LONDRA – Anche queste Olimpiadi finiranno.
Finiranno le Olimpiadi e finiranno le polemiche per i missili sui tetti dei palazzi che garantiscono la sicurezza (?) contro il terrorismo e tornerà, finalmente, il solito, vecchio incubo terrorismo, quello che fa pensare e tremare la gente di Londra ogni giorno così, come se fosse qualcosa di assolutamente normale.
Finiranno i balletti mediatici dei politici e della gente dello spettacolo, ma finiranno anche i balletti della gente che cerca di imitare entrambi.
Finirà lo strazio lavorativo di steward e hostess, di uomini e donne delle pulizie, di camerieri, pizzaioli, lavapiatti, commesse. Si tornerà all’antico strazio lavorativo, una volta spazzate le strade e tolti i vessilli di London 2012.
Forse, si lamenteranno un po’ le signorine che non incasseranno più così tanto affittando il proprio corpo, ma Londra garantisce un certo giro di affari tutto l’anno, quindi niente crisi, solo un indolore ridimensionamento.
Qualche buona mancia in meno per camerieri e cameriere, qualche ora di lavoro in meno per loro, perché se il ristorante non è ‘busy’, a turno si va a casa prima. Il mercato, il massimo comune governatore.
Finiranno di prostituirsi tanti giornalisti venuti in England da ogni parte del mondo e finiranno di evitare di prostituirsi pochi giornalisti venuti in England da ogni parte del mondo.
Finiranno le lunghe code per assistere alle gare, si spegneranno le urla di gioia dei vincitori e si asciugheranno le lacrime degli sconfitti. Finiranno le Olimpiadi e tutto il caos bello e brutto che si portano dietro.
Finiranno di ubriacarsi con una valida scusa inglesi, tedeschi, polacchi, romeni, lituani, brasiliani, portoghesi, bulgari.
Li bacchetteranno i musulmani più indottrinati, quelli che rifiutano una ‘tit wank’ da una biondina, “perché così sta scritto”, e se ne fregheranno i musulmani più globalizzati, quelli che hanno preso possesso della zona dello stadio, anzi, dell’Accademia del Calcio, Boleyn Ground, tempio del West Ham United, un altro anno di gloria prima del trasferimento dei ‘claret & blue’ in uno stadio olimpico, con una dannata pista di atletica a rovinar l’atmosfera dura e pura dei cockney.
Londra continuerà a vivere anche a riflettori di London 2012 ormai a nanna. Continuerà a far fare soldi a pochi eletti e a far credere di poter fare soldi a moltissimi non eletti.
E continuerà far rispettare diverse regole e a permettere che se ne ignorino altre: telecamere a coprire ogni angolo, burocrazia snella, zero tutela (quindi zero tituli?) dei lavoratori, università impossibili da pagare per chi non ha un gran bel conto in banca.
Tanta fame nella cara, vecchia Londra. Solo ben mascherata, ma solo agli occhi di chi non li sa usare, in un mare di ‘sterle’, le sterline, che girano 24 ore su 24 per mantenere il respiro a questa femmina assurda e tentatrice che non la smette di attirare chi ha sempre avuto fame e chi la fame ha iniziato a conoscerla.
God bless you, London.






