ASCOLI PICENO – Poco più di tre mesi è  il tempo intercorso dal 18 aprile, giorno della scomparsa di Melania Rea, all’arresto del marito, Salvatore Parolisi, avvenuto questa mattina su indicazione del Gip Carlo Calvaresi che ha accolto la richiesta dei Pm ascolani dopo novantadue giorni di indagini.

Questi i momenti salienti dell’indagine.

Il 18 aprile Carmela “Melania” Rea, 29 anni, di Somma Vesuviana (Napoli) scompare.

Secondo il marito, il caporalmaggiore dell’esercito Salvatore Parolisi, lei, lui e la figlia di 18 mesi erano andati al pianoro di Colle S. Marco (600 metri altitudine), colle che sovrasta Ascoli, a meno di 10 km di distanza, nel primo pomeriggio, quando la donna si è allontanata per andare al bagno al vicino ristorante Il Cacciatore, e non è più tornata.

Il 20 aprile Melania viene trovata morta, assassinata con una trentina di coltellate, presso il chiosco della pineta, nel “bosco delle casermette”, in località Ripe di Civitella del Tronto, in provincia di Teramo.

Il luogo è a meno di dieci chilometri dal pianoro di Colle S. Marco, sulla stessa “montagna dei fiori”, ma a 1200 metri di quota.

A segnalarne la presenza un telefonata anonima, rimasta ancora tale, fatta da un uomo da una cabina telefonica della città di Teramo.

Vicino al chiosco in questione, si svolgono spesso esercitazioni di tiro e di altro genere da parte dei militari e delle reclute del 235mo reggimento Piceno di Ascoli, l’unico in italia che addestra reclute femminili.

Il 21 aprile la salma di Melania viene trasferita all’obitorio dell’ospedale di Teramo, per una prima autopsia.

Il 22 aprile nell’area del ritrovamento del cadavere viene trovata una seconda sim card telefonica.

Il 22 aprile fonti investigative riferiscono che l’autore della telefonata anonima è un “cercatore di funghi” spaventato, che si trovava in zona per caso.

Il 23 aprile arriva la conferma che nel bosco delle casermette sono stati trovati anche orecchini di Melania e tracce di sangue.

Lo stesso giorno per il comandante provinciale dei carabinieri di Ascoli la “scena del crimine è compatibile con quella del ritrovamento”.

Il 26 aprile proseguono le indagini serrate e si raccolgono numerose testimonianze; secondo gli inquirenti è da privilegiare la pista passionale.

Il 3 maggio i primi testimoni che smentiscono la versione del marito di Melania sulle modalità della scomparsa della donna.

Il 6 maggio Salvatore Parolisi, marito di Melania, viene ascoltato dagli inquirenti come persona informata sui fatti.

Lo stesso giorno l’attenzione dei Ros si appunta su un coltellino trovato nel bosco il 9 maggio e scattano nuovi accertamenti sul cadavere di Melania.

Il 10 maggio si scopre che Parolisi aveva un’amante, una ex recluta di Sabaudia di 27 anni: la ragazza, L.P., ora in servizio a Lecce, conferma la relazione e viene interrogata per 11 ore.

Lo stesso giorno Parolisi viene smentito da Raffaele Paciolla, amico agente di custodia carceraria, e residente a Folignano (Ascoli) nella stessa palazzina di Salvatore e Melania.

“Parolisi dormì da me la sera del 20 aprile e non il 18”, sostiene l’agente.

Il 10 maggio Parolisi viene interrogato per otto ore dai magistrati

L’11 maggio avviene un nuovo interrogatorio di Parolisi da parte degli inquirenti e il caporalmaggiore conferma la sua versione originaria sulla scomparsa della moglie.

Lo stesso giorno la madre di Melania dice che il suo telefono squillò senza risposta fino alle 19 del 18 aprile.

Il 13 maggio viene effettuata una seconda autopsia a Teramo, sotto esame del medico legale Adriano Tagliabracci e dei suoi collaboratori, soprattutto i tagli e le coltellate inferte probabilmente dopo la morte di Melania, dopo l’autopsia, la salma viene restituita alla famiglia.

Il 15 maggio si svolgono i funerali di Melania a Somma Vesuviana (Napoli).

Il 17 maggio ci sono nuove audizioni di personale del mondo militare (caserma Clementi di Ascoli)

Il 18 maggio altri testimoni non confermano la presenza di una donna a Colle S. Marco il 18 aprile 19 maggio, perquisizione disposta magistratura in casa di Parolisi a Folignano e numerosi sequestri di materiale

Il 26 maggio Parolisi nomina due legali anche se non è indagato: Walter Biscotti e Nicodemo Gentile, gli stessi che assistono la famiglia di Sarah Scazzi.

Il 13 giugno un testimone riferisce che il sette giugno Parolisi ha armeggiato con oggetti nascosti ai bordi di un campo sportivo di Folignano, tra questi si scoprirà che c’era un altro suo telefonino.

Il 16 giugno Parolisi conferma che il telefono trovato a Folignano è suo e lo usava per comunicare con la sua amante.

Il 21 giugno Parolisi viene iscritto al registro degli indagati per omicidio volontario e la famiglia Rea si costituisce parte civile.

Il 29 giugno tra nuovi sopralluoghi degli investigatori sul luogo del ritrovamento del corpo la procura ascolana chiede il sequestro dell’auto di Salvatore Parolisi.

La vettura era già stata ispezionata nelle settimane scorse ma probabilmente non basta.

Il 19 luglio (stamattina) l’esecuzione della misura restrittiva per Salvatore Parolisi, nel carcere di Ascoli Piceno.