L’AQUILA – “Non è l’arcidiocesi dell’Aquila che stanga gli imprenditori quando deve vendere terreni, ma il Consorzio per lo sviluppo industriale che li stima a prezzi irrisori e fuori mercato, e per questo siamo in causa come tanti altri proprietari privati”.
Ribalta la questione il vice presidente dell’Istituto diocesano per il sostentamento del clero dell’Aquila, Francesco D’Ascanio, interpellato da AbruzzoWeb dopo la denuncia di un proprietario di capannone che si è visto richiedere 120 mila euro dall’ente della Curia, dopo averne pagati solo 24 mila sette anni fa.
Una stima molto bassa, che era quella d’esproprio da parte del Consorzio, ma che si è rivelata esageratamente ottimistica. Proprio questo aspetto è contestato da D’Ascanio.
“Il Nucleo – attacca l’architetto – valuta le aree da espropriare a prezzi veramente irrisori, assolutamente fuori mercato. I nostri consulenti tecnici e giuridici hanno improntato una causa sulle modalità del calcolo, abbiamo un contenzioso aperto da anni”.
Inoltre, D’Ascanio evidenzia che “il Consorzio pratica prezzi differenti anche in relazione alla singola destinazione d’uso. Ma un lotto edificabile – obietta – esiste anche perché esistono strade e parcheggi, anche questi hanno lo stesso valore, c’è giurisprudenza. Il prezzo deve essere unitario”.
Il vice presidente parla di un fenomeno “sistematico, assegnano a un certo prezzo salvo che il proprietario lo impugni. E puntualmente avviene, ecco perché ci siamo presentati al tribunale civile”.
C’è anche un secondo aspetto che tocca le valutazioni, quello delle ‘sveltine’ che portano un’area industriale a diventare d’uso differente.
“Il nucleo dovrebbe promuovere le attività produttive – ricorda D’Ascanio – ma dove la nobile iniziativa produttiva si trasforma in direzionale e commerciale fanno concorrenza. All’Aquila ci sono più centri commerciali nei nuclei industriali che nelle aree commerciali!”.
“A queste condizioni – sbotta – il valore non può essere come quello dell’insediamento Fiat a melfi, che espropria 50 ettari e dà occupazioni a migliaia di persone!”.





