L’AQUILA – Un Consiglio regionale, il primo dopo la pausa estiva, filato liscio come l’olio. Ma è solo una tregua armata, nel centrodestra del presidente Marco Marsilio, di FdI, favorita dal fatto che non erano all’ordine del giorno i temi pesanti che lacerano la maggioranza e, trasversalmente, tutti i suoi partiti. Con la possibilità anche di clamorosi cambi di casacca.
Innanzitutto una delle riforme chiave, quella della gestione dei rifiuti. Con il redde rationem che è stato solo rinviato alla prossima seduta dell’8 ottobre. E poi ci sarà da trovare la quadra su altre misure esplosive, come la riforma del ciclo idrico con due ambiti e la riduzione dei gestori da sei a due, la nuova legge elettorale con il collegio unico regionale, il rinvio, l’ennesimo, della fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore in una nuova città metropolitana al 2029.
Sui rifiuti, il capogruppo di FdI, l’avezzanese Massimo Verrecchia, nella prossima seduta dell’8 ottobre è pronto a presentare l’emendamento della discordia, che prevede l’introduzione di sub-ambiti che possono avere voce in capitolo e una relativa autonomia del piano di gestione e programmazione, in un territorio molto più ristretto, soprattutto in vista delle future gare per scegliere il gestore, rispetto allo schema uscito dalla legge di maggio e poi dalla relazione tecnica dell’Autorità per la gestione integrata dei rifiuti urbani (Agir), per la quale ci devono essere quattro ambiti provinciali, con la drastica riduzione delle società di gestione dei rifiuti, pubbliche e private, e un unico organo di indirizzo e controllo regionale.
Nonostante, nella riunione di lunedì sera a Palazzo Silone, Marsilio, assieme al senatore e coordinatore regionale Etel Sigismondi, al consigliere regionale con delega ai rifiuti, Nicola Campitelli, al sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, che è anche presidente dell’assemblea dell’Agir, tutti di Fdi, avesse detto chiaro e tondo a Verrecchia che il ritiro dell’emendamento rappresenta la posizione del partito, Verrecchia non ha fatto passi indetro e si scntrato duramente con Marsilio. Alla riunione avrebbe dovuto partecipare anche il senatore Guido Liris, nella veste di vicecoordinatore regionale Fdi. Si apprende anche che era presente l’assessore regionale al Bilancio, Mario Quaglieri, marsicano, schierato, questa volta, con Verrecchia.
Incassato il diktat, in tutta risposta Verrecchia ha disertato ieri la Prima commissione Bilancio, facendo saltare il numero legale.
Oggi Marsilio era assente, ed arrivato solo a fine seduta, nessun esponente del centrodestra ha voluto commentare in materia di rifiuti. Lapalissiana la risposta del consigliere Paolo Gatti di FdI, presidente commissione Sanità, “il tema non è all’ordine del giorno”. Il capogruppo della Lega, Vincenzo D’Incecco, presidente della prima commissione Bilancio, si è limitato a dire: “chiedete ai colleghi di FdI”. Da Marilena Rossi di FdI, è però arrivato “no comment”, come pure da Leonardo D’Addazio.
La spaccatura intorno ai rifiuti rischia, insomma, di innescare la battaglia più cruenta nel centrodestra di tutti i sette anni di legislatura.
E questo perché tutti i partiti sono divisi al loro interno, non solo Fdi.
L’emendamento che vuole introdurre i sub-ambiti è promosso da Verrecchia e dalla vicepresidente del Consiglio regionale Marianna Scoccia, sindaco di Prezza, di Noi Moderati, uniti dall’obiettivo di evitare che l’Asm dell’Aquila inglobi, con l’ambito unico provinciale, le società di gestione della Marsica, Aciam e Segen, e della Valle Peligna, il Cogesa.
Ma l’emendamento porta la firma, che è anche una dichiarazione di presa di posizione politica, in FdI, dell’assessore al Bilancio Quaglieri e di Leonardo D’Addazio, in Forza Italia del presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, del sottosegretario di Giunta Daniele D’Amario e del capogruppo Emiliano Di Matteo, nella Lega di Vincenzo D’Incecco, capogruppo, in Marsilio Presidente di Luciano Marinucci.
E cìè anche chi, pur non avendo firmato, da quello che si apprende, sta con Verrecchia, e sarebbe il caso di Francesco Prospero di FdI. Corre voce che tra i favorevoli ci siano anche altri assessori, oltre a Quaglieri.
Contro i sub-ambiti e allineati alla posizione di Marsilio e del sindaco Biondi, che in questa partita ha dato anche dentro l’Emiciclo una prova di forza e influenza, ci sono in Fdi Nicola Campitelli, che ha la delega ai rifiuti, Paolo Gatti, Luca De Renzis, Maria Assunta Rossi, e Marilena Rossi. in Marsilio Presidente Giampaolo Lugini, tesserato FdI.
Nella Lega, Carla Mannetti, in Forza Italia Antonietta La Porta. E anche qui i due partiti sono divisi, al pari di FdI e di Marsilio Presidente.
Il problema per Marsilio non è dunque tanto trovare la quadra su quanti ambiti suddividere la gestione territoriale dei rifiuti, ma tenere unita la sua maggioranza e passare indenne le forche caudine.






