L’AQUILA – I piedi piantati per terra e la testa fra le nuvole.
Così si definisce Simone Silveri, aquilano di 32 anni, che divide la sua vita tra due grandi passioni: quella per le freccette, che lo ha portato a diventare campione regionale (nel 2010 e 2011), e quella per il volo, nata da bambino e grazie alla quale ha aperto una scuola di pilotaggio.
Grazie al secondo posto ottenuto in Coppa Italia, Simone parteciperà ai campionati europei che si svolgeranno a fine luglio a Vienna, dove arriverà “in volo”.
Sarà proprio con il suo aereo, infatti, che insieme ad altri due compagni della “Silver Dart” (Roberto Silveri, Pietro Silveri, Enver Kurtisi e Roberto Federico), la squadra con la quale ha fatto incetta di premi negli ultimi anni, Simone arriverà in Austria e, indossando la maglietta dell’Italia, tenterà di conquistare il titolo europeo.
Come ci riuscirà lo racconta in questa intervista, in cui svela il segreto per diventare un campione di freccette e cosa significherebbe per lui sfidare uno dei più grandi giocatori del mondo, Phil Taylor.
Com’è nata la sua passione per le freccette?
È iniziato per gioco durante le serate trascorse con gli amici al pub. Solo tre anni fa è iniziato a diventare qualcosa di più serio, quando ho partecipato al torneo organizzato dalla Fedi (Federazione electronic dart italiana, ndr) nel bar “Pantera Rosa” di Preturo. In quella occasione è nata la squadra “Ji Bravi Quatrani”, nella quale giocavano anche i miei zii.
Una passione di famiglia…
Assolutamente sì. Anche mia sorella gioca a freccette. Con lei ho partecipato a un torneo in Umbria, la nostra squadra si chiamava “L’Aquila e il drago”. Ci siamo piazzati al quinto posto, non male per essere alle prime armi! Questo torneo ci ha dato l’accesso in nazionale.
Quando si è composto il team vincente della Silver Dart?
Abbiamo iniziato a giocare nel 2010. In squadra ci sono i miei zii e il forte legame che ci unisce crea un’armonia perfetta nella squadra. È anche grazie a questa forza che siamo riusciti ad arrivare alla vittoria nel 2010 nel campionato regionale, sia nel singolo che nella squadra.
A settembre avete giocato in Coppa Italia, arrivando al secondo posto come squadra e lei come singolo. Questo dà l’accesso agli europei che si terranno a fine luglio a Vienna. È emozionato all’idea?
L’idea di indossare la maglia dell’Italia mi riempie di emozione. Oltre me ci saranno anche Roberto ed Enver. La cosa curiosa è che, da bravi rappresentanti dell’Aquila, arriveremo lì in volo. Partiremo con l’aereo da Preturo e atterreremo proprio a Vienna.
Arriviamo quindi all’altra sua passione, il volo. Com’è nata?
Mio padre volava e fin da piccolo l’ho accompagnato in numerosi voli che ha fatto. Dopo le scuole superiori ho iniziato l’università, ma poi l’ho lasciata e ho preso il brevetto da pilota.
Diciamo che mi sento i piedi per terra ma ho la testa fra le nuvole…
Tornando alle freccette. Quando ha cominciato con questo sport, si aspettava di arrivare a questi livelli?
All’inizio no. Poi piano piano, iniziando a conoscere di più l’ambiente e testando le tue capacità, ti rendi conto che puoi ambire ad arrivare in alto.
Quanto tempo dedica a questo sport?
Mi alleno due o tre volte a settimana, per circa due ore ogni volta.
Qual è la qualità che si deve possedere per diventare campioni di freccette?
L’autocontrollo, sia mentale sia fisico. Per mirare bene non basta un buon movimento del braccio, ci vuole anche una grandissima capacità di concentrazione. Mi piace riuscire a controllarmi e credo di riuscire bene in questo. Anche le altre attività che ho praticato, dall’andare in moto alle gare di apnea, mi hanno aiutato in questo.
C’è un campione, a livello mondiale, che sogna di sfidare?
Se penso a un campione, mi viene in mente Phil Taylor, uno dei più grandi in questa disciplina. Giocare contro di lui significherebbe giocare ai mondiali, quindi certo che mi piacerebbe!



