SULMONA – Svolta nelle indagini sull’incendio del monte Morrone, dove le fiamme sono divampate  il 10 agosto e dopo lunghe e complesse operazioni, è stato dichiarato spento nei giorni scorsi dopo oltre un mese: la Procura di Sulmona ha infatti sequestrato una serie di atti atti nella sede del Parco Nazionale della Maiella, a partire dai piani di sicurezza.

La documentazione – ha rivelato il TgR Rai – è stata prelevata dagli uffici dell’Abbazia Celestiniana ed entra a far parte del fascicolo aperto sull’incendio che ha distrutto almeno mille ettari di vegetazione.

“Un atto dovuto”, secondo il commissario straordinario dell’area protetta, Lucio Zazzara che spiega: “I passaggi formali ci sono tutti e gli interventi sul territorio sono stati tanti”. “Il problema – aggiunge – è che quasi la totalità dei roghi di questo tipo sono di natura dolosa”.

L’ipotesi di un gesto intenzionale è stata subito considerata ma al momento l’inchiesta resta contro ignoti.

Gli inquirenti stanno ricostruendo la catena delle responsabilità sia durante la prima emergenza sia nella seconda fase di continua ripresa dei focolai.

Quattro milioni e 600mila euro i costi stimati solo per i mezzi aerei – elicotteri e canaidair – a cui si aggiunge il lavoro di squadre di terra e volontari.