SULMONA – “Un Tavolo permanente e unitario di crisi e di programma, utile non solo a fronteggiare le crisi aziendali, ma anche e soprattutto a delineare una strategia di sviluppo, di uscita dalla crisi e avvio di una nuova fase economica per la Valle Peligna”.

A chiederlo il gruppo consiliare provinciale del partito democratico, all’indomani dell’annuncio da parte della proprietà della chiusura dello stabilimento di Corfinio della Coca Cola.

“Per decine di famiglie, per molti giovani, per le imprese dell’indotto – afferma il capogruppo Enio Mastrangioli – il futuro assume i caratteri dell’incertezza e della precarietà, acuendo il malessere sociale già pesante a causa della crisi in atto e della diminuzione del potere d’acquisto dei salari”.

Secondo gli esponenti provinciali del Pd, per la Valle Peligna sembra non esserci più freno al suo declino industriale e produttivo, “un territorio ormai prossimo a diventare un ‘cimitero’ di capannoni dismessi e abbandonati all’incuria del tempo”.

“Non è nemmeno accettabile che questo territorio sia utilizzato finché serve per poi essere abbandonato in virtù di processi di ristrutturazione di cui beneficiano altri territori – prosegue Mastrangioli – è quest’aspetto che rende plastica e concreta la debolezza politica della Valle Peligna la sua difficoltà istituzionale e sociale a pesare e contare di più nello scenario regionale”.

“Grave è la responsabilità di coloro, Governo Nazionale e Regionale, che hanno fatto morire l’Accordo di Programma sulla Valle Peligna – conclude l’esponente del Pd – impegno previsto dal il Protocollo d’Intesa del 20 febbraio 2008, sottoscritto da tutte le Parti Sociali a seguito di una forte e convinta mobilitazione unitaria territoriale”.