PESCINA – Una grande folla di persone, sindaco in testa, ha accolto la bara con il corpo di Christian Troiani, il carabiniere di 37 di Pescina (L’Aquila), trovato morto suicida in casa dalla moglie con la sua pistola d’ordinanza al fianco.

Il primo cittadino del centro marsicano, Maurizio Di Nicola, portava indosso la fascia ed era accompagnato dal gonfalone della municipalità, anche la salma del giovane vice brigadiere era ricoperta dal tricolore, salutato dal picchetto d’onore dei colleghi dell’Arma.

I funerali si sono svolti ieri nella chiesa di Santa Maria delle Grazie, a celebrare il rito il cappellano militare monsignor Giacomo Di Cecco che dal pulpito ha detto che “il silenzio e la preghiera potrebbero aiutare a superare questi momenti”.

L’amministrazione comunale, invece, ha salutato il compaesano con una frase di Preghiera in gennaio, canzone di Fabrizio De André dedicata al cantautore Luigi Tenco, morto suicida: “Lascia che sia fiorito Signore, il suo sentiero quando a te la sua anima e al mondo la sua pelle dovrà riconsegnare quando verrà al tuo cielo, là dove in pieno giorno risplendono le stelle”.

In chiesa il silenzio composto della gente è stato rotto solo dagli ordini impartiti dall’ufficiale di picchetto ai militari schierati e dalla commozione dei familiari, la moglie Assuntina in testa, e degli amici, con cui Troiani aveva passato l’ultima sera prima di compiere il gesto che a tanti pare assurdo. (red)