ROMA – È il giorno del Napolitano bis.
Il Capo dello Stato, rieletto presidente della Repubblica con 738 voti sabato scorso, terrà il proprio discorso di insediamento davanti alle Camere riunite alle 17.
Ci sarà poi il picchetto d’onore alle 17.45 e infine il rientro al Quirinale alle 18 per mettersi subito al lavoro, in vista della formazione di un nuovo governo.
Anche se i nodi da sciogliere sono ancora molti: una delle ipotesi è la nascita di un esecutivo del presidente, con in pole Giuliano Amato ed Enrico Letta. Ma Rosy Bindi ha già bocciato Letta premier: “La nostra gente non vuole le larghe intese”.
La scelta del Napolitano bis è stata contestata soprattutto da Movimento 5 Stelle, Sel e Rifondazione comunista, ma anche da una parte dei militanti del Pd, che fin dal primo momento hanno annunciato battaglia.
A livello locale il Pd si è spaccato sul nome dell’aquilano Franco Marini, ex presidente del Senato e tra i fondatori del partito, inizialmente indicato come il nome giusto con l’accordo del Pdl.
Tra i franchi tiratori, la senatrice del Pd Stefania Pezzopane, che ha annunciato su Twitter di aver votato Stefano Rodotà, il candidato proposto da grillini e Sel.
Una scelta che le ha fatto piombare addosso le critiche dei deputati Tommaso Ginoble e Vittoria D’Incecco e del capogruppo in Consiglio regionale, Camillo D’Alessandro.
“Con il voto a Napolitano si è tradito il Paese”, ha detto la senatrice aquilana, Enza Blundo, del M5S, mentre per Fabrizio Di Stefano, deputato e vice coordinatore del Pdl abruzzese, “l’esito del voto è la dimostrazione che a sinistra la fazione ha la meglio sulla Nazione”.






