AVEZZANO – “Strategia di rilancio delle zone interne – rete territoriale – patto politico istituzionale”: questo il documento approvato oggi dal Consiglio comunale straordinario di Avezzano che ha dato mandato al sindaco di predisporre e promuovere presso le istituzioni di ogni ordine e grado una bozza di proposta di legge regionale.

Parlamentari, amministratori regionali, presidenti delle Province, rappresentanti delle associazioni di categoria e sindacali, sindaci e amministratori comunali, giornalisti e cittadini hanno affollato la sala questa mattina per il Consiglio comunale straordinario sulla valorizzazione delle aree interne promosso dall’amministrazione comunale di Avezzano, guidata dal sindaco Gianni Di Pangrazio, che ha riproposto il tema con il progetto europeo della Quinta Provincia, quell’area vasta, trasversale alle quattro esistenti che le politiche di coesione individuano come “aree interne dell’Abruzzo”.

Lo scopo del Consiglio comunale aperto è stato proprio quello di aprire “una fase di ascolto e confronto con i rappresentanti politici ed istituzionali; gli enti locali; le rappresentanze economiche, sindacali e sociali”.

In sala erano presenti, tra gli altri, i parlamentari Guido Liris, Etel Sigismondi, Luciano D’Alfonso e Michela Fina, e ancora gli amministratori regionali Mario Quaglieri, Marianna Scoccia, Massimo Verrecchia, Antonietta La Porta e Carla Mannetti. Hanno preso la parola anche il presidente della Provincia dell’Aquila Angelo Caruso; il presidente della Provincia di Chieti e sindaco di Vasto Vincenzo Menna; il presidente della Provincia di Teramo Camillo D’Angelo. E ancora i rappresentanti sindacali e delle associazioni datoriali e alcuni amministratori comunali. In sala erano presenti una trentina di sindaci della marsica ma anche amministratori da tutti i territori come il consigliere Gabriele Di Bucchianico, di Lanciano (Chieti).

Il progetto è stato consegnato a tutti i presenti nella forma di un vero “Libro bianco” al centro di tutti gli interventi della mattinata di lavoro.

In questo contesto, come riconosciuto anche dai parlamentari presenti, “Avezzano assume un ruolo di polo di riferimento della Marsica e interlocutore delle comunità interne”. Fase di ascolto che parte dai dati sullo “spopolamento, sull’ invecchiamento e sulla riduzione dei servizi essenziali, con effetti sulla qualità della vita e sulla tenuta delle comunità” per arrivare ad “individuare un principio istituzionale comune: considerare gli svantaggi territoriali quale criterio valutativo preliminare nella progettazione delle politiche e nella distribuzione delle risorse”.

La seduta si è aperta con un minuto di raccoglimento per i quattro militari italiani caduti in Bosnia.

A coordinare i lavori il presidente del Consiglio comunale Domenico Di Berardino. Al termine dei lavori l’assise civica ha approvato il documento che dà il via ad una fase di dialogo e confronto sul tema per arrivare ad ottenere leggi ad hoc e una migliore distribuzione delle risorse. Obiettivo, alzare il livello della qualità della vita delle aree interne, superare l’abbandono e sfruttare le potenzialità inespresse.

“La collaborazione è la capacità di far dialogare le identità – ha detto il sindaco di Avezzano Gianni Di Pangrazio, dopo aver preso la parola- Sono soddisfatto che questo invito a fare squadra su un tema così importante sia stato accolto da tutti”.

“Il programma di mandato – ha aggiunto il primo cittadino – ho voluto chiamarlo non a caso ‘Avezzano senza confini’, una frase che intendiamo tradurre in azioni concrete per porre le basi di un dialogo che ha al centro la valorizzazione delle aree interne”.

Nel suo discorso istituzionale rivolto alla platea il sindaco Di Pangrazio ha rimarcato come “l’approccio che si vuole proporre è quello di un cambio di paradigma per creare una strategia pubblica di sistema basata su una rete e un progetto. Occorre superare la marginalità e diventare epicentro di sfide vincenti grazie ad un modello di innovazione, resilienza e coesione territoriale”.

