CHIETI – In Abruzzo, come nel resto d’Italia, nell’ultimo anno un visitatore su due è entrato gratuitamente nei Musei archeologici nazionali di Chieti ovvero Villa Frigerj e La Civitella, e di Campli: sono 6.702 i cittadini che hanno avuto accesso gratuito fra over 65, under 18, insegnanti, giornalisti, 802 i visitatori che hanno pagato nei primi 3 mesi del 2010.

Lo rivela la Uil Beni culturali Questi dati collocano l’Abruzzo al sesto posto tra le 17 regioni sedi di musei nazionali, con una percentuale del 79 per cento sul totale dei visitatori venuti a visitare i reperti archeologici tra gennaio e marzo di quest’anno.

Mentre l’altro principale Museo Nazionale, quello de L’Aquila è inagibile a causa del terremoto.

“Ma il problema reale, che attanaglia i beni culturali – sostiene la Uil – è l’esiguità del personale addetto ai servizi di vigilanza e l’età media di questi lavoratori, che in molti casi si avvicina alla pensione. Spesso i Musei statali abruzzesi sono aperti grazie alla disponibilità del personale che ad esempio per quelli archeologici può contare su solo 44 addetti per l’intera regione, compresa l’apertura anche delle aree archeologiche in provincia di Chieti ovvero Iuvanum, e L’Aquila ovvero Amiternum, Sulmona. Per non parlare della manovra economica che per i prossimi cinque anni si abbatterà sui beni culturali con un taglio di 2,3 miliardi”.