L’AQUILA – “I pericoli derivanti dall’amianto sono minori dove c’è un’esposizione parziale e transitoria. Spero che questo sia il caso dell’Aquila”.

Il professor Umberto Veronesi, direttore scientifico dell’Istituto europeo di oncologia, in città “per la quarta volta dopo il terremoto”, come ha ricordato lui stesso, ha partecipato questo pomeriggio al convegno scientifico su “Il tumore della mammella in età giovanile” che si è tenuto presso l’aula magna del polo universitario di Coppito.

Un approfondimento sulle malattie legate al seno, ma anche un’occasione per riflettere sui rischi derivanti dall’eternit, presente tra le macerie del terremoto ormai da tre anni.

“È un problema difficile da valutare perché l’amianto può causare danni molto gravi solo dove c’è un’esposizione forte e continua, come nel caso di Casale Monferrato”, ha spiegato rispondendo ai giornalisti.

Proprio sulla situazione del capoluogo colpito dal sisma, l’ex ministro ha detto: “qualche segnale di ripresa c’è, ma ancora molto deve essere fatto”.

Entrando nel merito del convegno, che rientra nell’ambito del progetto “Primavera abruzzese, 99 volte in rosa”, organizzato dalla Scuola italiana di Senologia, per rendere ancora più marcata la conoscenza di dati, metodologie e indicazioni sul tumore al seno, in modo tale da rendere più efficace la prevenzione, Veronesi ha sottolineato l’importanza della diagnosi precoce.

“Nella cura del tumore alla mammella – ha spiegato – molto dipende anche dalla capacità delle donne di sottoporsi a controlli periodici”.

“La prevenzione – ha spiegato durante la lectio magistralis davanti a una platea di universitari – è comunque molto difficile perché non ne conosciamo le cause precise ma solo i fattori di rischio”.

Veronesi non ha mancato di plaudire l’iniziativa che ha definito “un importantissimo modello che dovrebbe essere applicato a tutte le Regioni perché si avvicina alla gente anche con il piacere delle manifestazioni d’arte, di musica e intrattenimento”.

Moderatore dell’incontro di oggi, il dottor Gian Paolo De Rubeis, uno dei primi a portare la senologia in Abruzzo e uno dei primi allievi di Veronesi.

“L’incidenza di questa malattia nella nostra regione rispecchia la tendenza nazionale, con circa 6 donne su 100 affette dalla patologia. La sensibilizzazione è indispensabile per la lotta al tumore. Quanto prima si  scopre il tumore, tanto maggiore è la percentuale di guarigione. Oggi, grazie a una diagnostica precoce perfetta, abbiamo il 90 per cento delle donne che dopo 5 anni sono ancora viventi. Un risultato davvero ottimo”. (e.m.)