“In questa logica sono state avanzate proposte come quella dello ‘Statuto Speciale delle Aree Interne’ e della Zef (Zona economica fragile) con regole fiscali, economiche e di semplificazione amministrativa di ‘vantaggio’. Di contro a questa ipotesi, ciò che proponiamo è una ‘legge di sistema’ che combini servizi di prossimità, digitalizzazione, fiscalità differenziata, governance multilivello e autonomia amministrativa. Questo vuole essere oggetto di confronto e discussione”, ha concluso Di Pangrazio.

Il senatore di Fratelli D’Italia Guido Liris, nell’ intervento, si è focalizzato sulla capacità che il legislatore può mettere in campo in base alle sollecitazioni che arrivano dai sindaci: “Oggi le aree interne sono il tema dei temi della politica nazionale che sta entrando fortemente nella cultura di tutti noi e nell’agenda di governo”.

Ha sottolineato il deputato dem D’Alfonso: “Oggi Avezzano si elegge capoluogo delle aree interne, è il pensiero progettuale che disegna il capoluogo non la geografia o altro. C’è bisogno di una politica che programmi. La risorsa principale di Avezzano è il suolo non confinato”, ed è in questa ottica che D’Alfonso ha lanciato una sfida nel solco della modernizzazione e della digitalizzazione: “perché la Marsica non si candida per un aeroporto per i droni?”.

Ha ribadito la sua apertura alla collaborazione anche il senatore di FdI Etel Sigismondi che ha detto “i territori non si improvvisano” e “per riportare popolazione nelle aree interne d’Abruzzo occorre lavorare secondo un’ottica strategica più ampia”.

Il senatore del Pd Michela Fina ha parlato di “momento prezioso” e della necessità di “una formula, una strategia per frenare lo spopolamento ragionando sul miglioramento della qualità di vita partendo dal potenziamento dei servizi e quindi del benessere. Una vertenza da parte della Marsica è un qualcosa che aiuta l’intero Abruzzo”.

“Che cos’è un’area interna? – ha esordito così l’assessore regionale al ramo Mario Quaglieri, di FdI – È un agglomerato urbano lontano dai servizi: scuola, sanità, trasporti e con un basso tasso occupazionale. E la nostra Marsica incarna il concetto di area interna tra montagne e collegamenti svantaggiosi. Tre delle sette aree interne abruzzesi. ricadono nella Provincia dell’Aquila e due di queste sono individuate nell’area marsicana. Ma le aree interne hanno anche delle ricchezze: l’identità e la socialità. La nostra punta di diamante è la qualità della vita. Lo scopo è cercare di trovare una strada comune da percorrere insieme. Per risolvere il problema è necessaria una collaborazione interistituzionale e, naturalmente, risorse reali”.

“Quello che serve è proprio una strategia unitaria – ha ribadito la vicepresidente del Consiglio regionale Marianna Scoccia, di FI, nonché sindaco di Prezza, nel cuore dell’area interna della Valle Peligna – Dobbiamo unire gli sforzi verso progetti comuni e l’incontro di oggi ad Avezzano rappresenta un buon punto di partenza per un tema assolutamente di rilievo”.

Il capogruppo di FdI in Consiglio regionale e comunale Massimo Verrecchia ha ricordato “gli investimenti sulle infrastrutture e sulla lotta allo spopolamento da parte della Regione” – citando la legge regionale del 2021 e ricordando la battaglia del presidente Marsilio per una equa distribuzione dei fondi a livello sanitario nazional, per concludere con una significativa apertura – “raccoglieremo volentieri le vostre sollecitazioni affinché possano tradursi in atti e provvedimenti concreti”. Mentre la consigliera regionale di Fi Antonietta La Porta ha posto l’accento “sull’importanza delle risorse boschive” sottolineando che “negli anni si è alterata la vocazione del nostro territorio”.

“Abbiamo ascoltato tutta la realtà delle aree interne e da lì siamo partiti per stilare una proposta di legge regionale sul tema che presto verrà esaminata – ha detto la consigliera regionale Carla Mannetti, della Lega – Ringraziamo il sindaco di Avezzano per questo importante momento di incontro perché “ciò che abbiamo rilevato nel dialogo con la realtà delle aree interne è proprio la mancanza di coordinamento e di una strategia comune necessari così come una cabina di regia”.