CIVITELLA ALFEDENA – “Smentisco categoricamente di appartenere alle forze dell’ordine, e che il nostro movimento sia una lista elettorale strumentale, che ha doppi fini, come scritto da vari organi di informazione”.
A parlare è Luca Tordella di Colleferro nel Lazio, leader di “Progetto Popolare”, forza politica che ha presentato oltre 180 candidati in 24 piccoli comuni italiani, e anche a Civitella Alfedena (L’Aquila), con lo stesso Tordella candidato sindaco.
Come riferito anche da AbruzzoWeb, la lista Progetto Popolare, che non ha eletto consiglieri, era stata accusata di essere “aliena”, visto che ha presentato in lista alcuni appartenenti a forze dell’ordine, e persone comunque non residenti in paese. Cosa confermata in un’intervista a Giancarlo Massimi, candidato sindaco con Civitella 3.0 poi risultato vincente, sostituendo la moglie Flora Viola, sindaco uscente.
L’ipotesi circolata è dunque che, come consente la legge, e come avvenuto anche in Abruzzo, questa lista sarebbe nata solo per poter far guadagnare un mese di ferie retribuite ad esponenti delle forze dell’ordine.
C’è infatti una norma, l’articolo 81 della legge 121 del 1981 (quella che riformò il comparto sicurezza), che recita: “Gli appartenenti alle forze di polizia candidati a elezioni politiche o amministrative sono posti in aspettativa speciale con assegni dal momento dell’accettazione della candidatura per la durata della campagna elettorale”. Andazzo che si è più volte ripetuto ance inaltri piccoli centi dell’Abruzzo.
Tordella, però, tiene a sottolineare che “mi sono candidato a Civitella Alfdena perché, con Progetto popolare, portiamo avanti un progetto politico incentrato sulla legalità, la trasparenza amministrativa e il dialogo e scegliamo di correre in piccoli paesi, per creare dal basso una nuova classe dirigente e affermare pian piano il nostro simbolo a livello nazionale. Lo abbiamo fatto a Civitella Alfedena e in altri 24 comuni. Nel Lazio abbiamo eletto più di un consigliere”.
E a Civitella, nella sua lista, tiene a precisare Tordella, “ci sono sì esponenti di forze dell’ordine, assieme ad altri, ma perché per noi il tema della legalità è prioritario, e non hanno comunque usufruito di ferie retribuite, come invece insinua qualcuno”.
Ma le voci che si erano diffuse tra gli elettori, spiega amareggiato Tordella, “ci hanno danneggiato non poco, siamo stati presi a male parole, accusati di voler strumentalizzare la partita elettorale”.
Tordella ammette che “anche in altre nostre liste, in altri Comuni, ci sono anche esponenti di forze dell’ordine, come è normale che sia, visto che siamo in democrazia ed è loro diritto candidarsi, ma senza doppi fini, le ferie retribuite non c’entrano nulla, e non c’è nessuno scopo subdolo, ma solo un progetto politico in cui fermamente crediamo”.






