eletti e un terzo da altri designati dal Parlamento,  ho sentito dire da alcuni, come il professor Alessandro Barbero, che con la riforma  la quota dei politici prenderà il sopravvento. Non è così, anche con la riforma in questo caso la quota dei politici sarà indicata dal Parlamento e non dal  governo mentre gli altri saranno sorteggiati.  Io, comunque, mi rifiuto di far parte di correnti”.

Con la riforma  la competenza disciplinare passa dal Csm all’alta Corte. “Avrà sempre una formazione per sorteggio”, ha detto Varone, “tranne i componenti designati dal presidente della Repubblica, con predominanza dei magistrati togati su quelli laici.  Ma un magistrato professionale, se sa il fatto suo, di cosa deve avere paura, se un magistrato trema come una foglia a ogni alito di vento meglio che cambia mestiere. La riforma garantisce il cittadino, garantisce la professionalità del pm, sottrae i magistrati al rischio  di essere ricattati nella carriera solo dalle correnti, la riforma spezzerà il potere delle correnti”.

Prima di lui era intervenuto il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, il quale presente in veste istituzionale, ha auspicato che come negli ultimi anni la politica si è rinnovata, anche la magistratura deve fare lo stesso,  e a suo dire, ancora non lo ha fatto, poi  ha citato casi di molti sindaci, di tutti i partiti, i quali hanno visto la loro carriera rovinata da gravi errori giudiziari.

Cesare Placanica, avvocato romano, fondatore del comitato “Sì riforma”, ha ribadito che, comunque, non ci sarà mai la dipendenza dei magistrati dal governo che devono restare autonomi come prevede la riforma stessa e mai avrebbe sostenuto una riforma che sostenesse una ipotesi del genere. Si voterà il 22 e 23 marzo.