L’AQUILA – Sarà Ersilia Lancia il nuovo assessore provinciale dell’Aquila: la nomina dell’avvocato aquilano, 38 anni, verrà ufficializzata questa mattina dal presidente Antonio Del Corvo, che si mostra pubblicamente seccato per questo nuovo cambio dovuto alle beghe interne a un partito rinato da poco, Forza Italia.

A uscire dall’esecutivo, a meno di clamorose sorprese, sarà Roberto Tinari, nominato lo scorso 27 maggio con la delega importante all’Urbanistica, e rimasto in carica 7 mesi.

Resta sul tavolo una pur ridotta possibilità che il rimpasto salti: al termine di un vertice tra le fazioni, infatti, oggi si è stabilito che i 5 consiglieri forzisti non possono ritirare la richiesta scritta che attualmente si trova nelle mani del presidente Del Corvo: solo quest’ultimo ormai può decidere di dire no al rimpasto, assumendosene la responsabilità, e ci saranno pressioni fino all’ultimo in tal senso.

Interpellato da AbruzzoWeb, l’interessato fa un po’ di pretattica. “Prima di scegliere i miei nuovi assessori sto aspettando che le varie anime di Forza Italia facciano pace, anche se mi sembra un po’ difficile – esclama il presidente – Certo è che una decisione andrà presa entro domani perché giovedì c’è Consiglio e voglio arrivarci con la Giunta fatta”.

Anche perché il mandato del nuovo componente dell’esecutivo sarà davvero breve: a questo giornale, infatti, Del Corvo conferma la volontà di dimettersi a fine gennaio per candidarsi come consigliere regionale. Inoltre, per quella data le Province potrebbero essere anche definitivamente abolite se si concretizzasse la voce di un decreto ad hoc del governo Letta.

La vicenda è nata perché dopo la rinascita del partito berlusconiano in Provincia è sorto il gruppo dei 5 consiglieri forzisti che si è scontrato con i 2 assessori dello stesso partito, Guido Liris e la vittima sacrificale Tinari.

Per questo motivo il gruppo di Fi, capeggiato da Gianluca Alfonsi, ha chiesto una nuova e diversa rappresentanza nella squadra di governo, con un assessore esterno aggiuntivo rispetto alla vice presidente, Antonella Di Nino.

Oggi si è tenuta l’attesa riunione tra i blocchi, presenti Liris, Alfonsi e gli altri quattro, più il segretario generale della presidenza della Regione, Antonio Morgante. La situazione si è leggermente ricomposta: il partito in Provincia proverà a parlare a una voce sola, ma era comunque troppo tardi per tornare indietro sulla proposta di rimpasto formalizzata in una lettera scritta.

In quella missiva è stato appunto proposto il nome della Lancia, affiancato a quello dell’esperto colonnello della Guardia di finanza Antonio Pace, ex sindaco di Rocca di Cambio. “Sono entrambe ottime figure – dice Del Corvo, senza sbilanciarsi alla vigilia – Deciderò io o il partito? Almeno questo lasciatemelo fare! Dopo tutto, come ha detto Giuliante all’inizio della vicenda, gli assessori sono uomini di fiducia del presidente…”.

Proprio Gianfranco Giuliante, assessore regionale, è in guerra con Liris per il dominio di Forza Italia nell’aquilano. Un duello che rispecchia quello a livello regionale tra il presidente della Regione, Gianni Chiodi, cui si appoggia Liris, e il deputato Fabrizio Di Stefano, cui è fedele Giuliante.

“Una guerra che non capisco – sbotta Del Corvo – Qualcuno pensa di prepararsi alla campagna elettorale per le elezioni regionali con le forze della Provincia dell’Aquila e questo non va bene. Ne risente l’attività amministrativa, c’è troppa strumentalizzazione ma noi siamo eletti per amministrare, la tensione politica va risolta in altre sedi”.

Una guerra che fa anche il gioco di Del Corvo, che non ha aderito alla nuova creatura forzista ma ha scelto di entrare nel Nuovo centro destra con il suo vecchio coordinatore regionale Filippo Piccone. Ncd è alleato ma non amico di Fi e quel partito che rinasce spaccato può portare consensi all’altro.

Ai leader di partito che dovranno trovare posti di governo una volta abolite le Province Del Corvo formula con sarcasmo “i migliori auguri. La gente non capisce queste cose – sottolinea – c’è una crisi clamorosa, le famiglie faticano ad arrivare a fine mese ma leggono queste liti politiche sui giornali, le vicende dei rimpasti: non credo sia edificante”.

Il presidente, infine, conferma le sue dimissioni a fine gennaio, che renderanno il mandato del nuovo assessore davvero breve, per potersi candidare in base ai paletti di legge alla carica di consigliere regionale.

“A seconda che la data sia 22 o 24 maggio mi dimetterò il 22 o 24 gennaio – conclude – Lo impone la legge, sì, ma alla luce di questi fatti la voglia mi viene ancora di più: in questo tipo di politica non mi ci rivedo”, conclude irato.