L’AQUILA – Ci sono anche 32 abruzzesi tra le 517 persone falsamente residenti in Italia scoperte dalla Guardia di Finanza che percepivano indebitamente l’assegno (ex pensione) sociale.

La scoperta del raggiro, che sfiora i 17 milioni di euro, consentirà alle case dello Stato di risparmiare altri tre milioni per i prossimi esercizi.

L’indagine di Guardia di Finanza e Inps, denominata ‘Italians out’, è stata condotta dai finanzieri del Nucleo speciale spesa pubblica e repressione frodi comunitarie, che hanno analizzato i dati forniti dall’Inps e scoperto centinaia di cittadini italiani che, dopo aver ottenuto l’assegno sociale, continuavano a percepirlo pur essendosi trasferiti all’estero.

Una riscossione illegittima, perché in violazione di uno dei requisiti essenziali, quello della stabile residenza. Le persone denunciate – l’accusa è di truffa aggravata ai danni dello Stato e della collettività – continuavano a riscuotere l’assegno attraverso l’accredito sul proprio conto corrente, oppure tornando saltuariamente in Italia al solo scopo di ritirare i soldi allo sportello.

L’operazione ha riguardato 19 regioni e 81 province e i controlli sono stati eseguiti dai Reparti della Guardia di Finanza competenti per territorio.

Nel dettaglio, la regione dove si è verificato il più alto picco di irregolarità è la Sicilia, con la denuncia di 123 soggetti per un totale di 3 milioni e 700 mila euro di emolumenti illecitamente percepiti. Seguono la Campania (98 denunciati, 3 milioni 400 mila euro indebitamente percepiti), la Calabria (75 denunciati per 2 milioni 400 mila euro); il Lazio (48 denunciati per 1 milione 600 mila euro), la Puglia (29 denunciati per 900 mila euro); l’Abruzzo (32 denunciati per 837 mila euro) e l’Umbria (9 denunciati per 553 mila euro illecitamente riscossi).