L’AQUILA – Il sostituto procuratore dell’Aquila David Mancini ha chiesto l’archiviazione dell’ex presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, indagato per abuso d’ufficio in un’inchiesta parallela alla nota “Rimborsopoli” che qualche mese fa ha coinvolto 25 consiglieri e assessori tra cui lui stesso.
Nessun favoritismo, nessuna raccomandazione da parte di Chiodi alla donna con cui aveva una relazione extraconiugale, Letizia Marinelli, per farle ottenere il posto di consigliera di parità nel luglio del 2011.
Queste le risultanze degli accertamenti di Mancini, infatti secondo il pm la Marinelli ha regolarmente superato nelle selezioni 22 concorrenti e ha conquistato il posto, formalizzato con decreto ministeriale su designazione della Giunta regionale.
Inizialmente portata avanti dai pm pescaresi Giuseppe Bellelli e Giampiero di Florio, che seguono il procedimento principale, l’inchiesta satellite è nata dalle confessioni dell’allora governatore Chiodi sulla notte passata in un hotel di Roma con vista Pantheon con la donna che, poco dopo, avrebbe conquistato l’incarico di consigliera di parità.
La selezione, sempre secondo il pm, sarebbe avvenuta pubblicamente vagliando i titoli e i curriculum delle candidate. Una commissione esterna ha poi selezionato una rosa, che poi è stata rimessa alla Giunta per la valutazione, quindi inviata al ministero per la nomina.
“Quello di cui si parla non era un concorso pubblico e quella persona che oggi prende 200 euro al mese io non l’ho mai favorita – aveva detto Chiodi al termine dell’interrogatorio dei pubblici ministeri di Pescara – Il suo curriculum fu valutato da una commissione regionale di cui facevano parte pure i sindacati, compresa la Cgil. Immaginate che io possa andare dalla Cgil e chiedere di favorire una persona?”.
L’indagine era stata poi trasferita all’Aquila per competenza territoriale, luogo in cui è stata messa la parola fine.






