PESCARA  – Non risultano ancora indagati nell’inchiesta sul mare sporco a Pescara, ma il sindaco Marco Alessandrini si prepara ad essere ascoltato in Procura, e ha chiesto al noto avvocato Vincenzo Di Girolamo, un parere legale.

Alessandrini è ritenuto responsabile della mancata ordinanza preventiva per vietare la balneazione nel tratto di mare in corrispondenza di via Balilla, interessato il 28 luglio scorso dallo sversamento di liquami, a seguito della rottura dell’impianto fognario di via Raiale.

Ci sono già una quarantina di bagnanti che si sono rivolti a un pool di legali, messo a disposizione dal comitato promotore della class action, organizzato da Paolo Leonetti, per richiedere i danni al Comune.

Si sono rivolti alla magistratura anche i parlamentari del M5s Gianluca Vacca e Andrea Colletti. E con un secondo esposto, i consiglieri comunali del centrodestra al Comune di Pescara, dove sono in arrivo anche due distinte nozioni di sfiducia, del centrodestra e del Movimento 5 stelle. la Procura ha già disposto il sequestro di documenti preso gli uffici comunali e quelli dell’Agenzia regionale tutela ambientale.

L’ex vice sindaco e assessore nella precedente giunta di centrodestra Berardino Fiorilli sollecita il Comune al fine di istituire una commissione speciale d’indagine per esaminare il comportamento del sindaco in merito alla questione del mare sporco.

Il sindaco è però convinto di essere dalla parte della ragione: quell’ordinanza è rimasta nel cassetto, perché il sindaco, prima di allarmare la popolazione con i divieti, voleva attendere i risultati delle analisi successive effettuate proprio il primo agosto e rese note il 3, in cui sono risultati valori nella norma. E ha più volte accusato le opposizioni di voler strumentalizzare la vicenda solo per ragioni politiche.